Neuberger Berman mantiene un sovrappeso sulle azioni

Outlook
di Virgilio Chelli 29 Aprile 2021 - 19:00

L’asset allocation rimane nell’alveo di una strategia pro-ciclica incentrata sulla propensione al rischio, con sovrappeso delle azioni in particolare non USA, sul debito non sovrano e su materie prime e private market

Si apre una fase meno favorevole per i rendimenti dei Treasury USA, non c’è nessun tapering in vista da parte della Federal Reserve nel 2021, l’inflazione dovrebbe registrare un’impennata temporanea. Sono i tre punti su cui il Comitato di Asset Allocation di Neuberger Berman nella sua ultima riunione trimestrale ha espresso il consenso. In base a queste tra assunzioni il Comitato ha deciso un’asset allocation di ribilanciamento, rimanendo nell’alveo di una politica prociclica e incentrata sulla propensione al rischio. Per questo Neuberger Berman continua ad avere view sovrappesata sulle azioni e sul credito rispetto ai titoli di Stato core, sulle small cap statunitensi rispetto alle large cap, sulle azioni non USA rispetto a quelle americane, e sulle materie prime e i private market rispetto alle strategie hedge. Il Comitato continua inoltre a favorire i settori ciclici rispetto a quelli difensivi e i titoli value rispetto a quelli growth.

SOLO QUALCHE PRESA DI PROFITTO

Nelle ultime settimane i mercati si sono mossi in maniera decisa, in linea con le recenti view di Neuberger Berman, e se l’equilibrio dei portafogli si è spostato troppo a beneficio delle esposizioni a favore della ripresa, si giustificano prese di profitto per un ribilanciamento, soprattutto considerato che le esposizioni alla duration lunga, come obbligazioni nominali governative e azioni growth di società large-cap, appaiono meno vulnerabili ora rispetto al passato, prima della recente corsa al rialzo dei tassi. Il primo trimestre del 2021 ha portato ciò che il Comitato già si aspetta: nuovi di stimoli fiscali in USA, l’avvio del programma globale di vaccinazione che dovrebbe garantire la riapertura delle economie, miglioramento dei dati economici globali, sovraperformance di materie prime e small-cap, delle azioni cicliche e value, con volatilità occasionale concentrata sulla crescita delle large-cap e una flessione più significativa delle attese dei Treasury.

NESSUN SURRISCALDAMENTO PERICOLOSO

Guardando ai prossimi 6-12 mesi il Comitato di Asset Allocation di Neuberger Berman è stato chiamato ad affrontare due interrogativi: il primo riguarda la possibilità di una fase di surriscaldamento USA che potrebbe spingere i rendimenti obbligazionari a livelli tali da destabilizzare i mercati azionari e addirittura costringere le banche centrali a soffocare la ripresa, mentre il secondo attiene al fatto se il riequilibrio delle view sia giustificato. Le risposte sono state rispettivamente un “no” alla prima ipotesi e un “sì” alla seconda, ma continuando a guardare con attenzione i dati, in particolare, quelli relativi all’inflazione.

CONDIZIONI PER CAVALCARE LA RIPRESA

Il principale timore esaminato dal Comitato era legato agli alti livelli di consenso ottimistico, ma la conclusione è stata che ci fossero ancora le condizioni per cavalcare l’onda della ripresa, a mano a mano che si sviluppa. I mercati azionari hanno tentennato a fine gennaio e poi ancora a fine di febbraio, con una velocità e estensione dell’aumento dei rendimenti dei Treasury che ha sorpreso, come però anche la relativa superficialità delle flessioni del mercato azionario.

PENALIZZATO IL SEGMENTO GROWTH

Secondo Neuberger Berman è stata una dinamica importante, che ha rivelato molto sulle forze che potrebbero scatenarsi se si perdesse il controllo sui rendimenti dei Treasury. Le tensioni sui tassi, pur penalizzando il segmento growth, non hanno impedito allo S&P 500 di raggiungere i nuovi massimi storici. Neuberger Berman osserva che i tassi a lungo termine sono legati alle aspettative di crescita e inflazione, e la storia insegna che gli asset rischiosi tendono a ottenere risultati meno positivi quando i rendimenti aumentano. Ma aggiunge che quando aumentano in seguito a una fase di crescita e di chiusura degli output gap, gli asset rischiosi hanno in genere registrato performance positive o si sono almeno attestati sugli stessi livelli.

CRESCITA ECONOMICA SUPERIORE AL TREND

Per i prossimi due o tre anni, Neuberger Berman prevede una crescita economica superiore al trend, supportata da stimoli fiscali, elevato risparmio delle famiglie, solidi bilanci societari e modifiche ai modelli di consumo, associati al possibile proseguimento di una modalità “ibrida” di lavorare. La Fed ha rivisto sensibilmente al rialzo le previsioni di crescita negli Usa nel 2021, mentre le condizioni finanziarie continueranno probabilmente a essere eccezionalmente espansive. Per questo i rendimenti dei Treasury ai livelli attuali continuano a essere bassi in base agli standard storici, mentre i mercati azionari registrano una vivace attività e gli spread del credito rimangono compressi.

INFLAZIONE TOLLERABILE PER LA FED

Neuberger Berman si aspetta per i prossimi anni un’inflazione in linea con i livelli del 2,0-2,5% raggiunti dopo la crisi finanziaria, tollerabile per la Fed, che prima di inasprire la politica dovrà ricevere segnali molto forti di aumento nell’area del 3-4%, strutturale e non temporaneo. Finora, i Treasury non hanno incorporato questo esito. A partire da ora, Neuberger Berman si aspetta movimenti laterali e una fase meno favorevole ai Treasury, ritenendo che il rendimento decennale statunitense sia abbastanza alto per attirare investitori in euro e in yen, il che frenerà rendimenti più elevati. Anche se il rendimento dovesse raggiungere o superare il 2%, non sarebbe sufficiente per una ripetizione del “Taper Tantrum” del 2013, per questo il Comitato ritiene che il 2021 verrà ricordato per il “Taperless Tantrum”.

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