Fusioni e acquisizioni: il 2021 sarà un anno record

L'analisi
di Virgilio Chelli 27 Luglio 2021 - 18:00

Il Global Markets Daily di Goldman Sachs Economic Research segnala operazioni già annunciate per 2.500 miliardi di dollari in un trend destinato a battere il record di 3.400 miliardi di dollari messo a segno nel 2007

La ripresa a forma di V dei volumi delle operazioni globali di M&A annunciate a partire dal terzo trimestre 2020, dopo una prima metà dell’anno della pandemia eccezionalmente debole, resta tale da lasciar prevedere un nuovo record annuale nel 2021. Alla data del 24 luglio infatti erano state annunciate operazioni di fusione e acquisizione per un controvalore di 2.500 miliardi di dollari da parte di compratori Nordamericani e Europei, la partenza d’anno più forte da sempre, che se continua a questo ritmo porterà a sorpassare facilmente il precedente record storico annuale del 2007, quando si toccarono i 3.400 miliardi di dollari, e anche picco dell’era post-Grande Crisi segnato nel 2015 con 2.900 miliardi di dollari.

FIDUCIA DEI CEO E SCENARIO ECONOMICO POSITIVO

Lo sottolinea il Global Markets Daily di Goldman Sachs Equity Research firmato da Amanda Lynam, secondo cui l’accelerazione in atto è coerente con le attese formulate un anno fa dalla stessa Goldman, che continua a credere che l’ondata proseguirà nel corso della seconda metà del 2021. L’attesa di nuove operazioni strategiche in arrivo infatti è supportata dallo scenario economico positivo, dal miglioramento del clima di fiducia dei CEO, e dal desiderio delle aziende di diversificare. Sul lato degli sponsor delle operazioni di M&A, gioca indubbiamente a favore l’ammontare record di fieno in cascina sia nel mercato del private equity che in quello del debito privato.

POSSIBILI RISCHI DALLE POLITICHE DI BIDEN

Detto questo, l’esperta di Goldman riconosce che i recenti sviluppi della politica antitrust dell’Amministrazione Biden potrebbero aver abbassato l’asticella per interventi restrittivi delle grandi aggregazioni e di misure più decise a tutela della concorrenza. Per gli investitori obbligazionari, la domanda chiave riguarda le conseguenze che questa iperattività dell’M&A potrebbe avere sulla qualità del credito. Come già sottolineato dalla stessa Goldman Sachs nel suo outlook per I 2021, un ritorno prematuro a operazioni a forte lega finanziaria rappresenta un rischio chiave per quest’anno, dato specialmente l’ammontare di cash attualmente parcheggiato sui bilanci delle corporation.

CONDIZIONI FAVOREVOLI PER GLI OBBLIGAZIONISTI

Ma per ora, ritiene la Lynam, i riscontri effettuati da inizio anno sulla composizione del finanziamento delle operazioni di M&A risulta confortante e favorevole per i detentori di bond. Ad esempio, a metà luglio il 42% delle operazioni annunciate da acquirenti strategici non finanziari del Nord America risultavano interamente finanziate da cash o debito, contro il 50% ad aprile 2021 e una media sempre del 42% nell’era post Grande Crisi.

FATTORE POSITIVO IN TEMPI DI STRESS

Inoltre, la quota di operazioni da inizio anno finanziate interamente con equity si situa attualmente al 28%, contro il 7% ad aprile 2021 e una media del 22% sempre nel periodo successivo alla Grande Crisi. Anche sul fronte degli sponsor, recenti ricerche di Goldman Sachs mostrano che il coinvolgimento nel mercato dei corporate bond può rappresentare un fattore positivo in tempi di stress, riflettendo il valore della liquidità e delle risorse a supporto dei finanziamenti.

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