L'analisi

Pictet: andare a caccia di rendimento con le obbligazioni a breve scadenza

Stéphane Ruegg, Senior Client Portfolio Manager di Pictet AM, crede che sia ancora possibile strappare un buon rendimento, tutto sta nel lavorare sulle giuste scadenze

di Virgilio Chelli 9 Agosto 2021 15:30
financialounge -  High Yield Pictet rendimento Stephane Ruegg
financialounge -  High Yield Pictet rendimento Stephane Ruegg

A giugno 2013, mentre la ripresa prendeva slancio e l’inflazione rialzava la testa, la Fed inasprì la politica con il famoso ‘Taper tantrum’, facendo scattare un brusco rialzo dei tassi dei titoli di Stato. Oggi i mercati si trovano di fronte a circostanze simili, mentre si dibatte la natura temporanea o strutturale dell’inflazione. In questo contesto è comunque ancora possibile cercare e trovare rendimenti appetibili nel reddito fisso, soprattutto nel segmento High Yield. Lo sottolinea Stéphane Ruegg, Senior Client Portfolio Manager di Pictet Asset Management, secondo cui la chiave del successo consiste soprattutto nel puntare sulle scadenze giuste.

GLI HIGH YIELD VANNO BENE NELLE FASI DI RIPRESA


Tradizionalmente i bond High Yield, vale a dire con rating inferiore a BBB-, tendono a fornire buoni rendimenti nelle fasi di ripresa, sovraperformando gli altri segmenti del reddito fisso. La gamma di emittenti è vasta, e va da piccole entità spesso una sola tranche, fino a grandi multinazionali su scala globale. La performance arriva in primo luogo, spiega Ruegg, dal miglioramento economico, che consente agli spread di assorbire il rialzo dei tassi dei titoli di Stato, mentre ricavi, utili e cashflow aumentano e l’indebitamento rimane stabile. Il rischio di default, metrica principale nell’analisi del segmento, si attenua, e il ritorno atteso migliora con l’aumento dei prezzi dei bond.

IL VANTAGGIO DI UNA DURATION PIÙ BREVE


L’High Yield ha il vantaggio una duration media più corta, in euro quella effettiva è 3,44 anni, contro 8,61 anni dei titoli di Stato e 5,34 anni per l’Investment Grade, che nel segmento più a breve scende a 1,68 anni. Durante la salita dei tassi di quest’anno, le obbligazioni HY a breve hanno segnato una significativa sovra performance rispetto ai titoli di Stato e all’IG in euro. Ora, sottolinea Ruegg, il rischio di tasso continuerà probabilmente ad aumentare, favorendo le HY a breve. La strategia di Pictet AM centrata sulla duration solo ha ottenuto rendimenti positivi, ma con una volatilità inferiore al resto del reddito fisso.

COME SCEGLIERE LA STRATEGIA GIUSTA


Ma, avverte Ruegg, le strategie HY a breve non sono tutte uguali. Come prima opzione, un gestore può mirare a una duration media tra 1 e 2 anni, mantenendo al tempo la flessibilità di acquistare scadenze più lunghe scadenza, con un approccio è denominato ‘short duration’. Un secondo approccio, ‘short maturity’, seleziona solo obbligazioni con una scadenza inferiore a un limite predeterminato. La strategia Pictet-Eur Short Term High Yield segue la seconda strada e le scadenze inferiori a 4 anni rappresentano il 90% del portafoglio, mentre il rimanente è allocato tra 4 e 6 anni.

APPROCCIO SHORT MATURITY VINCENTE


Ruegg sottolinea che l’approccio ‘short maturity’ è stato vincente rispetto allo ‘short duration’ anche quest’anno. Dato che le banche centrali tengono compressa la parte breve della curva, spesso un aumento dei tassi determina che i tassi a lungo termine si muovano più rapidamente di quelli a breve. L’esperto di Pictet AM fa l’esempio del tasso dei Bund tedeschi a 10 anni che da inizio anno ha guadagnato 44 punti base, mentre quello dei titoli a 2 anni è salito solo 5 punti base. Per questo un portafoglio short maturity offrirà una protezione superiore contro l’irripidimento della curva.

IMPORTANTI SELEZIONE E DIVERSIFICAZIONE


Nel contesto del credito corporate post pandemia, la selezione degli emittenti e la diversificazione rimangono centrali nella performance dell’High Yield, specie nel segmento più breve, che in contropartita offre un reddito regolare e una limitata volatilità quando i tassi salgono. Anche l’analisi del cash e della liquidità resta un pilastro nella selezione dell’HY a breve. Secondo Ruegg lo scenario di “tassi più bassi più a lungo” rimane valido anche in futuro, e le scadenze brevi dell’HY offrono la possibilità di diversificare e posizionarsi su una parte interessanti anche della curva in dollari. Inoltre, l’offerta netta più limitata favorisce un miglioramento degli spread.

UNO DEI POCHI SEGMENTI CHE OFFRE RENDIMENTI DECENTI


In conclusione, Ruegg sottolinea che l’High Yield a breve in euro è uno dei pochi segmenti che sta ancora fornendo un rendimento decente, e offre l’opportunità per posizionarsi su alcuni nomi che beneficeranno della ripresa, superando la crisi. Anche se non è da escludersi una salita significativa del rendimento dei titoli di Stato già quest’anno, la combinazione delle scadenze a breve e del posizionamento nell’HY consente alla strategia Short Term di muoversi con successo anche in questo contesto.
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