"Derby" arabo

La lite tra sauditi ed Emirati Arabi che sta mandando in pezzi il cartello Opec

Dietro il mancato accordo per l'aumento della produzione di petrolio c'è la richiesta degli Emirati di rivedere la propria quota. Ma le tensioni tra i due Paesi rischiano di far saltare l'alleanza

di Antonio Cardarelli 6 Luglio 2021 - 10:57
Era già successo prima, ma questa volta la spaccatura all'interno dell'Opec, l'organizzazione che riunisce i Paesi esportatori di petrolio, sembra più grave rispetto al passato. Lo scontro è tutto arabo, e vede da una parte gli Emirati Arabi Uniti e dall'altra l'Arabia Saudita, che da sempre è il membro più influente dell'Opec.

IL "RICATTO" DEGLI EMIRATI ARABI

Provando a semplificare, il motivo che ha portato al nulla di fatto nella riunione dell'Opec+ (ovvero la versione allargata anche ai Paesi non membri guidati dalla Russia) risiede nelle rivendicazioni degli Emirati Arabi. Abu Dhabi è intenzionata a sfruttare la discussione sull'aumento della produzione per ottenere condizioni migliori all'interno dell'Opec. E per raggiungere l'obiettivo sembra essere pronta a mettere in pericolo il futuro stesso dell'Opec.

L'AUMENTO SALTATO

Il vertice di ieri, che era già stato aggiornato, è stato rimandato a "data da destinarsi". Sul piatto c'era l'aumento della produzione di 400mila barili al giorno tra agosto e dicembre di quest'anno. Una decisione quasi obbligata, visto che l'attuale ritmo di produzione è tarato sui tagli decisi nel pieno della pandemia per evitare il crollo del prezzo del petrolio. Ma gli Emirati Arabi hanno bloccato l'accordo, pretendendo di rivedere il volume di produzione di riferimento, da cui dipende la quota per ciascun Paese, da 3,17 milioni di barili/giorno a 3,8 milioni.

PETROLIO PIÙ COSTOSO

La risposta dell'Arabia Saudita è stata netta: "Partecipo alle riunioni dell'Opec+ da 34 anni e non ho mai visto una richiesta del genere", ha detto il principe Abdulaziz ad Al- Arabiya, ministro dell'energia saudita. La prima reazione dei mercati è stata un aumento del prezzo del petrolio e in particolare del Wti, che si è riportato a 76,4 dollari al barile, ai massimi dal 2014. Ma lo scontro tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi, ormai ex alleati dopo gli screzi dovuti anche alla guerra in Yemen, rischia di gettare un'ombra pesante sul futuro dell'Opec e dell'Opec+.

TENSIONI POLITICHE

Nel breve termine, inoltre, il mancato accordo sull'aumento della produzione rischia di far crescere la pressione sull'inflazione, con possibili ricadute sulle politiche monetarie proprio mentre l'economia mondiale sta rialzando la testa. Più o meno un anno fa uno scontro simile tra Arabia Saudita e Russia aveva dato il via a una guerra dei prezzi del petrolio, poi rientrata. Ma questa volta, alla luce anche delle tensioni politiche tra i due Paesi coinvolti, lo scontro rischia di culminare nell'uscita degli Emirati dall'Opec.
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