Azionario inglese, buon potenziale anche in caso di hard Brexit

azionario Regno Unito
di Redazione 11 Dicembre 2019 - 8:30

Per Columbia Threadneedle Investments l’azionario britannico offre molto valore nascosto dall’incertezza politica, ora destinata a dissiparsi con le elezioni. Una hard Brexit provocherebbe solo uno shock iniziale

L’azionario del Regno Unito nasconde una reale opportunità. Si tratta di un’asset class che offre molto valore rispetto alla sua storia di valutazione a lungo termine e le azioni quotate alle Borsa di Londra sono scambiate a minimi di 30 anni rispetto al mondo MSCI. Una sottovalutazione che è stata generata dai deflussi che hanno impattato l’azionario del Regno Unito a causa dell’incertezza politica, piuttosto che da utili realmente più deboli rispetto ad altre piazze. Un trend che ha influito sia sulle società nazionali sia su quelle internazionali quotate sulla grande piazza finanziaria del Regno Unito.

ANCHE IN CASO DI HARD BREXIT LA BORSA PUO’ SALIRE DOPO UNO SHOCK INIZIALE

È questa la valutazione di James Thorne, gestore azionario UK di Columbia Threadneedle Investments, alla vigilia del voto che vede il premier Boris Johnson, fautore della linea “Brexit costi quel che costi”, confrontarsi con il leader del Labour Jeremy Corbyn, che se vincesse invece potrebbe anche aprire la strada a un nuovo referendum, dopo quello vinto dai “Brexiters” tre anni e mezzo fa. Secondo l’esperto di Columbia Threadneedle Investments, sia in uno scenario di soft sia in uno di hard Brexit il mercato può salire, anche se nel secondo caso dopo una brusca caduta derivante dallo shock dell’annuncio. Lo scenariohard Brexit, sebbene sembri il più negativo per l’economia a breve, secondo Thorne probabilmente coinciderebbe con un brusco calo della sterlina ed un conseguente rialzo del FTSE All Share, grazie al gonfiamento conseguente degli utili provenienti dall’estero.

SE VINCESSE IL LABOUR POTREBBE APRIRE LA STRADA A UNA SOFT O ADDIRITTURA NO-BREXIT

L’esperto di Columbia Threadneedle Investments ritiene che entrambi gli scenari renderebbero in ogni caso più chiaro il futuro del Regno Unito e quindi migliorerebbero i flussi di capitale, in quanto i principali gestori chiuderebbero le posizioni al ribasso. In ogni caso Thorne ritiene meno probabile l’ipotesi di una hard Brexit. Il ruolo delle elezioni del 12 dicembre è proprio quello di superare l’attuale stallo in Parlamento, dove oggi non c’è una maggioranza stabile. Se il governo conservatore riuscisse a ottenere una netta maggioranza, permetterebbe a Boris Johnson di raggiungere un accordo. Una maggioranza liberal-democratica e laburista Invece finirebbe probabilmente con una soft Brexit, o addirittura con una no-Brexit con un possibile nuovo referendum.

Il 2020 parte con le carte in regola

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MOLTE OPPORTUNITA’ NEI TITOLI DELLE SOCIETA’ PICCOLE E MEDIE

Secondo Thorne i settori che potrebbero essere più colpiti in caso di hard Brexit sarebbero i ciclici domestici legati alla fiducia dei consumatori, ma il gestore ritiene anche molto probabile che questo scenario possa scatenare un ingente incremento dello stimolo sia fiscale che monetario, da cui potrebbero trarre i maggiori benefici proprio le imprese più colpite dalla brusca caduta iniziale. L’esperto di Columbia Threadneedle Investments ritiene inoltre che in un mondo a bassa crescita il mercato UK offra oggi molte opportunità nel settore delle piccole e medie imprese, in particolare società con forti franchising, in grado di investire per differenziare chiaramente la propria offerta e conquistare ampie quote di mercato, come ad esempio il mercato UK dell’arredamento cucine.