Temi di investimento

Amundi: ecco come migliorare il rendimento del portafoglio

Secondo Matteo Germano, CIO di Amundi SGR, occorre includere gli attivi reali e alternativi, per migliorare il profilo rischio/rendimento del portafoglio e per bilanciare un’allocazione più alta delle azioni

di Leo Campagna 3 Agosto 2021 - 18:00
financialounge - news
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I mercati stanno scontando uno scenario goldilocks, caratterizzato da bassa inflazione e crescita più alta a livello tendenziale, ma esiste il rischio di ritrovarsi con prezzi al consumo strutturalmente più elevati e una crescita più contenuta. Uno scenario possibile anche perché le banche centrali non interverranno: potrebbero infatti continuare a ignorare il rischio di inflazione finché è possibile classificandolo come effetto temporaneo.

OSSERVARE LA DIREZIONE DEI TASSI REALI


“A un certo punto potrebbe verificarsi un disancoraggio del sistema, con la curva dei rendimenti fuori controllo. L’elemento chiave da osservare sarà la direzione dei tassi reali. La prima sequenza prevede un calo dei tassi reali, uno scenario che è ancora positivo per gli attivi rischiosi. La seconda sequenza, che è meno favorevole, prevede un loro rialzo”, fa sapere Matteo Germano, CIO di Amundi SGR, che richiama gli investitori a tenere conto dell’inflazione, aumentando la diversificazione per far fronte alle sfide di un rialzo dei tassi e della loro volatilità.

UNA MINACCIA PER LA DIVERSIFICAZIONE


I prezzi al consumo in aumento rappresentano una minaccia per la diversificazione tradizionale, perché la correlazione tra azioni e obbligazioni diventa positiva. “Gli investitori potranno aumentare strutturalmente l’esposizione alle azioni applicando le lenti dell’inflazione, e costruire portafogli diversificati al di là della tradizionale allocazione del benchmark, inserendo gli attivi reali, asset alternativi e strumenti finanziari a più alto rendimento come, per esempio, le obbligazioni dei mercati emergenti”, specifica Germano.

UN NUOVO PUNTO DI EQUILIBRIO


Il primo passo consiste nell’adeguare l’orientamento al rischio trovando un nuovo punto di equilibrio per il portafoglio, in un mondo di correlazioni in mutamento, aggiungendo fonti di rendimento non correlate. Occorre, nello specifico, includere gli attivi reali e alternativi, grazie ai quali è possibile migliorare il profilo rischio/rendimento del portafoglio complessivo: un aspetto cruciale perché un’allocazione più alta delle azioni farà aumentare complessivamente il rischio.

NELL’AZIONARIO PRIVILEGIARE I TITILI QUALITY, CICLICI E VALUE


A proposito di azioni, l’idea è quella di privilegiare i titoli quality, ciclici e value e bilanciarli con alcuni titoli difensivi, mentre i temi dell’esposizione all’economia reale e dei dividendi saranno cruciali per il reddito nel secondo semestre di quest’anno. Nel reddito fisso, invece, assume un ruolo decisivo la gestione della duration alla luce del quadro di incertezze riguardanti il percorso dell’inflazione e degli interventi delle banche centrali. Le obbligazioni societarie, al contrario, beneficiano del miglioramento dei fondamentali in questa fase di ripresa.

UN’AREA INTERESSANTE È QUELLA DEI MERCATI EMERGENTI


Un’area interessante è quella dei mercati emergenti, dove Amundi vede vincitrici Cina e Asia. “È vero, ammette Germano, che il possibile aumento a breve termine dei Treasury USA e del dollaro USA rappresenta un fattore negativo per i mercati emergenti, tuttavia sul medio termine il loro rendimento aggiustato per il rischio resta ancora particolarmente attraente”, sottolinea il manager.

NON È QUESTO IL MOMENTO DI ASSUMERE FORTI POSIZIONI DIREZIONALI


Infine, l’outlook sulle commodity, metalli di base compresi, risulta fortemente influenzato dalla combinazione degli squilibri domanda-offerta, della riapertura dell’economia e della transizione ecologica. “Se da un lato le grandi economie si trovano in fasi diverse del loro percorso verso il picco della crescita, il rialzo dei prezzi al consumo sembra essere un tema comune. Preferiamo mantenere un orientamento neutrale sugli attivi rischiosi perché i mercati manterranno probabilmente un atteggiamento attendista: non è questo il momento di assumere forti posizioni direzionali”, conclude il CIO di Amundi SGR.
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