Goldman Sachs: le azioni di Amazon e Apple non sono in bolla

Dibattito aperto
di Virgilio Chelli 23 Marzo 2021 - 7:50

Secondo la grande casa d’investimento le attuali valutazioni del mercato azionario sono sostanzialmente corrette

Con molte piazze azionarie su nuovi massimi, emissioni record e molti deal che si succedono, anche i timori che sui mercati si possano sviluppare bolle finanziarie aumentano. Per aiutare l’investitore a capire e evitare i rischi, in un Global Strategy Paper Goldman Sachs ne esamina caratteristiche e pericolosità, per arrivare alla conclusione che solo poche delle caratteristiche ricorrenti delle bolle sono presenti sui mercati attuali. Ad esempio, non c’è dubbio che tassi di interesse eccezionalmente bassi possano indurre ad assumere rischi eccessivi, ma le finanze del settore privato sono robuste, riducendo le possibilità di rischi sistemici, con assenza di leve finanziarie significative, se si fa eccezione dell’indebitamento dei governi.

BOLLE E ORSO NON SONO IN VISTA

La fase iniziale di un ciclo economico di ripresa suggerisce inoltre, secondo Goldman Sachs, che il rischio di bolle imminenti con associato rischio sistemico sia relativamente basso. Ad esempio, Goldman Sachs cita i titoli di Amazon e Apple che, a differenza del 2000, non sono in territorio bolla perché i rispettivi fondamentali giustificano i prezzi elevati. Il verdetto finale della lunga e articolata analisi proposta dalla ‘guida alle bolle’ di Goldman Sachs è che sul mercato ci sono segni di compiacenza e elevato ottimismo, ma i fattori fondamentali che guidano il mercato e il fatto che il ciclo della ripresa economica sia appena all’inizio suggeriscono che siamo ben lontani dall’esplosione di una bolla e anche dall’arrivo di un mercato ‘Orso’, come si evince anche dalla lettura della tavola qui sotto elaborata dalla stessa Goldman Sachs.

Le caratteristiche delle bolle e i rischi associati
Le caratteristiche delle bolle e i rischi associati

ASSENZA DI FORTE LEVA

Goldman ammette che ci sono in giro sacche di valutazioni eccessive sull’azionario, e giustamente alcune parti del mercato stanno procedendo ad aggiustamenti coerenti con la dinamica dei tassi di interesse, ma non sono presenti caratteristiche ricorrenti delle bolle, neppure parziali. Goldman Sachs sottolinea in particolare l’assenza di una leva finanziaria significativa, con l’eccezione del settore statale, per giudica i rischi di stabilità del sistema finanziario relativamente bassi.

PREZZI ELEVATI POSSONO ESSERE GIUSTIFICATI

Il paper di Goldman cita Charles Mackay, che già nel 1841 osservava che spesso gli esseri umani ‘pensano’ come un gregge, ma poi non si comportano necessariamente come tale quando recuperano, uno alla volta, il senso delle cose. E a proposito del recente ‘allarme bolle’ che si starebbero gonfiando in Usa e in Europa, lanciato dal regolatore cinese Guo Shuging, osserva che prezzi eccessivi di un singolo titolo o in una parte circoscritta del mercato non indicano per forza un rischio sistemico. Inoltre, non tutti gli aumenti rapidi dei prezzi indicano bolle, perché a volte segnalano un genuino forte aumento di valore che li giustifica sulla base di fondamentali.

IL CONTAGIO PSICOLOGICO

Un fattore importante è costituito dalla psicologia, come sottolineato da Robert Shiller nel suo libro “Irrazionale Esuberanza” pubblicato nel 2000 e ispirato da una citazione rimasta famosa dell’allora presidente della Fed Alan Greenspan, in cui la bolla è definita come la situazione in cui le notizie di prezzi in rialzo provocano un effetto contagio che si diffonde tra gli investitori con il meccanismo dell’invidia per il successo altrui.

POCHI INGREDIENTI E SEMPRE GLI STESSI

Contagio che nella storia si è verificato molte volte nel corso dei secoli, dai tulipani dell’Olanda del 1600, alle bolle dei Mari del Sud e del Mississippi in Gran Bretagna e Francia nel 1700, fino alla bolla di Internet e dei mutui subprime di tempi più recenti, passando per la bolla ‘ferroviaria’ di un secolo fa negli Stati Uniti. Secondo Goldman gli ingredienti alla fine sono pochi e sempre gli stessi: prezzi disancorati dalla realtà, atteggiamento giustificatorio, concentrazione di mercato, speculazione diffusa, eccesso di leva, narrazione di una nuova era in arrivo, boom economico di fine ciclo. Il tutto può essere condito da scandali e irregolarità di comportamento.

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