Pausa in vista per le Borse?

Focus sull'azionario
di Virgilio Chelli 25 Luglio 2020 - 9:30

Per AllianzGI alcuni indicatori tecnici segnalano che l’azionario americano e europeo è prossimo a livelli di ipercomprato, per cui una breve pausa tecnica ci potrebbe stare

Con le ultime notizie sulla pandemia di Covid-19 ancora eterogenee, che segnalano focolai locali e governi costretti a reintrodurre alcune misure di contenimento, ma anche diversi trial clinici su potenziali vaccini che lasciano ben sperare, i mercati azionari internazionali si sono spinti a toccare nuovi massimi dell’anno o in alcuni casi assoluti.

IL PUNTO DELLA SITUAZIONE IN USA E EUROPA

Nel suo commento settimanale, Stefan Scheurer, Director di Global Capital Markets& Thematic Research, Allianz Global Investors, fa il punto della situazione sulle due sponde dell’Atlantico per arrivare alla conclusione che forse per le Borse di USA e Europa è arrivato il momento di una pausa, anche perché alcuni indicatori mandano segnali di ipercomprato. In USA il rapido incremento dei contagi ha costretto 25 Stati a sospendere le riaperture mentre il sentiment dei consumatori è nuovamente peggiorato, e altri indicatori segnalano già un calo della mobilità e delle prenotazioni nei ristoranti, ma il Congresso sta valutando nuove misure di sostegno di migliaia di miliardi di dollari per ammortizzare l’enorme impatto economico della pandemia.

TRIMESTRALI USA MEGLIO DELLE ATTESE

In Europa intanto è stato raggiunto l’accordo sul pacchetto di aiuti fiscali da 1.800 miliardi, di cui 1.074 miliardi a carico del bilancio comunitario settennale e altri 750 miliardi saranno impiegati in piani di investimento per contrastare gli effetti del coronavirus, con la Commissione incaricata di finanziare il Recovery Fund sui mercati finanziari. Il quadro tracciato dall’esperto di AllianzGI si completa con l’avvio della stagione delle trimestrali che finora in USA hanno superato le attese, con quasi l’80% che ha battuto le previsioni di utili e oltre il 70% quelle di fatturato. Ma, avverte Scheurer, sono dati da prendere con le pinze, poiché le stime erano state drasticamente ridotte e i manager aziendali restano cauti sulle previsioni.

IN ARRIVO RAFFICA DI DATI MACRO

Sul fronte macro, in USA sono attesi una serie di dati, dagli ordini di beni durevoli agli indicatori anticipatori di diverse Fed regionali fino all’indice della fiducia dei consumatori del Conference Board, mentre anche la riunione del FOMC saranno al centro dell’attenzione insieme alla prima lettura del Pil del secondo trimestre che dovrebbe segnalare una contrazione annualizzata di oltre il 30%. Anche nell’area euro è in arrivo il Pil del secondo trimestre, che dovrebbe evidenziare una contrazione decisamente maggiore del primo. Attesi anche indicatori del sentiment, come l’Ifo tedesco sulla fiducia delle imprese e l’indice sulla fiducia dei consumatori francesi, che potrebbero segnalare un’ulteriore schiarita grazie alla fine del lockdown.

CINA IN RIPRESA, GIAPPONE MENO

Allargando lo sguardo, l’economia cinese ha recuperato più velocemente del previsto nel secondo trimestre e la stabilizzazione dovrebbe tradursi in un progresso del PMI manifatturiero, mentre la produzione industriale del Giappone potrebbe evidenziare una nuova flessione a causa di esportazioni deludenti.

GLI INDICATORI PUNTANO A UNA PAUSA TECNICA

A questo punto gli investitori si chiedono se i mercati azionari si prenderanno una pausa, anche se le Borse restano sostenute dalla liquidità e dall’aumento della propensione al rischio. L’esperto di AllianzGI segnala che da marzo gli indici di liquidità sono scesi dal 26% al 18% e che i fondi monetario hanno registrato deflussi netti per 78 miliardi di dollari in una sola settimana. Ma aggiunge che potremmo assistere a una breve pausa tecnica se le speranze di ulteriore ripresa venissero deluse. In questa direzione, sottolinea in conclusione l’esperto di AllianzGI, puntano indicatori tecnici, come un put-call ratio nettamente sopra la media di lungo periodo, e gli indicatori di forza relativa, che suggeriscono che i mercati azionari europei e statunitensi sono prossimi ai livelli di ipercomprato.