Investire con l’inflazione, ecco le migliori opportunità secondo BlackRock

Contesto mutevole
di Virgilio Chelli 13 Maggio 2021 - 19:00

Nigel Bolton, Co-CIO del Fundamental Equity Group di BlackRock, consiglia di concentrarsi su titoli di aziende che hanno capacità di trasferire gli aumenti dei prezzi, tenendo conto anche della forza del brand

L’inflazione ci sarà ma non è imminente. Eventuali picchi a breve saranno probabilmente temporanei, ma gli investitori devono essere pronti a cogliere i primi segnali di inflazione per individuare le opportunità di capitalizzare su titoli di società che hanno la capacità di trasferire l’aumento dei costi. La selezione attiva è la chiave per sfruttare le dinamiche uniche dei prezzi, sottostanti all’attuale contesto mutevole di mercato. Nigel Bolton, Co-CIO del Fundamental Equity Group di BlackRock, nel paper “Navigating the inflation dilemma”, discute l’impatto delle dinamiche inflazionistiche sui prezzi dei mercati azionari e spiega dove si trovano le migliori opportunità di investimento.

AUMENTO DEI PREZZI TRANSITORIO DA SFRUTTARE

La straordinaria risposta fiscale e monetaria alla pandemia ha portato gli investitori globali a prepararsi a un aumento dell’inflazione. Nelle ultime settimane i titoli ciclici esposti alla crescita hanno performato bene e nel breve termine è prevedibile un incremento dei prezzi transitorio. Per gli investitori significa individuare aziende che possono trasferire gli aumenti di prezzo ai clienti, perchè si troveranno in una posizione forte per battere le aspettative sugli utili e potenzialmente vedere un incremento del prezzo delle loro azioni.

PREZZI E BRAND SONO LA CHIAVE

Bolton sottolinea che il brusco stop-start dell’economia globale ha causato un contesto di prezzi unico, solo ora l’offerta sta tornando a crescere, mentre la domanda aumenta. Si investe in case e automobili, mentre il trasporto pubblico rimane impopolare e gli effetti legati alla spesa per infrastrutture iniziano a manifestarsi. I risparmi in eccesso, integrati dai sussidi negli Stati Uniti, affluiranno nell’economia man mano che le chiusure si attenueranno. La chiave per investire in questo ambiente è rappresentata dal potere dei prezzi e dalla forza del brand.

IL CASO DEGLI ELETTRODOMESTICI

Bolton cita come esempio i prezzi degli elettrodomestici, storicamente difficili da trasferire sui clienti quando salgono, ma oggi l’aumento della domanda consente di trasferire l’aumento dei prezzi delle materie prime. In Cina i prezzi dei condizionatori sono saliti di circa il 10%, due volte da dicembre, mentre negli Stati Uniti gli elettrodomestici sono aumentati di circa il 15% su base annua negli ultimi mesi. Per questo le aziende con un forte potere di determinazione dei prezzi si trovano probabilmente a entrambe le estremità delle catene di fornitura, con la forza del brand come elemento di differenziazione principale.

LA PIRAMIDE DEI PREZZI

Bolton spiega che i produttori di materie prime come il rame sono in posizione di forza perché la spesa “verde” promessa dai governi premia l’elettrificazione, a partire dall’automotive. Anche i produttori di cemento possono aumentare i prezzi perché l’offerta rimane limitata mentre la domanda cresce trainata dalla spesa per infrastrutture, mentre i produttori di acciaio hanno già aumentato i prezzi diverse volte e la carenza di semiconduttori, essenziali per l’energia solare, la tecnologia smart grid e i veicoli elettrici, come per l’elettronica di consumo, ha spinto i prezzi al rialzo per l’offerta limitata a causa delle chiusure durante la pandemia.

CHI È NEL MEZZO HA PIU’ PROBLEMI

Bolton spiega anche che le aziende che hanno difficoltà a trasferire l’aumento dei costi possono trovarsi nel mezzo delle catene di fornitura, come i fornitori di parti di auto, intrappolati tra i produttori di semiconduttori e case automobilistiche. Più alta è la percentuale di materie prime nel prodotto, più difficile è trasferire i costi, il che significa che i produttori di macchinari possono avere difficoltà, così come i produttori di pannelli solari che devono pagare di più il polisilicio.

L’IMPORTANZA DI UN BRAND FORTE

Alcune aziende alla base della supply chain possono trasferire i costi più alti ai consumatori, i produttori di auto ad esempio possono trasferire il prezzo più alto dei semiconduttori perché il costo dei chip, poche centinaia di dollari, è una piccola parte del prezzo finale. Ma, sottolinea in conclusione Bolton, il potere dei prezzi è più evidente per quei produttori con un brand forte, molti nella parte premium del mercato. Anche le grandi e famose compagnie di materiali da costruzione prendono quote di mercato dai player più piccoli, investendo pesantemente in scorte e trasferendo i costi.

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