Attese & Mercati – Settimana dal 28 ottobre 2019

Attese & Mercati
di Redazione 28 Ottobre 2019 - 9:52

L’azionario globale si prende la rivincita sull’ottobre orribile del 2018. Ora tutti gli occhi sono sulla Fed che potrebbe chiudere il mese con il terzo taglio ai tassi dell’anno, intanto arrivano le trimestrali delle grandi banche europee

NASDAQ 100 A NUOVI RECORD MENTRE LO S&P 500 RIGUADAGNA LA VETTA DEI 3.000

Wall Street si sta prendendo la rivincita sull’orribile ottobre del 2018 e va a sfiorare se non addirittura a ritoccare i massimi di sempre dei principali indici, nonostante qualche sorpresa negativa dalle trimestrali di alcuni Big, come Amazon e Twitter. Lo S&P 500 riguadagna la vetta dei 3.000 punti che aveva già violato per la prima volta a luglio, il Nasdaq 100 tocca un nuovo record di sempre intraday oltre gli 8.000 punti trainato da una Intel in salute con l’aiuto anche di Apple, Charter Communications, Microsoft, Tesla e Nvidia. Il Dow Jones per parte sua torna in vista dei record storici, da cui lo separa una distanza di appena 1,5%. A zavorrare il mercato è Amazon, reduce da una trimestrale debole, ma il mercato è rimasto comunque molto tonico sul settore high-tech mentre i T-bond sembrano in via di stabilizzazione intorno a rendimenti dell’1,8% del decennale dopo le montagne russe estive. Anche sull’azionario europeo le cose non sono andate male grazie soprattutto ai titoli del lusso, che hanno aiutato gli indici a chiudere in positivo cinque sessioni consecutive, con Gucci protagonista a Parigi e Moncler a Milano.

IN ATTESA DELLA FED: CONTINUERÀ A TAGLIARE? INTANTO ARRIVA IL DATO DEL PIL USA

La domanda che gira tra investitori e Fed watchers non è tanto se Jay Powell alla conferenza stampa di mercoledì sera dopo la due giorni del Fomc annuncerà il terzo taglio di un quarto di punto del 2019. I futures sui Fed Funds danno il taglio al 90%. La domanda è se si ferma o va avanti. Sempre sulla base dei futures, le possibilità di un altro taglio a dicembre scendono al 30%, ma molto dipende dalla guidance che fornirà la banca centrale. Ci sono due modi di guardare la cosa. Il primo è il bicchiere mezzo vuoto, vale a dire l’economia continua a rallentare, e una Fed che taglia costantemente una volta a trimestre aiuterebbe a tenerla a galla. Il secondo è il bicchiere mezzo pieno, tutto sommato la nave va, i consumi tirano e l’occupazione aumenta: non sarebbe meglio tenere da parte le munizioni per quando, se succede, l’economia dovesse frenare davvero? A dare una mano a Powell e colleghi arriverà sempre il 30, ma di prima mattina, la lettura preliminare del Pil Usa nel terzo trimestre. L’ultima stima di GDP Now della Fed di Atlanta punta a una crescita dell’1,8%, tutto sommato non un numero da allarme rosso.

ARRIVANO I TRIMESTRI DELLE BANCHE EUROPEE, SI SPERA NELLA RISCOSSA

Si apre una settimana importante per i titoli bancari europei, da Deutsche Bank a HSBC, da Credit Suisse a ING, BNP Paribas e Santander: tutte con trimestrali in arrivo. Per le big italiane Intesa e Unicredit bisogna aspettare la prossima. La storia che raccontano i bancari europei, anche se sono in fase di moderato rally, non è esaltante: margini costantemente sotto pressione anche a causa dei tassi ultra-bassi se non sottozero, dominio incontrastato delle big americane nel business ricco e globale dell’investment bank, pesanti ristrutturazioni con tagli a posti e costi in arrivo praticamente per tutte o quasi. Non c’è da sorprendersi se le stime degli analisti sugli utili viaggiano in ribasso da un anno e mezzo. Ma la buona notizia potrebbe essere che il peggio è passato, o sta passando, non solo a livello di fondamentali, ma anche di scenario di fondo. La Brexit si sta traformando in Brextension, Brelection, o magari addirittura in Brexinction, come scrive Reuters. In ogni caso sembra aver perso molto del suo potenziale distruttivo, che nella percezione di tutti dal referendum del 2016 in poi ha il suo impatto principale proprio sul settore bancario. E poi i prezzi sono ancora molto bassi, i dividendi sono molto ricchi, in media intorno al 6%, e la Bce si prepara ad attutire l’impatto dei tassi negativi con il ‘tiering’. Magari si prepara l’ora della riscossa.

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