L’IRBM di Pomezia a Financialounge.com: prime dosi di vaccino a inizio dicembre

Vaccino anglo-italiano
di Antonio Cardarelli 21 Ottobre 2020 - 12:31

Piero Di Lorenzo, AD dell’azienda italiana che sta lavorando al vaccino insieme all’università di Oxford e AstraZeneca, conferma che le prime dosi dovrebbero essere disponibili per l’uso all’inizio di dicembre

Prime dosi di vaccino anti Covid-19 disponibili in Italia a inizio dicembre. La notizia è rimbalzata su tutti i media nazionali martedì, ripresa da una dichiarazione rilasciata dal premier Giuseppe Conte a Bruno Vespa. E oggi è Piero Di Lorenzo, amministratore delegato e presidente di IRBM, il centro di ricerca di Pomezia che ha messo a punto il vaccino insieme all’Università di Oxford, a confermare questa possibilità a Financialounge.com.

TRIAL CLINICO

“Non sono certo io che devo validare una dichiarazione del presidente del Consiglio, quello che lui dice per me è oro colato – è la premessa di Di Lorenzo – ma per quanto mi riguarda io ribadisco che se non insorgono problematiche improvvise è ragionevole pensare che la fase clinica di sperimentazione possa concludersi entro fine novembre o primi di dicembre”. Attualmente il candidato vaccino sviluppato da IRBM Pomezia e Università di Oxford, e prodotto dal colosso farmaceutico AstraZeneca, è arrivato alla fase tre. In questa fase le dosi di vaccino vengono somministrate a migliaia di volontari, comprese persone con patologie pregresse, per testarne efficacia ed eventuali reazioni avverse.

VALIDAZIONE RAPIDA

“Conclusa la fase tre – prosegue Di Lorenzo – la palla passa all’agenzia validatoria, quindi all’Ema (l’agenzia europea del farmaco, ndr) per l’eventuale validazione”. In tempi normali, per la validazione di un farmaco occorrono tra i sei e i dodici mesi. Ma questi, sottolinea lo stesso Di Lorenzo, “non sono tempi normali”. Non a caso l’Ema ha già cominciato la validazione del vaccino IRBM/Oxford (la “rolling review”, revisione continua) proprio per accelerare i tempi e arrivare all’eventuale via libera nel giro di poche settimane. Dunque, dati alla mano, la distribuzione delle prime dosi di vaccino entro l’inizio di dicembre paventata da Conte è plausibile poiché, spiega Di Lorenzo, “il trial clinico può concludersi prima della fine di novembre, ma certamente non posso fare previsioni o commenti sui tempi di validazione”.

PRODUZIONE GIÀ PARTITA

Una volta ottenuto il via libera dall’Ema, il vaccino andrà ovviamente prodotto e distribuito su larga scala. Insieme a Di Lorenzo abbiamo provato a capire quali saranno gli ostacoli da superare. “La distribuzione su scala globale non è proibitiva – spiega – perché un player come AstraZeneca ha la capacità di produrre 2 miliardi di dosi entro giugno 2021 e ha già cominciato a fabbricare dosi da un paio di mesi”. Secondo Di Lorenzo, in Europa potrebbero arrivare 15-20 milioni di dosi entro fine anno e l’Italia, che ha già opzionato 70 milioni di dosi, potrebbe riceverne 2-3 milioni. I primi a ricevere il vaccino, secondo il piano del ministero della Salute, saranno sanitari, forze dell’ordine e ospiti delle Rsa.

ORGOGLIO ITALIANO

La corsa contro il tempo, quindi, prosegue senza sosta: “Da gennaio stiamo lavorando ventre a terra – commenta l’ad di IRBM – abbiamo la fortuna di avere ricercatrici e ricercatori che oltre ad essere particolarmente bravi sono molto volenterosi. Il nostro segreto? Lavorare tanto e avere anche un po’ di fortuna, perché senza una delle due non si va da nessuna parte. Detto questo, sono orgoglioso che un’azienda italiana sia in prima linea in questo progetto, anche se sono convinto che la scienza non sia italiana, inglese o americana ma sia un bene globale. Allo stesso tempo sono orgoglioso di poter lavorare insieme a un’università prestigiosa come Oxford e a un player globale come AstraZeneca”.

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