Fine wines

La Wall Street dei vini si chiama Bordeaux

La Place de Bordeaux, un tempo dominata dalle etichette bordolesi, è ora trampolino per il mercato mondiale di etichette prestigiose di tutti i paesi. Italia star del mercato che fa impennare i prezzi

di Paola Jadeluca 28 Settembre 2022 09:52
financialounge -  Mood vini
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Mese di grande fermento per La Place de Bordeaux. Lo storico sistema di distribuzione un tempo dominato dai Bordeaux è diventato l’agorà di tutto il mondo e la campagna di settembre è ormai un appuntamento storico. Secondo i conti di Liv-ex la piazza raccoglie oggi più di 100 vini da 11 paesi, solo lo scorso anno, riportava Thedrinkbusiness erano 77 da 8 paesi.


HUB GLOBALE


La Place de Bordeaux dal 17esimo secolo ha costituito l’hub per il commercio globale delle prestigiose etichette bordolesi. Nel 1998 il primo ingresso di un vino di un’altra regione, Almaviva, etichetta cilena di Baron Philippe de Rotschild. Poi, piano piano la scalata dei più grandi vini provenienti da Sud America, California, Italia e altri paesi ancora.

LA SCALATA A TRE LIVELLI


Il sistema di La Place  è a tre livelli, dal produttore al broker al negoziante per poi raggiungere i commercianti di tutto il mondo: in pratica i produttori vendono a 300 négociants (tramite un intermediario, noto come cortigiano), che poi a loro volta vendono a commercianti in più di 170 paesi. Una filiera che consente di espandere e diversificare il mercato globale di un vino, sostengono gli esperti di Cult Wine, che può potenzialmente migliorare il suo potenziale di investimento. Non a caso Cult Wine Investment è una piattaforma  creata nel 2007 da Tom and Phil Gearing per trasformare il vino in un asset di investimento.

L’IMPENNATA DEI PREZZI


Basti dire che alcuni dei vini rilasciati l'anno scorso hanno già registrato aumenti di prezzo impressionanti. E lo stesso sta già succedendo con i vini appena presentati questo settembre. A differenza della campagna En Primeur di primavera-estate, sostengono gli analisti di Liv-ex, fluida, reattiva e guidata dalle decisioni sui prezzi e sui tempi di rilascio, la campagna autunnale di La Place è più strutturata, il che rende più facile la pianificazione della catena di approvvigionamento. Mentre tutti gli indici del vino sono aumentati di valore, sempre secondo Liv-ex, l’ingresso a La Place di Bordeaux ha determinato decisive impennate. Un esempio, proprio i Super Tuscan: Masseto -40,5% negli ultimi tre anni, Ornellaia -38,2%  e Solaia +37,2%, hanno fatto da apripista negli ultimi tre anni.



SPECCHIO DEL MERCATO SECONDARIO


Il mercato del vino pregiato si è diversificato e si è ampliato oltre Bordeaux. E La Place Bordeaux è lo specchio dei nuovi modelli di acquisto sul mercato secondario. La quota commerciale di Bordeaux è in flessione dal 2010, quando rappresentava il 95,7% del commercio totale in valore. Da inizio anno, si trova al minimo storico del 34,1%. Bordeaux non è più la regione dei vini pregiati più scambiata in alcuni mercati chiave come l'Asia.
Mentre i vini del Sud Africa, dell'Uruguay e della Cina compaiono sulla scena mondiale tramite La Place, la maggior parte delle uscite autunnali proviene dall'Italia, dagli Stati Uniti e dalla stessa Francia.



ITALIA LA STAR DELLA PIAZZA


L'Italia rappresenta oltre un terzo delle uscite autunnali ed è quindi il Paese più rappresentato. Il Masseto è stato il primo vino "senza legami bordolesi specifici" ad entrare a far parte di La Place nel 2009 con la sua annata 2006. Il marchio ha dato il via a un afflusso di vini pregiati italiani, che ora include Solaia di Antinori, Testamatta e Colore di Bibi Graetz, insieme a Caiarossa e Galatrona. La piazza virtuale francese riflette anche l’ampliamento dello stesso mercato italiano che ora si presenta con etichette dal nord al sud. Lo scorso luglio ha fatto l’ingresso a La Place de Bordeaux l’Amarone, dell’azienda della Valpolicella Allegrini, con due etichette in particolare La Poja 2017 e la Riserva Fieramonte 2017.
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