I mercati sviluppati guidano la ripresa

L'analisi
di Virgilio Chelli 9 Maggio 2021 - 9:30

Il team Global Balanced Risk Control di Morgan Stanley IM prospetta un outlook di crescita favorevole, ma Il braccio di ferro tra emissioni record di azioni e flussi verso l’azionario evidenzia che non mancano i motivi per mantenere un atteggiamento cauto

I mercati sviluppati stanno guidando la ripresa globale grazie alla rapidità nelle campagne vaccinali e al supporto delle politiche. I rendimenti dei Treasury decennali USA sembrano essersi stabilizzati. Tuttavia, rimane la preoccupazione per un aumento dei tassi obbligazionari, mentre un potenziale riorientamento delle banche centrali potrebbe avere un impatto negativo sulle valutazioni azionarie. Alla luce di questo rischio, il team Global Balanced Risk Control (GBaR) di Morgan Stanley Investment Management ha ridotto l’esposizione azionaria, diminuendo in particolare il bias sui titoli growth, nell’attesa che gli investitori preferiranno invece le azioni meglio posizionate per la ripresa ciclica. L’imminente crescita della pressione fiscale e il divario esistente a livello di valutazioni potrebbero comunque supportare un proseguimento della rotazione verso i titoli value.

PRESO PROFITTO SULLE SMALL CAP USA

Entrando nel dettaglio delle posizioni tattiche, il team GBaR di Morgan Stanley IM spiega di aver preso profitto dalla posizione sulle small cap statunitensi, passando da sovrappeso a neutrale, in quanto il gap valutativo con le large cap si è ridotto e la rotazione dei prezzi si è già ampiamente manifestata rispetto ai cicli passati. Inoltre, le revisioni degli utili appaiono in ritardo rispetto alle large cap e i risultati negativi si attestano su livelli elevati, mentre l’indebitamento è aumentato rispetto alle large cap, e se i tassi di interesse dovessero salire, l’impatto sui margini delle small cap sarebbe superiore.

CHIUSA LA POSIZIONE SULLE ENERGIE PULITE

Verso fine marzo il team ha anche chiuso la posizione sulle energie pulite globali, perché la tesi che motivava una sovra-performance nel 2021 si è attenuata. Nonostante le aspettative favorevoli sulla crescita strutturale e il ritorno delle energie rinnovabili, i gestori del team di Morgan Stanley IM ritengono che le aspettative di crescita strutturale siano già riflesse nelle valutazioni, mentre è probabile che le utility rimangano sotto pressione per la combinazione di rendimenti obbligazionari in aumento e affinità con le valutazioni dei titoli growth. Passaggio da un posizionamento positivo a neutrale anche sull’euro rispetto al dollaro USA, le cui prospettive sono migliorate: è probabile che gli Stati Uniti assumano la guida della ripresa globale, grazie a un migliore accesso ai vaccini e a un maggiore sostegno fiscale.

MERCATI EMERGENTI IN RITARDO

Il saldo delle partite correnti nell’area euro sta reggendo bene rispetto al doppio deficit negli Stati Uniti, ma l’ulteriore spesa pubblica USA finanziata in debito sarà probabilmente un catalizzatore per una migliore crescita. Il dollaro sta invertendo il trend di svalutazione dello scorso anno, meglio supportato dall’aumento dei rendimenti, sia nominali che reali. In generale per il team Global Balanced Risk Control, i mercati sviluppati guidano la ripresa, Stati Uniti in testa, perché a differenza dell’Europa continentale non hanno dovuto confrontarsi con problemi legati ai vaccini. Escludendo la Cina inoltre, diversi mercati emergenti dovranno attendere ancora a lungo per il vaccino e per una riapertura completa e una normalizzazione delle proprie economie.

STATI UNITI AVVANTAGGIATI

Altre buone notizie per gli Stati Uniti, secondo gli esperti di Morgan Stanley IM, sono rappresentate dagli stimoli aggiuntivi, con l’approvazione dell’American Rescue Plan Act da 1.900 mld di dollari e dal piano infrastrutturale da 2.000 mld di dollari che dovrebbe essere finanziato con aumenti delle imposte. La volatilità resta al momento relativamente contenuta, ma per il team esistono ancora motivi per rimanere cauti: molte società stanno emettendo quantità record di azioni, ritenendo che i prezzi siano alti e che sia un buon momento per vendere, mentre siamo in presenza di flussi azionari record, il che fa pensare che gli investitori considerino invece i prezzi ancora bassi per e allettanti.

SITUAZIONE PRECARIA, SOPRATTUTTO PER I GROWTH

Secondo il team Global Balanced Risk Control di Morgan Stanley IM, questo può essere visto come un braccio di ferro in essere tra operatori di mercato con opinioni divergenti, per cui in linea di massima la situazione è da considerarsi precaria. Non si è ancora verificata una correzione, il che mette le azioni in una posizione di vulnerabilità. Il team teme quindi che ci possa essere una nuova fase di rallentamento, in particolare per i titoli growth con multipli elevati, anche se individuare la tempistica esatta è difficile.

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