Nuovi trend di consumo

Boom di bevande senza alcol in Italia

Nel 2021, l'incremento ha raggiunto il tetto del 6% mentre fino al 2025 si ipotizza un tasso crescente dell’8% per anno del consumo di bibite de-alcolate. Un trend che le aziende produttrici di beverage sono pronte a cavalcare

di Annalisa Lospinuso 23 Marzo 2022 11:00
financialounge -  alcol free alcolmetrica beverage bibite analcoliche Unione europea Wine Intelligence
financialounge -  alcol free alcolmetrica beverage bibite analcoliche Unione europea Wine Intelligence

Le bevande analcoliche sono il nuovo trend dei giovanissimi. Crescono, infatti, i ragazzi che a uno spritz preferiscono le bibite “no alcol” oppure “low alcol”, leggermente alcoliche. All’impennata dei consumi corrisponde un volume di affari pari al 3,5% del totale delle bevande alcoliche in mercati considerati top, come quello francese, tedesco, spagnolo, inglese, americano, canadese, sudafricano, giapponese e australiano. Il giro d’affari delle bevande de-alcolate oggi è poco al di sotto dei 10 miliardi di dollari americani, rispetto ai 7,8 miliardi del 2018.

AUMENTO NEL 2021


Lo scorso anno l’incremento delle bibite de-alcolate ha addirittura raggiunto il tetto del 6%. Questo trend che non accenna a fermarsi ha fatto ipotizzare un tasso crescente dell’8% per ciascun anno, fino al 2025. Un fenomeno che potrebbe essere stato incrementato dai diversi provvedimenti comunali e cittadini che hanno limitato la vendita degli alcolici in alcuni luoghi e fasce orarie della sera, in funzione anti-movida, in particolare nei centri storici e nelle piazze delle città.

NUOVI BUSINESS


Una gallina dalle uova d’oro per le aziende produttrici di spritz, vino, birra che pian piano stanno riconvertendo le loro linee di business e stanno investendo molte risorse nelle bevande de-alcolate. Una strategia che potrebbe portare alla nascita di nuovi marchi o nuove linee commerciali. Secondo Wine Intelligence, i vini senza alcol saranno tra le tendenze sicure del prossimo futuro. In Spagna, ad esempio, il ministero della Salute ha deciso di finanziare la ricerca di questo specifico filone mentre l’Unione europea propone di regolarizzarne la produzione. Si parla anche di vini senza alcol o a bassa gradazione alcolica.

IL PROCESSO DI DEALCOLIZZAZIONE


Quanto al procedimento, la dealcolizzazione è un processo attraverso cui è possibile estrarre l’alcool dalle bevande alcoliche, vino incluso. Si può praticarlo per parziale evaporazione, distillazione o per osmosi, a condizioni di pressione e temperature molto delicate. Il rischio è di far perdere al vino le sue naturali proprietà organolettiche. Tuttavia, nel corso del tempo tecniche e macchinari sono di gran lunga migliorati, consentendo di effettuare interventi meno duri e invasivi, che vanno a colpire solo l’etanolo, ma non i gusti e i profumi.

L'ORIENTAMENTO DELL'UE


Lo scorso giugno, la Commissione Europea ha presentato la sua proposta di modifica del regolamento n. 1308/2013, che disciplina la Pac. All’articolo 193, fanno la loro comparsa proprio i termini “vino dealcolizzato” (con tasso alcolometrico non superiore a 0,5% vol.) e “vino parzialmente dealcolizzato” (con tasso alcolometrico compreso tra 0.5% e 9%). Siamo soltanto agli inizi, infatti un 43% di consumatori abituali sarebbe pronto a sostituire progressivamente i prodotti alcolici con quelli privi di alcol o a basso contenuto alcolico in determinate occasioni. E, tra quest’ultimi, meno di uno su cinque evita del tutto l’alcol, sempre secondo Iwsr.
Trending