Cosa sta succedendo

Sta scoppiando la bolla dei tecnologici?

Conti che non tornano, licenziamenti, titoli in profondo rosso da inizio anno: la bolla tech 2.0 inizia a spaventare i mercati e a soffrire di più sono proprio i big della tecnologia

di Controredazione 7 Giugno 2022 10:59
financialounge -  azioni tecnologiche nasdaq The Contrarian
financialounge -  azioni tecnologiche nasdaq The Contrarian

La sbornia del Covid è ormai un ricordo. Il mondo sta tornando più o meno alla normalità (guerre permettendo) e le aziende tecnologiche, grandi o piccole, devono dire addio alla crescita inarrestabile del 2020-2021. I big tech soffrono di più, perché più grande è l'albero più forte è il rumore quando cade, ma anche le start-up ultra innovative stanno soffrendo, e molte non riescono ad approdare in Borsa.

BOLLA TECNOLOGICA 2.0


La bolla tech sta dunque scoppiando? Gli indizi non mancano. Il primo arriva dalla più famosa bolla degli ultimi decenni: quella delle dotcom. Oggi siamo entrati in una bolla tecnologica 2.0, con caratteristiche diverse, ma la sostanza resta la stessa: aziende che sembravano imbattibili che cominciano a licenziare e tagliare i costi. È la dura legge del mercato: la crescita non può durare per sempre e servono, perlomeno, dei momenti di pausa.

IL MEGLIO DEL NASDAQ IN DIFFICOLTÀ


I nomi delle aziende in difficoltà richiamano il meglio del Nasdaq, l'indice tecnologico di Wall Street che a fine maggio ha chiuso in calo per la sesta seduta consecutiva. Una cosa che non si vedeva, appunto, dalla bolla tech del 2000-2001. Da inizio anno il Nasdaq è in calo del 22%, Meta (Facebook) segna perdite del 40%. Amazon, che sta affittando i magazzini a terzi, è in calo del 25%. Apple, che da qualche giorno non è più l'azienda più capitalizzata del mondo, nel 2022 ha perso il 17%.

LA RISCOPERTA VERSO IL VALUE


Numeri che sembravano impensabili fino a qualche mese fa, che stanno costringendo questi big della tecnologia a licenziare (come nel caso di Netflix) a ridurre le assunzioni (Snap) o a limitare gli investimenti, come sta facendo Meta. La sensazione è che si stia cominciando a preferire i "cari vecchi" titoli value rispetto ai growth. Un fenomeno di cui abbiamo già parlato, non aiuta i titoli tecnologici, che storicamente sono investimenti più "futuribili" che soffrono nei periodi di rallentamento del mercato. Ma dietro la brusca frenata dei big tech potrebbe nascondersi una crisi più profonda.
Trending