Perché il Giappone potrebbe avere le aziende vincenti di domani

La previsione
di Leo Campagna 29 Giugno 2020 - 16:50

Per Simon Adler (Schroders) le aziende giapponesi sono abbastanza solide a livello finanziario per sopravvivere a periodi di turbolenza, dando ai mercati la possibilità di riconoscere nei prossimi anni il loro valore

Negli ultimi dieci anni le aziende che hanno preso denaro a prestito a basso costo, in una fase in cui i tassi di interesse sono stati incredibilmente bassi, sono state premiate. Al contrario, sono state trascurate le imprese conservative, con grandi margini di liquidità. In questo contesto, le società giapponesi sono state snobbate dal mercato in quanto i loro bilanci evidenziavano, di norma, un’ingente liquidità o altri asset ad un livello abbastanza elevato da coprire le passività. Quindi, bilanci solidi ma ritenuti ‘noiosi’ dagli investitori a caccia di aziende che crescevano a tassi elevati, sebbene indebitate.

AZIENDE SCAMBIATE A PREZZI CONVENIENTI RISPETTO AL LORO VALORE

La caratteristica di molte aziende nipponiche è molto sensata, ed è di questo parere anche il team di value investment di Schroders. “Tutta la nostra strategia di investimento ruota attorno all’individuazione delle società che vengono scambiate a prezzi convenienti rispetto al loro valore “reale”, sulla base dei loro fondamentali. Vogliamo che le aziende che deteniamo siano abbastanza solide a livello finanziario per sopravvivere a periodi di turbolenza, dando ai mercati la possibilità di riconoscere il loro valore” fa sapere Simon Adler, Fund Manager, Equity Value, Schroders.

6.000 MILIARDI DI DOLLARI IN LIQUIDITÀ E OBBLIGAZIONI IN PORTAFOGLIO

Nel nuovo scenario post Covid-19, alcuni investitori potrebbero rivedere le loro opinioni riguardo alla solidità finanziaria dal momento che, mentre molte aziende negli Stati Uniti ed in Europa mostrano elevati livelli di indebitamento, le controparti giapponesi vantano riserve record di liquidità che le colloca in una posizione molto avvantaggiata. In base ad una stima del Financial Times, l’ammontare della liquidità e delle obbligazioni a breve termine nei bilanci a fine 2019 delle aziende del Sol Levante valeva oltre 6.000 miliardi di dollari, più del 130% del Pil nipponico. Una cifra pari a circa il triplo rispetto allo stesso rapporto negli Stati Uniti, dove circa un terzo di tale liquidità è concentrato nelle mani dei giganti del tech, invece che essere diffusa nei vari settori come in Giappone.

INGENTI RISORSE PER INVESTIMENTI E DIVIDENDI

Certo, ammette Adler, le attuali condizioni sono difficili da affrontare anche per le imprese del Sol Levante che tuttavia, in virtù della cospicua liquidità in cassa, disporranno nel prossimo futuro delle risorse necessarie a investire sia in spese in conto capitale che in ricerca e sviluppo, ovvero remunerare i dipendenti e assicurare i dividendi per un periodo molto più lungo rispetto alle società di qualsiasi altro Paese al mondo. Non è inoltre da escludere nemmeno un’impennata nel numero di fusioni e acquisizioni, sia in Giappone che all’estero, sulla scia delle significative divergenze di valutazioni sul mercato tra le società del Sol Levante e quelle degli altri paesi.

AZIENDE DESTINATE AD ESSERE LE VINCENTI DI DOMANI

“Un aspetto che non cambia mai nel nostro approccio è il focus sulla solidità dei bilanci delle aziende. Nell’ultimo anno abbiamo notato un crescente appeal da parte delle imprese nipponiche ricercando le migliori opportunità value a livello globale. Ciò che ci ha colpito positivamente è la divergenza di rilievo tra la solidità dei bilanci delle aziende giapponesi e le loro basse valutazioni. Aziende che riteniamo possano essere le vincenti di domani, sebbene al momento il mercato le valuti come fossero quelle sconfitte”, conclude Adler.