Outlook 2021: Invesco vede forte rimbalzo nel secondo semestre

Ritorno alla normalità
di Virgilio Chelli 19 Dicembre 2020 - 14:30

Il Chief Economist John Greenwood vede una solida ripartenza di Europa e Stat Uniti nella seconda metà dell’anno mentre Cina e Giappone potranno contare sulla domanda interna, ma meno sulle esportazioni

Dopo un anno dominato dalla pandemia, il 2021 sarà probabilmente caratterizzato dalla velocità di distribuzione di vaccini efficaci e dagli effetti di trasmissione delle enormi misure di stimolo, sostiene John Greenwood, Chief Economist di Invesco. A fronte dei nuovi lockdown nelle principali economie europee e dei nuovi record di contagi negli Stati Uniti, Greenwood ritiene che nel quarto trimestre del 2020 il PIL possa subire cali, per poi seguire una traiettoria al momento indefinita nel 2021, che potrebbe iniziare con un primo trimestre debole seguito da forti rimbalzi sostenuti dagli stimoli monetari e fiscali, soprattutto in caso di disponibilità di un vaccino.

RITORNO ALLA NORMALITÀ

Poiché la distribuzione di quantità adeguate di vaccino richiederà probabilmente gran parte del primo semestre del 2021, il Chief Economist di Invesco si aspetta un ritorno a una sorta di normalità solo nel secondo semestre, “quando ci sarà una percezione diffusa di ritorno alla normalità e consumatori e imprese di servizi avranno riacquistato fiducia”, grazie anche alla dimensione record di stimoli monetari e fiscali.

I MERCATI HANNO ANTICIPATO

Benché gli unici segnali in questa direzione siano finora stati gli enormi rialzi dei mercati azionari globali, Greenwood si aspetta l’inizio della prossima fase del processo di trasmissione nel secondo semestre del 2021, quando famiglie e imprese cominceranno a spendere i risparmi accumulati nel 2020. “Consumi, investimenti e occupazione sono destinati a recuperare a un ritmo decisamente più rapido rispetto a quello di una tipica fase post-recessione, generando così un rimbalzo sorprendentemente robusto”, sottolinea Greenwood, ricordando però che ciò avverrà solo quando saranno ampiamente superati incertezze e distanziamento sociale.

TERZA FASE SOLO NEL 2022

L’economista prevede che la teorica terza fase della trasmissione degli stimoli, vale a dire aumento dell’inflazione, si concretizzerà non prima del 2022, e forse più tardi se consumatori e imprese si mantengono prudenti, o se banche centrali e decisori politici operano per limitare o neutralizzare l’impatto degli stimoli del 2020.

CINA SULLA VIA DI UNA RIPRESA COSTANTE

Il Chief Economist di Invesco ritiene che le economie di Cina e altri Paesi dell’Asia orientale, contrariamente alle economie sviluppate, siano sulla via di una ripresa costante, seppure non spettacolare. L’Asia ha contenuto meglio l’epidemia, ma Greenwood prevede che avrà ancora difficoltà a far virare in positivo l’economia in un quadro in cui la domanda di esportazioni asiatiche è meno esuberante. Cina e Giappone riporteranno una buona crescita della domanda interna, anche se con esportazioni in ripresa più lenta.

PIL USA AL 3,8% NEL 2021

Secondo il Chief Economist di Invesco, le prospettive per gli Stati Uniti scaturiranno dall’equilibrio tra il supporto monetario e fiscale combinato e dall’incapacità dell’amministrazione uscente di elaborare un piano nazionale di risposta alla pandemia, che continua a causare profonde turbative in settori chiave come compagnie aeree, hotel e ospitalità. Nel complesso, Greenwood si aspetta una crescita del PIL statunitense del 3,8% nel 2021, con un’inflazione ancora contenuta al 2,2%.

NELL’AREA EURO CRESCITA PIÙ VELOCE AL 4,5%

Nell’area euro, il fatto che la BCE abbia continuato ad affidarsi alle banche per il credito all’economia si è tradotto in una crescita monetaria notevolmente inferiore a quella che si sarebbe avuta se avesse acquistato titoli da investitori istituzionali non bancari nel quadro del PEPP. Greenwood ritiene comunque che l’economia dell’area euro continuerà a essere supportata da condizioni monetarie favorevoli e per il 2021 si aspetta una crescita del 4,5% con un’inflazione appena all’1%.

E NEL REGNO UNITO PIL AL 6%

Per quanto riguarda il Regno Unito, il Chief Economist di Invesco prevede che le imprese continueranno a risentire dell’incertezza associata alle trattative di Brexit e che la crescita del PIL rimarrà sotto il livello tendenziale fino a un accordo completo e dettagliato con l’Unione Europea. Greenwood si aspetta una crescita del PIL del 6% nel 2021 e un’inflazione all’1,2%.

GLI EMERGENTI HANNO TENUTO DI PIÙ

In Giappone, il Chief Economist di Invesco prevede una crescita del PIL del 2,5% nel 2021, con un’inflazione ancora sotto la media, allo 0,2%. La crescita nei mercati emergenti ha subito un calo minore al picco della pandemia rispetto alle economie avanzate con una ripresa relativamente robusta. In Cina, la crescita ha cominciato a riportarsi attorno al 5-6% annuo ma Greenwood non si aspetta un boom ciclico alimentato dal credito simile a quello del 2016-2017, ma un ritorno piuttosto lento a una crescita tendenziale, con ogni probabilità nel secondo semestre del 2021.

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