Robeco punta sull’Europa: guiderà la ripresa globale

Ripartenza in vista
di Leo Campagna 9 Giugno 2021 - 15:29

Secondo gli esperti di Robeco l’Europa è pronta a prendere il testimone della crescita economica da Cina e Stati Uniti: ecco quali sono gli elementi a favore

L’Europa sta recuperando il ritardo rispetto alla ripresa già registrata in Cina e negli Stati Uniti grazie all’accelerazione del piano di vaccinazioni anti Covid-19 e all’allentamento delle misure di lockdown. L’aumento della mobilità fornisce particolare impulso all’economia dei servizi, e trova conferme anche negli indicatori della fiducia dei produttori, sia nel terziario che nel settore manifatturiero, alcuni dei quali si sono portati sui massimi degli ultimi 15 anni, o addirittura degli ultimi 17 nel caso del sentiment nel comparto dei servizi.

ESPANSIONE ECONOMICA CON PRESSIONI INFLAZIONISTICHE IN AUMENTO

“Riteniamo che il driver principale sarà una crescita trainata dalla solidità dei consumi e delle esportazioni, in particolare nel settore dei servizi. Essenziale, inoltre, il proseguimento della politica monetaria della BCE e delle norme fiscali promosse dalla Commissione europea. Un contesto che avvalora il nostro scenario di riferimento, nel quale continua l’espansione economica con pressioni inflazionistiche in aumento” fa sapere Peter van der Welle, Strategist del team Multi Asset di Robeco, secondo cui sono tre gli elementi fondamentali che sostengono l’ottimismo sulla crescita europea.

IL LIVELLO DEI RISPARMI SU LIVELLI STORICAMENTE ELEVATI

Il primo, e anche il più consistente, è il livello dei risparmi che, con la pandemia, ha raggiunto livelli storicamente elevati come dimostra il tasso di risparmio delle famiglie tedesche che nel primo trimestre si attestava al 20%. “È comprensibile che ci sia impazienza ad incrementare la spesa per servizi, come i viaggi, appena possibile nel secondo semestre, e che l’erosione dei risparmi sia destinata ad accelerare nel medio termine” sottolinea der Welle.

PROSEGUIMENTO DEGLI STIMOLI FISCALI E MONETARI

Il secondo elemento di supporto è la combinazione senza precedenti dello stimolo fiscale dell’Eurozona (il Recovery Fund prevede risorse per 750 miliardi di euro spalmati fino a circa il 2026) e una politica monetaria ancora accomodante. E’ vero che, il ritardo della ripresa resta dal momento che il livello del PIL aggregato dell’Eurozona rimane quattro punti percentuali al di sotto dei livelli del 2019 Tuttavia, considerando che l’output gap resta relativamente ampio, è probabile che le pressioni inflazionistiche di fondo restino contenute rispetto agli Stati Uniti. Questo, secondo il manager di Robeco, giustifica una politica monetaria accomodante e gli acquisti di emergenza della BCE sui mercati finanziari.

UN’EUROPA SEMPRE PIÙ POPULISTA E PROGRESSISTA

D’altra parte, la Commissione europea ha rinviato l’applicazione dei parametri del debito di Maastricht fino all’inizio del 2023. Un inclinazione, quest’ultima, che è anche figlia dell’evoluzione politica, che vede un Europa sempre più populista e progressista, anche in risposta alla crescente disuguaglianza dei redditi dopo la pandemia, e pertanto sarebbe più contraria a future misure di austerità. “I sondaggi più recenti premiano i Verdi in vista delle elezioni in Germania, in programma nel prossimo mese di settembre. Inoltre si percepisce un lieve orientamento progressista anche negli attuali negoziati per la formazione di una coalizione nei Paesi Bassi”, spiega der Welle.

IL RITROVATO VIGORE DEL COMMERCIO ESTERO

Infine, ma non meno importante, anche il ritrovato vigore del commercio globale potrà fornire un supporto sostanziale all’economia europea. “L’Eurozona è un’economia aperta con una spiccata sensibilità ai flussi commerciali globali, specialmente dalla Cina. È vero che il credit impulse in Cina suggerisce che la domanda cinese di importazioni potrebbe rallentare verso la fine dell’anno, ma è altrettanto vero che gli attuali indici della fiducia dei produttori nel colosso asiatico segnalano un’espansione continua. Inoltre, non è da escludere che possano esserci ricadute positive dal mercato statunitense grazie all’imponente stimolo fiscale e monetario USA”, conclude lo Strategist del team Multi Asset di Robeco.

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