Niente pessimismo

Pictet: le azioni cinesi restano ancora attraenti

Gli esperti della storica casa ginevrina ritengono le recenti misure regolatorie ispirate a una visione di lungo termine che si concentra sul rafforzamento del mercato interno. Nessun intento di schiacciare i Big Tech

di Virgilio Chelli 3 Agosto 2021 14:43
financialounge -  azionario big tech cina daily news mercati Pictet
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Ancora una volta la Cina fa notizia nell’universo emergente, dopo le restrizioni sul settore tecnologico, residenziale e dei trasporti privati, fino alla decisione di rendere “no profit” l’educazione e le piattaforme on-line per lo studio multidisciplinare. Il tutto si è tradotto in forti cali dell’azionario. Pechino di fatto si concentra sul rafforzamento dei mercati interni, con l’implicazione di un “ritorno in patria” di società quotate all’estero, mentre nella tecnologia la questione sembra riguardare più la conformità dei dati che il desiderio di schiacciare l'industria.

NESSUNA INTENZIONE DI OSTEGGIARE INTERNET


Sono alcune delle osservazioni formulate in un’articolata analisi su Cina e Emergenti a cura di Kiran Nandra, Senior Product Specialist per il team Global Emerging Markets Equities e Marco Piersimoni, Senior Investment Manager, di Pictet Asset Management, secondo cui “è incoraggiante il fatto che Alibaba e Tencent abbiano partecipato al processo di redazione delle misure per la gestione della sicurezza dei dati”. Questo induce gli esperti di Pictet a ritenere che, anziché ostacolare il settore Internet, il legislatore cinese ponga l’enfasi sulle modalità in cui i dati vengono utilizzati e raccolti. Alibaba sembra aver superato la valutazione del regolatore, e gli esperti di Pictet si aspettano che presto lo stesso accada per Tencent.

NON CONDIVISA LA VISIONE PESSIMISTA


Nel breve termine, è probabile un eccesso di regolamentazione, ma nel medio termine gli esperti di Pictet non condividono la visione pessimista della “non investibilità” della Cina, e osservano che spostamenti tettonici o shock offrono sempre delle opportunità. La visione della Cina è descritta come “incredibilmente a lungo termine e strategica” con l'imperativo dell'autosufficienza e della crescita in aree chiave, come intelligenza artificiale, infrastrutture tecnologiche, robotica, veicoli elettrici e rinnovabili, oltre alla sostenibilità delle filiere produttive.

EMERGENTI OCCASIONE DI DIVERSIFICAZIONE


Quanto avvenuto in Cina ricorda ancora una volta la complessità dell’investimento negli asset emergenti e quanto sia necessario ragionare svincolati dai benchmark, per cogliere anche opportunità di diversificazione di portafoglio in contesti complicati. Gli esperti di Pictet segnalano che proprio in coincidenza con la turbolenza cinese altri mercati azionari siano addirittura in positivo, come Messico, Russia ed India. Sul fronte obbligazionario è accaduto molto meno, con perdite marginali sui titoli in valuta forte, valuta locale e crediti Emergenti, mentre i titoli cinesi in Renminbi si sono mossi in positivo.

LA CINA SOMIGLIA DI PIÙ AI MERCATI SVILUPPATI


Questo a conferma che la Cina non ha le caratteristiche tipiche degli Emergenti, con asset più simili a quelli dei mercati sviluppati, dove i bond diversificano rispetto agli asset rischiosi. Gli sviluppi cinesi hanno costituito comunque un ottimo banco di prova per l’approccio del fondo Pictet- Emerging Markets Multi Asset, in cui l’expertise si combina con un rigoroso controllo del rischio. Prima di fare grandi movimenti sul fondo, Pictet attende che si spenga il segnale di risk-off e ritiene che non siamo così lontani.

POSSIBILE PUNTO D’INGRESSO SULL’AZIONARIO


Secondo gli esperti della casa ginevrina non è infatti impossibile che si concretizzi un punto di ingresso addirittura per le azioni cinesi, viste le forti perdite accusate e le ultime notizie di taglio del coefficiente bancario di riserve obbligatorie, oltre agli interventi delle autorità di vigilanza. Spesso è sufficiente un semplice rallentamento del flusso di cattive notizie per stabilizzare i mercati. In conclusione Pictet ritiene di aver superato l’esame, con i meccanismi di difesa che hanno ben funzionato, tenendo fede alla promessa di riduzione del rischio di portafoglio.
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