J.P Morgan: rendimenti dei Treasury verso la risalita dopo aver toccato i minimi

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di Virgilio Chelli 28 Luglio 2021 - 16:52

Secondo il team Global Fixed Income, Currency and Commodities i T-Bond erano stati spinti al ribasso da posizionamenti e fattori tecnici, ma i catalizzatori di un rialzo sono in vista

Al contrario dell’opinione comune, i rendimenti dei Treasury statunitensi sono leggermente calati, trascinati da posizionamenti e fattori tecnici, ma è probabile che abbiano toccato il minimo e che risaliranno la china. L’aumento dei casi contagi dovuto alla variante Delta suscita preoccupazioni e bisognerà guardare da vicino come gestiranno la situazione i Paesi più colpiti, come il Regno Unito, ma la solidità dei consumi soprattutto in USA induce a guardare alla crescita con ottimismo. Alcuni catalizzatori per un rialzo dei rendimenti si intravvedono all’orizzonte, come una possibile ri-accelerazione dei dati sul mercato del lavoro USA e una ripresa dell’offerta obbligazionaria a fine estate. La chiusura delle posizioni a duration corta dovrebbe inoltre favorire il ritorno dei rendimenti sulla strada rialzista.

NEL FUTURO SEMPRE FORTE ESPANSIONE

Sono le conclusioni del Bond Bulletin settimanale a cura dal team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management, che nella sua ultima analisi trimestrale aveva previsto un rialzo dei rendimenti USA per la restante parte dell’anno. La previsione è stata smentita dal recente movimento dei tassi dovuto alla scomparsa dei tanti catalizzatori che nel primo trimestre li avevano spinti al rialzo, rimpiazzati dal timore che la ripresa economica abbia già raggiunto il picco. Anche ammettendolo, il team di J.P. Morgan Asset Management continua a credere che il futuro riservi una fase di forte espansione, soprattutto considerando la forza dei consumi, che rappresentano circa il 68% del PIL degli Stati Uniti.

CALO DEI RENDIMENTI REALI DIFFICILE DA GIUSTIFICARE

Recenti dati segnalano conti bancari più alti e spesa maggiore rispetto ai livelli pre-pandemia, trainata in larga misura dai beni voluttuari. Il rischio a cui guardare con preoccupazione è la variante Delta, ma le ripercussioni varieranno in base ai progressi vaccinali. La domanda chiave che ancora attende una risposta secondo il Bond Bullettin di J.P. Morgan Asset Management è se i vaccini abbiano indebolito il legame tra casi e ricoveri al punto da evitare nuove e significative restrizioni alla mobilità, e i primi dati del Regno Unito indicano che potrebbe essere così. Il team di J.P. Morgan Asset Management trova comunque difficile giustificare anche il calo dei rendimenti reali e non solo nominali.

IN GIOCO ANCHE FATTORI TECNICI

Molti commentatori lo spiegano come un ritorno alla stagnazione strutturale, ma il team di J.P. Morgan Asset Management continua ad aspettarsi che in questo ciclo il tasso sui Fed Fund resterà nell’intervallo osservato alla fine dell’ultimo ciclo, che corrisponde approssimativamente a un tasso reale nullo, e solo vivendo questa fase del ciclo economico si capirà il grado di inasprimento monetario che l’economia è in grado di tollerare. E poi sono in gioco fattori tecnici. Pur non potendo attribuire solo ai posizionamenti il calo dei rendimenti, hanno sicuramente contribuito ad accentuare il rally delle obbligazioni in termini di prezzo.

OFFERTA DI BOND IN CALO D’ESTATE

Gli indici di posizionamento basati sui futures hanno mostrato che gli investitori hanno allungato la duration, ma gli indicatori basati sui sondaggi non hanno ancora evidenziato una ristrutturazione dei portafogli della stessa portata. Nel complesso, secondo il team di J.P. Morgan Asset Management, i massicci acquisti di obbligazioni di Banche Centrali e investitori privati sembrano aver lasciato il segno. Inoltre, in genere la stagione estiva favorisce un allungamento della duration, perché l’offerta cala, e quest’estate la contrazione è arrivata prima del solito.

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