Natixis: perché l’oro continuerà a correre

Bene rifugio
di Virgilio Chelli 5 Agosto 2020 - 7:45

Jack Janasiewicz di Natixis IM analizza i 4 fattori che continueranno a sostenere l’oro: tassi bassi, conservazione del valore, dollaro debole e compensazione del rischio sull’azionario

L’oro quota vicino ai massimi di sempre a ridosso dei 2.000 dollari l’oncia, ma la sua corsa non è destinata a fermarsi. Jack Janasiewicz, Portfolio Manager, Solutions, di Natixis Investment Managers, analizza i quattro fattori che continueranno a sostenerne il prezzo. Il primo riguarda i tassi reali: l’oro non fa perdere rendimento, con tassi nominali così bassi e rendimenti reali negativi, la questione del costo del carry per i beni rifugio non rappresenta più un ostacolo, anzi si perde denaro se si hanno in portafoglio principalmente titoli di debito governativo, mentre l’oro, in quanto riserva di valore, sembra essere ogni giorno più interessante.

PROTEZIONE DALL’INFLAZIONE

Il secondo fattore indicato dall’esperto di Natixis IM è legato al primo e riguarda il costante incremento dell’offerta di titoli obbligazionari, che rappresentano un bene rifugio ma hanno rendimento negativo. Questo esercita una maggiore pressione al rialzo sui beni rifugio alternativi come di fatto è il metallo giallo, poiché gli investitori cercano un asset che protegga il valore rispetto a quelli che lo vedono eroso dall’inflazione giorno dopo giorno: l’offerta di asset a rendimento negativo continua a spingere verso l’alto la domanda di asset in grado di conservare il proprio valore nel breve termine.

IL DOLLARO DEBOLE

Il terzo fattore è un dollaro che ha iniziato a deprezzarsi rispetto alle altre principali valute, fungendo anche da catalizzatore per l’oro, poiché gli investitori cercano ancora una volta un asset in cui preservare il potere d’acquisto. La debolezza del dollaro ha molte ragioni, dai timori legati all’epidemia, alle presidenziali americane in arrivo, ai tassi di interesse reali, ai differenziali di crescita, fino alla la risposta fiscale e monetaria alla crisi. Ma, osserva l’esperto di Natixis IM, qualunque sia il motivo della recente debolezza del biglietto verde, alla fine è solo un altro catalizzatore che spinge il prezzo dell’oro, che è espresso in dollari, e quando il dollaro si deprezza, l’oro diventa più a buon mercato.

RIEQUILIBRIO DI PORTAFOGLIO

Infine le necessità di riequilibrio del portafoglio a compensazione del rischio azionario, una funzione che il reddito fisso fa sempre più fatica a svolgere perché i titoli di Stato non forniscono rendimenti reali e perdono sempre più la capacità di compensare il rischio azionario in periodi di stress. Per questo gli investitori si rivolgono ad altri strumenti di compensazione del rischio azionario, e l’oro è di sicuro una delle opzioni. La conclusione dell’analisi di Natixis IM è che finché questi 4 catalizzatori non perdono il proprio slancio, è difficile immaginare una significativa pressione al ribasso sul metallo giallo.

APPROCCIO SPECULATIVO

Janasiewicz ricorda che la base di acquirenti dell’oro è tuttavia un po’ diversa rispetto ai tradizionali investitori in reddito fisso, e ha un approccio più speculativo: c’è chi lo scambia sotto forma di commodity e rental position e non necessariamente come investimento di lungo termine. Una sfumatura che secondo l’esperto di Natixis IM punta in direzione di un maggiore volatilità, se l’oro viene comparato ad un asset “concorrente”, come il porto sicuro proprio dei titoli di Stato. Proprio per questo, il metallo giallo sembra molto più sensibile al posizionamento e al sentiment degli investitori rispetto ai Treasury e altri beni rifugio, il che ha contribuito a far crescere costantemente le posizioni in oro negli ultimi mesi.