JP Morgan: smart working fa calare la produttività

In sede il 50% dei dipendenti
di Fabrizio Arnhold 15 Settembre 2020 - 16:06

La multinazionale americana di servizi finanziari boccia il lavoro da remoto e richiama negli uffici di New York il 50% dei dipendenti

Troppo smart working non fa bene alla produttività. JP Morgan richiama i suoi lavoratori: dal 21 settembre dovranno tornare in ufficio perché lavorando da casa si è registrato un crollo della produttività. Il portavoce di JP Morgan, Michael Fusco, ha precisato che il calo si è registrato in tutti i dipendenti.

TUTTI IN UFFICIO

I giovani, in particolare, con lo smart working perderebbero la possibilità di imparare che invece resta garantita lavorando in sede. La notizia è stata già comunicata a tutti i dipendenti. I primi che torneranno in sede sono i senior del business di vendita e trading, ma la richiesta riguarda tutto il personale.

OBIETTIVO 50%

I dirigenti Troy Rohrbaugh e Marc Badrichani hanno fatto sapere che l’obiettivo per JP Morgan è quello di far tornare a lavorare nella sede di New York, ovviamente in totale sicurezza, il 50% del totale dei dipendenti della multinazionale americana di servizi finanziari. Tornando a lavorare sulle scrivanie in ufficio, precisano dalla banca, non si corre alcun rischio, rispettando tutte le normative anti Covid.

LO SMART WORKING IN ITALIA

E in Italia, com’è la situazione? Il prossimo 15 ottobre scade lo stato di emergenza proclamato dal governo per il coronavirus. Dal giorno seguente, quindi, le aziende e i datori di lavoro potrebbero chiedere di tornare in ufficio. In questi mesi, tra lockdown e limitazioni seguenti, i lavoratori che hanno svolto la propria attività fuori sede sono stati circa 8 milioni. Nel 2019 se ne contavano meno di 600mila. Resta ora da capire quanti resteranno a lavorare in remoto, dal 16 ottobre.