Ethenea: perché l’inflazione è un falso rischio

Timori infondati
di Virgilio Chelli 30 Marzo 2021 - 7:50

Il quadro reflazionistico indotto dal sostegno fiscale e monetario senza precedenti è coerente con una fase iniziale di ripresa economica dopo una contrazione, ed è positivo per gli asset a rischio

L’economia americana sta ripartendo più forte delle previsioni, con le stime di crescita del PIL che vengono riviste fortemente al rialzo, mentre l’amministrazione Biden mette mano a stimoli fiscali per migliaia di miliardi di dollari. Tra investitori e mercati comincia a serpeggiare il timore che forse si stia facendo non solo abbastanza, ma persino troppo per sostenere la riapertura e la crescita, con il possibile effetto di far rialzare la testa all’inflazione più di quanto la Federal Reserve sia disposta a tollerare, perché nel sistema alla fine ci sono più soldi da spendere in consumi che beni e servizi da comprare.

RITORNO AI TREND DI LUNGO PERIODO

Sono timori non condivisi da Michael Blümke, Senior Portfolio Manager di Ethenea Independent Investors, che sottolinea in un commento che “non siamo in presenza di un rischio inflazionistico a breve”. L’esperto di Ethenea spiega che dopo la pandemia del 2020, le misure di sostegno politico senza precedenti messe in atto dalle autorità monetarie e fiscali, insieme al progressivo lancio dei vaccini Covid-19, hanno stabilito le precondizioni per una reflazione economica globale “che comporta la prospettiva di un ritorno progressivo della produzione e dell’inflazione al loro trend di lungo periodo”.

POSITIVO PER GLI ASSET A RISCHIO

La reflazione, secondo l’analisi di Blümke, è ampiamente definita come la fase iniziale di una ripresa economica dopo un periodo di contrazione, e un contesto reflazionistico “è positivo per gli asset di rischio, perché comporta politiche macroeconomiche di sostegno, una ripresa economica ciclica e un livello dei prezzi in aumento moderato”, che si avvicina progressivamente all’obiettivo del 2% delle banche centrali. Una situazione del tutto diversa, sottolinea Blümke, da un ambiente inflazionistico, che indica un aumento incrementale del livello generale dei prezzi in una situazione di piena capacità.

GLI STATI UNITI MAGGIORI BENEFICIARI

L’analisi dell’esperto di Ethenea si allarga anche ai tassi d’interesse, che stanno aumentando quasi ovunque, sottolineando che nell’Eurozona tuttavia hanno rallentato, sia perché la crescita economica è leggermente inferiore, sia perché devono continuare a essere tenuti bassi a causa dell’alto debito pubblico di alcuni Stati membri. In termini generali, afferma in conclusione Blümke, “ci aspettiamo che saranno soprattutto gli Stati Uniti a beneficiare dell’attuale combinazione di politica fiscale e monetaria”. Ma aggiunge che l’aumento dei prezzi delle materie prime e l’aumento della domanda di importazioni dovrebbero sostenere anche i Mercati Emergenti.

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