I numeri del gaming

Ubisoft: vendite in calo del 4%, fatturato scende a 2,1 mld di dollari

Risultati contrastanti ma le proiezioni per il futuro sono di “crescita significativa”. Per la prima volta nella storia di Ubisoft tre licenze superano i 316 mln di euro di net booking

di Stefano Silvestri 13 Maggio 2022 17:54
financialounge -  Electronic Arts gaming smart Ubisoft
financialounge -  Electronic Arts gaming smart Ubisoft

A una Electronic Arts che annuncia risultati da record, in queste ora fa da contraltare Ubisoft, terzo più importante sviluppatore al mondo di videogiochi third party, che annuncia risultati contrastanti. Col termine “third party” s’intendono tutte quelle realtà che producono esclusivamente software senza possedere alcuna piattaforma da gioco. Nei “first party”, invece, rientrano realtà quali Nintendo, Sony e Microsoft, che oltre a commercializzare le proprie console, sviluppano anche i videogiochi che girano in esclusiva su di esse.

LIEVE FLESSIONE


La chiusura dell’anno fiscale, che nel caso del colosso franco-canadese si conclude il 31 marzo, ha visto per la prima volta nella storia di Ubisoft tre licenze superare i 316 milioni di euro di net booking. Ci riferiamo ad Assassin's Creed, Far Cry e Tom Clancy's Rainbow Six. Ciò nonostante, nell’ultimo anno fiscale le vendite sono calate del 4%, passando dai $2,2 miliardi dello scorso anno ai $2,1 miliardi di quest’anno. Da questi valori sono risultati utili per $84 milioni contro i $111 milioni dello scorso anno.

FUTURO IN CRSCITA


Il catalogo della prossima stagione, che nell’ambito dei videogiochi inizia solitamente a fine settembre, inizio ottobre, vedrà il lancio di Rabbids: Party of Legends, Roller Champions, Just Dance e il tanto atteso (e rimandato) Skulls & Bones, oltre alle espansioni di titoli quali Rainbow Six, Riders Republic, The Division e Assassin's Creed Valhalla. Quest’ultimo, e ci riallacciamo a quanto scritto sempre nella notizia relativa a Electronic Arts, è uscito nel novembre del 2020 ed è uno dei migliori esempi di transizione di un videogame dal modello di business tradizionale a live service.

PAROLA DI GUILLEMOT


Le proiezioni di Ubisoft per l’attuale trimestre vedono una contrazione dei net booking del 12.5% a $295 milioni, che dovrebbe però essere compensata da una “crescita significativa” nel resto dell’anno. “Abbiamo ambiziosi piani di crescita per i nostri franchise più importanti, ai quali si affiancheranno nuove IP (o Intellectual Properties, che nell’ambito del gaming significano videogame inediti) e quattro giochi mobile già in produzione”, ha dichiarato Yves Guillemot, CEO di Ubisoft.

APPETIBILE


Per dovere di cronaca dobbiamo ricordare che dopo l’acquisizione da parte di Microsoft di Activision Blizzard, nessun colosso del gaming pare essere più intoccabile. E mentre al momento tutto tace sul fronte di Electronic Arts, ultimamente si sono rincorse numerose voci (a partire da Bloomberg) per quanto riguarda una possibile vendita di Ubisoft. La quale, va detto, dopo la travagliata e burrascosa relazione con Vivendi, negli ultimi anni ha trovato una certa tranquillità grazie ai capitali di Tencent. Ma proprio commentando le speculazioni su una potenziale offerta pubblica d’acquisto, Guillemot in questi giorni s’è sentito di commentare che “il consiglio di amministrazione di Ubisoft esaminerà qualsiasi offerta nell'interesse di tutti gli azionisti e dei nostri grandi team”. Nel frattempo, secondo ad alcuni insider la famiglia Guillemot starebbe valutando la possibilità di collaborare con una società di private equity per acquisire Ubisoft e togliere di fatto l’azienda dal mercato. Chi vivrà, vedrà.
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