L’Europa post pandemia riparte dalle infrastrutture

Le sfide per i settori
di Chiara Merico 27 Giugno 2020 - 10:30

Secondo Charles Dupont di Schroders, gli investimenti in infrastrutture rappresentano un’arma fondamentale nella ripartenza post Covid-19 delle economie europee

Una società moderna non può certamente prescindere dalle infrastrutture: strade, porti, aeroporti, reti elettriche, idriche e del gas sono la spina dorsale delle economie di tutto il mondo. Inoltre, come spiega Charles Dupont, head of infrastructure finance e presidente di Schroders Aida, “numerosi studi hanno tra l’altro mostrato la correlazione tra la performance di un’economia e la qualità delle sue infrastrutture. Ecco perché, a nostro avviso, gli investimenti in infrastrutture sono destinati a rappresentare un’arma fondamentale nella ripartenza post Covid-19 delle economie europee”.

INVESTIMENTI INSUFFICIENTI IN ALCUNE AREE CHIAVE

Questo è vero soprattutto alla luce degli evidenti investimenti insufficienti in alcune aree chiave, osserva Dupont, secondo cui “man mano che il mondo sprofonda nella crisi post-Covid-19, crediamo che cercare di dare slancio alle economie investendo in trasporti, energia e ambiente sia assolutamente ragionevole. E in questo senso le opportunità in Europa non mancano”. Vari Paesi europei, e in particolare la Francia, hanno infatti a lungo trascurato la manutenzione delle infrastrutture strategiche, talvolta con conseguenze tragiche.

MAGGIORE ATTENZIONE AL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Il settore delle infrastrutture riflette anche i cambiamenti nella società: ad esempio, la maggiore attenzione al cambiamento climatico potrà concretizzarsi “nella generazione di energia sostenibile, come gli impianti eolici soprattutto offshore, e quelli solari, ma anche nellaa modernizzazione delle reti elettriche e nellla costruzione di infrastrutture per il gas in grado di gestire l’intermittenza con le rinnovabili”, specifica Dupont.

DIPENDENZA DALLE INFRASTRUTTURE DIGITALI

Inoltre, durante il periodo di lockdown è diventata evidente la nostra “dipendenza dalle infrastrutture digitali, come le reti di fibra ottica e i ripetitori”, e sono emersi i cosiddetti “deserti digitali”. In più, le tensioni geopolitiche hanno mostrato l’importanza della localizzazione dei centri dati. Posizionare tali centri in prossimità degli utenti potrebbe salvaguardare la sicurezza digitale.

OPPORTUNITÀ PER I FONDI INFRASTRUTTURALI

C’è poi il tema di diverse società attive nelle infrastrutture, soprattutto nel settore dei trasporti, che hanno subito conseguenze pesanti dalla crisi. “Le misure di emergenza, i prestiti garantiti e gli oneri differiti hanno fornito a queste società la liquidità necessaria per sopravvivere e superare la crisi, ma allo stesso tempo hanno incrementato il loro debito. Molte di queste aziende hanno intrapreso un rapido aumento di capitale per rimanere solventi su livelli accettabili”, osserva Dupont, secondo cui queste sono tutte opportunità per i fondi infrastrutturali di sostenere le economie, offrire supporto a società strategiche e contribuire a costruire il mondo del futuro.