Una valida alternativa all’oro? Le valute dei mercati emergenti

Anti-dollaro
di Leo Campagna 20 Agosto 2020 - 8:00

L’estrema divergenza osservata dalla fine di maggio tra oro e valute dei mercati emergenti, che di solito hanno una correlazione positiva, secondo Thierry Larose (Vontobel Am) è destinata a ridursi

La correlazione tra le valute dei mercati emergenti e l’oro è in media positiva, con un numero limitato di volte, e per brevi periodi di tempo, in cui tale legame è stato interrotto. Nessuno dei fattori che solitamente guidano i comportamenti delle due attività sembra giustificare l’estrema divergenza osservata dalla fine di maggio. “Probabilmente sarà solo una questione di tempo prima che la correlazione torni alla ‘normalità’, e che le valute dei mercati emergenti raggiungano finalmente l’oro con un potenziale di guadagni significativi”, commenta Thierry Larose, Senior Portfolio Manager di Vontobel Asset Management.

ORO E VALUTE EMERGENTI SONO OPERAZIONI ANTI-DOLLARO

L’oro e le valute dei mercati emergenti possono essere considerate entrambe operazioni anti-dollaro. Il metallo prezioso costituisce un’alternativa al biglietto verde e tende ad essere un buon investimento in periodi di espansione monetaria e di tassi di interesse reali negativi. Le valute emergenti, dal canto loro, beneficiano dell’attuale contesto di bassi rendimenti reali, favorendo operazioni tattiche in dollari.

INTERESSI RIDOTTI PER I DEBITI IN DOLLARI

Le economie dei mercati emergenti sono infatti spesso fortemente indebitate nella valuta di Washington e un biglietto verde più debole, combinato a bassi tassi d’interesse, favorisce i conti economici delle economie in via di sviluppo grazie al minor costo del debito estero. Inoltre, la maggior parte delle economie emergenti è venditrice di materie prime, beni intermedi o prodotti finiti fatturati in dollari USA il che si traduce in maggiori ricavi in valuta locale. Infine, gli investitori globali, alla luce di un dollaro USA più debole che paga bassi rendimenti reali, potrebbero essere spinti a ricercare i rendimenti nelle economie emergenti relativamente più interessanti.

LE MOSSE DELLE BANCHE CENTRALI DEI PAESI EMERGENTI

Sul versante dei rischi, invece, gli investitori devono sapere che questa crisi, che sta alimentando prospettive di recessione e deflazione, ha spinto le banche centrali dei mercati emergenti ad adottare tagli dei tassi senza precedenti, con ricadute negative su alcune valute emergenti. Altre banche centrali dei Paesi emergenti (in gran parte asiatici) con eccedenze di liquidità, hanno invece acquistato dollari sul mercato per mantenere la competitività delle loro valute ed evitare che le loro esportazioni diventassero troppo costose.

UNA VALIDA ALTERNATIVA ALL’ORO

“I tassi locali dei mercati emergenti restano in media su livelli ancora appetibili rispetto a quelli espressi attualmente dai mercati sviluppati, e potrebbero esercitare un’attrazione per gli investitori a caccia di rendimenti: questi ultimi potrebbero infatti optare per un modo più economico, rispetto a quello di accaparrarsi oro, per esprimere il loro sentiment anti-dollaro”, conclude l’esperto di Vontobel Asset Management.