Immobili di pregio, tengono i prezzi a Milano e Roma

Nonostante la crisi
di Matia Venini 3 Marzo 2021 - 15:34

Lo rileva un’indagine di Engel & Volkers, che sottolinea come il mercato sia influenzato dalle nuove esigenze dovute alla pandemia

Nonostante la crisi, resistono i prezzi del mercato degli immobili di pregio nelle due città più grandi del nostro Paese, Milano e Roma. Lo ha rilevato la società di transazioni immobiliari tedesca Engel & Volkers nel suo Market Report relativo al secondo semestre del 2020, realizzato con il supporto scientifico dell’azienda di consulenza Nomisma.

MILANO

Secondo quanto riportato nell’indagine, il perdurare della pandemia ha influenzato la performance del mercato immobiliare di Milano. La Regione Lombardia è stata una delle più colpite dai casi di Covid-19, soprattutto all’inizio della crisi. Nonostante ciò, il mercato di pregio meneghino nel terzo trimestre del 2020 ha registrato livelli di attività superiori allo stesso periodo dell’anno precedente.

NUOVE ESIGENZE

A Milano la domanda di acquisto delle famiglie è stata influenzata soprattutto dalle nuove esigenze che sono emerse durante la pandemia. L’indagine di Engel & Volkers sottolinea come negli ultimi tempi gli acquirenti abbiano preferito zone meno centrali ma più vantaggiose a livello economico e con più verde intorno. Nonostante i benefici fiscali per le ristrutturazioni, la domanda si è concentrata principalmente su immobili su cui non c’era necessità di fare lavori.

LE QUOTAZIONI DELLA CITTÀ

Nel capoluogo lombardo, le quotazioni più alte al metro quadro si registrano in Brera, Porta Nuova (18mila euro/mq) e nell’area di piazza XXV Aprile, Corso Como e stazione Garibaldi (10.200 euro/mq). Forti le domande per le aree di Sempione, Porta Venezia e Isola, dove i prezzi di aggirano intorno a 6000/7000 euro/mq.

ROMA

Anche a Roma il mercato immobiliare di pregio ha retto il colpo della crisi, grazie a lievi cali dei prezzi e termini di negoziazione più favorevoli per gli acquirenti. L’indagine mette in evidenza come, nella Capitale, durante la seconda parte del 2020, si sia risvegliato l’interesse per gli immobili di pregio in zone centrali e storiche.

PENALIZZATO IL MERCATO DEI PICCOLI IMMOBILI

“La parziale ripresa del mercato è imputabile alla riconfigurazione della domanda, sia di acquisto che di locazione, verso immobili di dimensioni mediamente più ampie e localizzati in zone più vivibili e meno centrali”, ha spiegato Luca Dondi, CEO di Nomisma, che ha anche sottolineato come, di contro, sia rimasto invece penalizzato il mercato delle case piccole.

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