Materie prime

Vontobel: prezzo del petrolio destinato a salire fino a 75 dollari

Lo prevede Michel Salden, Head of Commodities di Vontobel, sulla scorta di uno scenario estremamente rialzista che vedrà anche la ricerca di copertura dall’inflazione nell’esposizione alle materie prime

di Virgilio Chelli 8 Marzo 2021 - 18:00
financialounge - news
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L'OPEC ha deciso di non modificare le quote di produzione per aprile, contro le aspettative di consenso di un aumento di 1,5 milioni di barili per giorno, facendo aumentare i prezzi del petrolio del 4% subito dopo il comunicato, a 66,75 dollari per il Brent e a 64,75 dollari per il greggio WTI. Russia e Kazakistan sono invece riusciti a spuntare aumenti di produzione di 0,15 milioni di barili in totale, mentre l'Arabia Saudita ha mantenuto il taglio volontario della produzione di 1 milione di barili per almeno 1 mese e non ha segnalato alcuna fretta di allentare in seguito.

SCENARIO ESTREMAMENTE RIALZISTA


Per Michel Salden, Head of Commodities di Vontobel, si tratta nel complesso di uno scenario estremamente rialzista per i futures sul greggio, con i prezzi sono destinati a crescere fino a 75 dollari nel terzo trimestre e a rimanerci per un po'. Ancora più importante, secondo Salden, è il fatto che la backwardation del petrolio è vicino al 10% su base annua, rendendolo una delle coperture inflazionistiche a più alto rendimento. Alla luce delle recenti turbolenze dei Treasury USA dovute all'aumento delle aspettative d'inflazione, le coperture nell'esposizione alle materie prime saranno probabilmente molto richieste ora e nei prossimi mesi, nell’analisi di Vontobel.

ESAURIMENTO DELLE SCORTE IN ECCESSO


Secondo le stime di Vontobel, lo stoccaggio globale di petrolio in eccesso è probabilmente ancora sopra i 100 milioni di barili, ma la decisione dell'OPEC ne accelererà la riduzione portando le scorte alle medie a 5 anni. Attualmente le scorte globali si stanno riducendo di 2 milioni di barili giorno e molto probabilmente quelle in eccesso saranno esaurite entro giugno, in coincidenza con una forte ripresa della domanda. Questo, secondo Vontobel, rappresenta lo ‘sweet spot’ OPEC per creare tensione nel mercato e guidare le curve del petrolio, ed entro la fine 2021 è probabile una completa normalizzazione ai livelli di domanda del 2019, vale a dire 100 milioni di barili giorno contro gli attuali 94, il che implica una delle più forti accelerazioni della domanda di petrolio mai registrate.

I SAUDITI PUNTANO A AUMENTARE LA QUOTA DI MERCATO


Se questo scenario si verificherà, spingerà al rialzo i prezzi spot e deprimerà quelli a più lunga scadenza, smorzando il rimbalzo della produzione di greggio a lungo termine da parte non OPEC. Ma attraverso la gestione della curva l'OPEC rende più difficile per le major del petrolio e i produttori di scisto la copertura di prezzi di produzione redditizi. Secondo Vontobel, l'Arabia Saudita non ha aumentato perché fiduciosa di essersi posizionata per aumentare significativamente la quota di mercato nei prossimi mesi.

PENALIZZATI I PRODUTTORI DI SHALE


Per questo, la crescita della produzione non OPEC è secondo Vontobel su un percorso di declino strutturale, da quando le major petrolifere occidentali sentono la pressione dei loro stakeholder focalizzati sull'ESG. L'aumento dei prezzi del petrolio è normalmente una buona notizia per i produttori americani di shale, ma questa volta gli alti costi di finanziamento e l'incertezza politica stanno ostacolando qualsiasi crescita della produzione quest'anno.
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