Quali sono i titoli bancari meglio posizionati per beneficiare della ripresa

Rischi e opportunità
di Virgilio Chelli 13 Maggio 2021 - 7:50

Gli analisti di Columbia Threadneedle Investments vedono gli istituti USA ancora in vantaggio rispetto agli europei ma segnalano la posizione più sostenibile delle banche di Italia e Spagna sulla qualità del credito

La risposta fiscale e monetaria senza precedenti alla pandemia in tutto il mondo ha permesso al settore bancario di mantenere intatto il flusso di credito all’economia, con un costo del rischio in calo. Ma le prospettive per le banche globali sono eterogenee. Lo stimolo ha avuto l’effetto secondario auspicato di rafforzare i bilanci delle banche. La Bce stima che le misure proteggeranno i coefficienti patrimoniali delle banche nelle principali economie europee nella misura di circa 300 punti base entro fine anno, contribuendo significativamente al miglioramento delle riserve di capitale e dando fiducia al credito.

RIPARTENZA DEL CREDITO ALLE IMPRESE

Diversamente dalla crisi finanziaria globale, durante la pandemia le aziende hanno beneficiato di un buon accesso alla liquidità grazie al credito iniettato dalle banche con una crescita dei prestiti di ben il 6% in Europa e del 10% negli Stati Uniti. Inoltre, in paesi come Italia e Spagna, più esposti al rischio di prestiti in sofferenza, molti aiuti finanziari sono confluiti verso le PMI, con una riduzione dei crediti deteriorati, il che dovrebbe a sua volta fornire un ulteriore sostegno alla stabilità finanziaria di molte banche europee.

IL RUOLO DEI MERCATI DEI CAPITALI

Grazie ai nuovi record di emissioni obbligazionarie globali nel 2020, i mercati dei capitali hanno svolto un ruolo altrettanto cruciale nel garantire credito alle aziende. L’aumento dei finanziamenti non ha solo fornito liquidità vitale, ma ha anche assicurato un vigoroso flusso di utili anticiclici all’attività di investment banking. Ma i rischi, avvertono in un’analisi sulle banche titolata “Da paria a specie protetta” Paul Smillie, Rosalie Pinkney, e Dori Aleksandrowicz, tutti e tre Analisti del credito senior di Columbia Threadneedle Investments, non mancano. Il debito societario rispetto al PIL è nettamente aumentato nel 2020, sia negli Stati Uniti che in Europa, anche se è previsto un calo nel 2021 a fronte della ripresa della crescita economica.

RISCHIO DEBITO SOVRANO TENUTO A BADA DALLE BANCHE CENTRALI

Deviando le perdite dai bilanci bancari verso quelli sovrani, osservano gli analisti di Columbia, i governi sono riusciti a scongiurare una crisi finanziaria, con la conseguenza di un marcato incremento del debito pubblico, i cui maggiori detentori sono proprio le banche, i cui bilanci sono indeboliti dal rialzo dei rendimenti sovrani. I rischi di questo circolo vizioso sono in parte diminuiti grazie agli acquisti delle banche centrali, ma con un rapporto debito/PIL che quest’anno potrebbe arrivare fino al 160% in Italia e al 120% in Spagna, i campanelli d’allarme per il settore finanziario non mancano, secondo gli analisti di Columbia.

COSTO DEL RISCHIO IN NETTO CALO

Per tutto il 2020 le banche globali hanno effettuato accantonamenti preventivi contro potenziali default, e ora il “costo del rischio” è in netto calo. Gli analisti di Columbia si aspettano che dopo la pandemia il costo del rischio si normalizzi rapidamente rispetto a dopo la crisi finanziaria globale. Guardando i dati complessivi di oltre 50 grandi banche che copre a livello globale, Columbia nota che questa volta, durante la pandemia, il costo del rischio ha raggiunto un picco di 90 punti base e si aspetta che ridiscenda verso 45 punti in appena due anni. Le preoccupazioni sulla solvibilità delle banche nutrite da molti a metà 2020 sono quasi del tutto scomparse e nel 2021-2022 Columbia si aspetta che i coefficienti patrimoniali restino solidi.

LIQUIDITÀ E CAPITALI IN ECCESSO

Con il costo del rischio in calo e gli acquisti delle banche centrali, il settore bancario globale dispone di liquidità e capitale in eccesso, secondo gli analisti di Columbia un’ottima notizia per gli investitori. Resta il fatto che i tagli dei tassi e l’afflusso sui depositi continuano a pesare sui margini. Gli investimenti tecnologici per migliorare l’efficienza stanno aiutando e le banche italiane e spagnole hanno già intrapreso un ambizioso processo di consolidamento per eliminare i costi.

PROSECUZIONE DEL CONSOLIDAMENTO IN EUROPA

Gli analisti di Columbia si aspettano una prosecuzione di questa dinamica sia in Europa che, a livello di banche di piccole e medie dimensioni, negli Stati Uniti. Nel complesso vedono pressioni sulla redditività più acute in Europa, dove continuano a prevedere rendimenti complessivi nettamente inferiori al costo del capitale, mentre negli Stati Uniti le prospettive sulla redditività sono decisamente più rosee. Ciò si riflette sulle classifiche fondamentali elaborate da Columbia Threadneedle Investments dei titoli investment grade globali, che vedono le banche statunitensi ai primi posti.

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