Investire nell’anno 2030: la rivincita delle piccole aziende

Futuro dei mercati
di Leo Campagna 30 Luglio 2020 - 17:04

Guardando ai prossimi 10 anni, Anne-Marie Peterson (Capital Group) si dice convinta che la prossima ondata di progressi possa portare a una dispersione del potere economico e delle opportunità per Pmi

Ogni recessione del mercato è diversa e quella attuale si caratterizza per il fatto che le imprese dirompenti del settore tech e dei beni di consumo, che guidavano la fase di espansione, sono rimaste in testa. “Quando si entra in una fase di recessione di solito i leader di mercato non riescono a mantenere la loro leadership durante o dopo la crisi: stavolta ci troviamo davanti a un cambiamento epocale” fa presente Anne-Marie Peterson, Equity Portfolio Manager di Capital Group.

GUARDARE SOTTO LA SUPERFICIE DELL’INDICE S&P 500 DI WALL STREET

Secondo Peterson occorre non fermarsi agli indici di mercato ma guardare sotto la superficie. Per esempio, se è vero che al 30 giugno l’indice S&P 500 risultava in calo del 3,1% rispetto all’anno precedente, tale performance era la risultante di andamenti anche molto divergenti delle singole azioni quotate a Wall Street. Se Amazon (+49%), Shopify (+138%), e i servizi di streaming come Netflix (+41%) vantavano performance molto positive, altre compagnie accusavano delle difficoltà, come United Airlines (-61%), Royal Caribbean (-62%) e Boeing (-43%).

STIAMO VIVENDO IL 2030 NEL 2020

Peterson è tuttavia convinta che, guardano ai prossimi 10 anni, le cose possano cambiare. “Nella prima ondata di servizi online sviluppati da Google e Facebook hanno tratto beneficio poche grandi aziende, ma ritengo che la prossima ondata di progressi possa portare a una dispersione del potere economico e delle opportunità per le aziende più piccole”. L’esperta vede infatti oggi nuove società emergenti di cui forse non si sente parlare, ma che tra dieci anni figureranno tra i nomi di spicco di coloro che forniranno valore aggiunto ai loro clienti. La sintesi della sua analisi può essere racchiusa nell’affermazione di Tobi Lutke CEO di Shopify, “stiamo vivendo il 2030 nel 2020”: lo scenario post Covid-19 rappresenta infatti, secondo Petersen, l’accelerazione di un cambiamento strutturale destinato a durare a lungo.

RAPIDA TRANSIZIONE ALLA DIGITALIZZAZIONE

Si pensi al tradizionale modello di programmazione e di pubblicità della TV, ora più che mai messo in discussione. Alla catena di fallimenti tra i rivenditori al dettaglio che, per l’esperta di Capital Group, non solo hanno già superato quelli della crisi finanziaria globale, ma sono destinati ad aumentare ulteriormente. Stesso discorso per i pagamenti digitali che hanno registrato durante la pandemia un’accelerazione dalla quale sarà difficile tornare indietro. Questa rapida transizione alla digitalizzazione si sta propagando anche nel pubblico con molte aziende che affiancano le agenzie governative a spostare i loro sistemi sul cloud, digitalizzando processi tramite i quali è possibile operare in modo virtuale.

NEL 2030 UNA NUOVA VERSIONE DI DAVIDE E GOLIA

“Questa nuova ondata di fornitori di software online e di aziende di e-commerce che stanno sviluppando strumenti per infrastrutture back-end, hanno il potenziale per fare emergere le piccole e medie imprese. Ecco perché non escludo che nel 2030 si mossa materializzare una nuova versione di Davide e Golia: il trionfo delle PMI e il potere degli individui rispetto alle grandi aziende”, conclude Petersen.