Amundi: 2021 scenario favorevole per immobiliare e infrastrutture

L'analisi
di Virgilio Chelli 6 Gennaio 2021 - 18:30

Private equity, debito privato, real estate e infrastrutture saranno supportati dalla liquidità abbondante e consentiranno di diversificare e abbattere la volatilità, ma serve grande selezione

La crisi del Covid-19 ha causato forti turbolenze sui mercati degli asset privati, ma l’appetito degli investitori non si placa e la raccolta di fondi sarà supportata da abbondante liquidità. Ma selezione e diversificazione saranno fondamentali per scegliere solo gli asset qualitativamente migliori. Gli asset reali, come private equity, debito privato, real estate e infrastrutture, servono a diversificare il portafoglio e a ridurre la volatilità. Viste le caratteristiche a lungo termine, a livello tattico gli investitori non devono essere precipitosi ma selettivi, per catturare i premi incorporati in questi investimenti. Lo sottolinea Dominique Carrel-Billiard, Global Head of Real & Alternative Assets di Amundi, in un’analisi dedicata alle opportunità offerte dagli investimenti in asset reali.

FLUSSI SUL PRIVATE EQUITY

Per quanto riguarda il private equity, l’esperto di Amundi nota che le valutazioni sono scese relativamente poco nonostante le turbolenze del 2020 e prevede nei prossimi mesi un’accelerazione dei consolidamenti societari che possono aiutare gli imprenditori a superare la crisi, che rafforzerà la performance dei fondi di private equity. Finora i flussi sono stati convogliati in questa classe di asset da investitori a lungo termine come i fondi pensione, e il trend dovrebbe continuare nel 2021.

MERCATO PIÙ AMPIO PER IL PRIVATE DEBT

Inoltre, nei prossimi mesi dovrebbero delinearsi opportunità per i fondi di private debt, generate da fusioni, acquisizioni e consolidamenti, mentre il releveraging richiederà una riprogrammazione dell’indebitamento. Amundi osserva che oggi il mercato del private debt è molto più esteso rispetto ai tempi della crisi finanziaria globale e c’è molta disponibilità di capitale, ma sarà indispensabile essere selettivi, sia a livello geografico che settoriale, puntando sui titoli al vertice della struttura dei capitali, dove i rendimenti aggiustati per il rischio sono particolarmente interessanti.

REPRICING DELL’IMMOBILIARE

Nell’immobiliare Amundi vede la possibilità di un repricing del segmento commerciale a livello globale dopo la flessione della raccolta del 2020 che potrebbe attirare nuovi impieghi, mentre dovrebbe proseguire la fuga verso i beni rifugio di cui potrebbero beneficiare i core asset e le proprietà con solidi bilanci. Il repricing dovrebbe essere basato su ubicazione, solidità finanziaria e caratteristiche intrinseche degli attivi. Il lavoro da remoto potrebbe subire un’accelerazione, ma la logistica ha beneficiato dell’intensa attività di e-commerce che ha generato fabbisogno di magazzini e altre strutture, mentre il settore alberghiero potrebbe soffrire più a lungo.

RIFUGIO NELLE INFRASTRUTTURE

Nelle infrastrutture, Amundi segnala forti differenze tra i settori, con l’elevata liquidità che sta facilitando le operazioni nei settori “rifugio” come health, tecnologia e rinnovabili, con la possibilità di valutazioni più elevate, mentre nei settori più colpiti dalla crisi potrebbero presentarsi opportunità a prezzi scontati. Nel complesso, le valutazioni dovrebbero rimanere invariate, con le strategie buy-and-hold che stanno prendendo sempre più piede. Inoltre, le infrastrutture dovrebbero essere una componente chiave dei programmi di stimolo dei governi.

STIME IN AUMENTO AL 2025

In conclusione, nonostante l’attività non sia ai livelli record degli ultimi anni, l’appetito degli investitori per gli attivi reali non si placa, con asset gestiti che a ottobre 2020 hanno raggiunto i 10.000 miliardi di dollari e dovrebbero salire a 17.200 miliardi entro il 2025. Con tassi bassissimi e mercati azionari volatili, gli attivi reali offrono secondo Amundi tra i migliori rendimenti aggiustati per il rischio nell’universo investibile, ma per catturare i premi incorporati si deve assolutamente essere più selettivi, prendendo in considerazione solo gli attivi di migliore qualità: attivi core e core plus nell’immobiliare e nelle infrastrutture, strumenti senior secured nel debito privato, growth capital e investimenti LBO nei settori vincenti per il private equity.

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