Cosa aspettarsi

Perché non si può escludere un aumento dell’inflazione

Nel breve termine Erik Knutzen (Neuberger Berman) osserva rischi di ribasso che potrebbero mandare in frantumi il consenso, ma la view per il 2021 resta complessivamente positiva

di Leo Campagna 15 Gennaio 2021 17:36
financialounge -  Erik Knutzen inflazione Neuberger Berman Scenari
financialounge -  Erik Knutzen inflazione Neuberger Berman Scenari

Il nuovo anno in campo finanziario si è aperto con un aspetto che non si vedeva da anni e che anticipa dinamiche di inizio ciclo favorevoli agli asset più rischiosi: un maggiore allineamento delle view di mercato sia tra gli analisti che tra gli investitori. Sebbene anche le view del Comitato di Asset Allocation di Neuberger Berman non siano contrarian, la raccomandazione agli investitori è di tenere la guardia alta.

IL CONSENSO POSITIVO DI MERCATO


Secondo il consenso, i danni economici provocati dalla pandemia verranno ampiamente ripristinati nel corso dell’anno, sulla scia degli effetti degli stimoli fiscali e degli sviluppi delle campagne vaccinali, propiziando un ritorno alla normalità delle attività sociali e lavorative. La combinazione di un leggero aumento delle aspettative di inflazione e di tassi nominali relativamente stabili comporterà un ulteriore calo dei tassi reali che, a cascata, supporterà le valutazioni del mercato azionario.

NON SIAMO COSÌ SICURI CHE TUTTO PROCEDERÀ SENZA SCOSSONI


“Anche per noi questo è lo scenario di base per il 2021, tuttavia non siamo così sicuri che tutto procederà senza scossoni” puntualizza Erik Knutzen, Chief Investment Officer – Multi-Asset Class di Neuberger Berman. L’esperto, pur segnalando il lungo elenco di rischi di ribasso (gli aspetti logistici della produzione e distribuzione globale di vaccini, gli ulteriori ostacoli al passaggio dei poteri negli Stati Uniti, lo scetticismo antivaccino e i tanti nodi geopolitici), suggerisce di concentrarsi sull’aspetto psicologico degli investitori. In particolare cosa può accadere con il progressivo progredire del clima di consenso nel caso in cui l’inflazione superasse le aspettative condivise.

L’ECONOMIA DI PECHINO GIÀ IN FORTE RIPRESA


Gli indici dell’attività manifatturiera sono già ritornati ai livelli pre-pandemia. I settori dei servizi, sebbene in ritardo perché più vulnerabili alle misure di lockdown, potrebbero presto recuperare velocità grazie ai consistenti risparmi che i consumatori hanno accumulato nei mesi di confinamento domestico e ai maggiori stimoli fiscali. In parallelo, l’economia di Pechino è già in forte ripresa e manifesta un rapido rafforzamento dell’impulso creditizio. Un contesto favorevole alle attività di IPO e di M&A che dovrebbero registrare tassi di crescita a due cifre per quest’anno.

COSA POTREBBE PROVOCARE UNA PROFONDA AVVERSIONE AL RISCHIO


Non è utopistica una crescita del PIL prossima al 10% con i mercati azionari in ulteriore accelerazione al rialzo mentre i breakeven inflazionistici potrebbero proiettarsi in area 2,5%: se anche le banche centrali rimanessero ferme, in linea con gli annunci di maggiore tolleranza all’inflazione, gli investitori diventerebbero sempre più sensibili al sopraggiungere di questi segnali. Una sorpresa sul fronte dell’inflazione potrebbe incrinare quel consenso: anche la semplice allusione alla possibilità di un irrigidimento delle politiche monetarie, potrebbe provocare una profonda avversione al rischio.

LA SIMILITUDINE CON IL 2009-2010


A questo proposito, Knutzen ricorda che anche sul finire del 2009 sui mercati prevaleva un consenso positivo per il nuovo anno. Gli investitori affrontarono il 2010 posizionati per un consolidamento della ripresa scattata dopo i minimi di marzo 2009. Sebbene non si trattò di una scelta sbagliata (l’MSCI World Index avrebbe chiuso il 2010 in rialzo di oltre il 9%), nel secondo trimestre le Borse mondiali accusarono un tracollo del 16% a causa dello shock deflazionistico della crisi del debito greco e dalla sua minaccia all’euro, che mandò in frantumi il consenso.

NON IGNORARE IL POSSIBILE SHOCK INFLAZIONISTICO


“Era un rischio che gli investitori conoscevano da tempo, ma che avevano deciso di trascurare. Ecco perché adesso è consigliabile non ignorare il possibile shock inflazionistico sottinteso dal consenso. Questo è il motivo per cui il nostro Comitato di Asset Allocation mantiene una view di moderata “propensione al rischio” in questa prima parte dell’anno”, conclude il Chief Investment Officer – Multi-Asset Class di Neuberger Berman.
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