I fattori che potrebbero muovere i tassi d’interesse secondo JP Morgan

Reddito fisso
di Virgilio Chelli 21 Aprile 2021 - 19:00

Il team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management analizza i fattori che potrebbero spingere al rialzo o al ribasso i tassi dopo l’assestamento dei rendimenti dei Treasury

Il quadro fondamentale continua a favorire un rialzo dei rendimenti nel segmento del reddito fisso. I dati positivi non dovrebbero sorprendere gli investitori obbligazionari, considerati i forti stimoli fiscali, il continuo successo delle campagne vaccinali e le riaperture negli Stati Uniti. Pur riconoscendo che vi sono rischi di ribasso che potrebbero far calare i tassi, le previsioni di medio-lungo termine continuano a propendere per rialzi dei rendimenti. Nel breve termine, tuttavia, le brusche vendite di Treasury Usa del primo trimestre 2021 si sono attenuate e ora i rendimenti del decennale dovrebbero muoversi in un intervallo ristretto, salvo un’impennata dell’inflazione e un posizionamento più netto, che potrebbero far risalire i rendimenti.

DATI FORTI DALL’ECONOMIA USA

Sono le conclusioni cui giunge il Bond Bulletin settimanale a cura dal team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management, citando i recenti dati robusti sull’occupazione statunitense e l’indice dell’attività nei servizi ai massimi dal 1997, oltre all’inatteso aumento dell’inflazione negli Usa. I nuovi dati in arrivo dagli Stati Uniti potrebbero sorprendere ancora al rialzo, poiché gran parte delle risorse dello stimolo e già stato erogato e dovrebbe dare vigore ai consumi. Un altro elemento positivo citato dal team di J. P. Morgan AM è che al momento, rispetto alle principali economie, gli Stati Uniti si sono mossi più rapidamente nella campagna vaccinale, sebbene le possibili restrizioni sul vaccino di Johnson & Johnson possano innescare possibili rischi.

IL QUADRO PUNTA COMUNQUE A UN RIALZO

Il Bond Bullettin sottolinea che da inizio anno i rendimenti dei Treasury hanno segnato una corsa sfrenata toccando un massimo dell’1,74%, a fine marzo sulla scia delle vendite del primo trimestre 2021, che hanno fatto registrare ai titoli di Stato il peggiore trimestre dal 1994. Ma di recente i rendimenti dei Treasury sono rientrati in un intervallo piuttosto ristretto, tra l’1,55 e l’1,75%, malgrado la solidità dei dati economici. Un’ulteriore discesa da questi livelli richiederebbe notizie stabilmente negative sul fronte vaccinale, per cui il team di J. P. Morgan AM propende per un rialzo dei tassi, anche se per uscire dal range di breve termine sarebbe necessario un aumento forte e persistente dell’inflazione, soprattutto nel settore delle abitazioni e delle attività penalizzate dal Covid-19.

IMPORTANTE IL POSIZIONAMENTO DEGLI INVESTITORI

Sul versante dei fattori tecnici, il Bond Bullettin osserva che un forte incremento dell’inflazione non è l’unico catalizzatore necessario per rompere il range di breve termine dei rendimenti, perché è anche necessario un posizionamento più netto degli investitori, in quanto il mercato continua ad attendersi fattori di irripidimento della curva e posizioni corte sui Treasury, rendendo difficile un sell-off dei rendimenti.

POSSIBILE AUMENTO DELLA DOMANDA ESTERA

D’altro canto, rileva in conclusione il team di J. P. Morgan AM, un aumento della domanda estera potrebbe, nel breve termine, porre un freno a un rialzo dei rendimenti. È possibile infatti che gli investitori esteri siano tentati dalla combinazione di rendimenti superiori dei titoli di Stato negli Stati Uniti, anche con copertura del rischio valutario, e recente stabilità dei tassi.

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