AllianzGI: come sfruttare lo scudo offerto dalle banche centrali

Scelte d'investimento
di Virgilio Chelli 18 Luglio 2020 - 9:30

Per AllianzGI il recupero delle economie potrebbe essere meno forte di quanto prezzano i mercati, ma l’intervento delle banche centrali consente di investire negli asset rischiosi

Ultimamente i dati macroeconomici hanno in più casi sorpreso al rialzo, facendo sperare che in gran parte del mondo la fase peggiore della crisi da coronavirus sia superata: a maggio, la produzione industriale in Italia e Francia ha abbondantemente battuto le attese mentre il consensus sul PIL del 2020 sembra puntare a un’inversione positiva. Ma, nel suo commento settimanale, Hans-Jörg Naumer, Director, Global Capital Markets & Thematic Research di Allianz Global Investors, sottolinea che queste attese sono in media molto più ottimiste di quelle del FMI, dell’OCSE e delle stesse banche centrali. Il FMI infatti prevede un calo del PIL USA dell’8% nel 2020 contro un consensus al 6%, mentre nell’area euro si attende una contrazione poco sopra il 10% contro un consensus su un calo appena sopra l’8%.

IN MOLTE AREE L’EPIDEMIA AVANZA

Inoltre, rileva l’esperto di AllianzGI, quasi tutte le economie potrebbero evidenziare una flessione, ad eccezione della Cina, dove il FMI prevede una crescita dell’1%. Un’espansione modesta per la Cina, ma comunque un dato straordinario nel quadro della pandemia. Intanto il virus continua a diffondersi in tutto il mondo, con nuovi casi giornalieri a livello globale ancora in aumento, in particolare in America Latina e USA, dove l’epidemia sembra fuori controllo e sei Stati hanno ripristinato le misure di lockdown mentre altri quattordici hanno sospeso la riapertura. Le limitazioni ai viaggi internazionali, cancellate in maggio, sono state di recente parzialmente reintrodotte.

IN ARRIVO RAFFICA DI DATI SUL SENTIMENT

Ora gli investitori guardano al sentiment, che sarà misurato la prossima settimana dall’indice dell’attività di Chicago, poi dai PMI giapponesi, quindi dagli indici di fiducia dei consumatori di area euro e singoli Stati membri, insieme all’indice Gfk tedesco. Seguiranno i PMI preliminari manifatturieri e non di Eurozona e Stati Uniti. Nel complesso, secondo l’esperto di AllianzGI, i dati dovrebbero riflettere la fine del lockdown per l’economia globale, seppur con tempistiche diverse nei singoli Paesi. Intanto arrivano anche le trimestrali americane su un secondo trimestre particolarmente difficile: le stime IBES sui profitti non erano mai state riviste al ribasso così rapidamente come dopo lo scoppio della pandemia e si potrebbe assistere a ulteriori revisioni negative nel corso del 2020 e del 2021, ma a un ritmo più contenuto.

RISCHIO RIDOTTO DI BATTUTA D’ARRESTO

Ma, rileva l’esperto di AllianzGI, anche se le trimestrali e i dati sulla ripresa economica probabilmente deluderanno le grandi aspettative di rialzo anticipate dai mercati azionari, le ingenti iniezioni di liquidità delle autorità monetarie sembrano ridurre il rischio di una battuta d’arresto, o almeno questo è quanto suggeriscono i mercati. Dall’ultima riunione della BCE è nuovamente emersa la volontà di fornire liquidità e mantenere i tassi bassissimi. Finché questa situazione si protrarrà, conclude Hans-Jörg Naumer, “risulta ragionevole investire in asset rischiosi”, anche se c’è sempre il rischio di passi falsi nella fase della “danza”.

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