Amundi Sgr

La noia sui mercati “è ancora qui”, ma non si sa per quanto

Settimana di stallo per i mercati finanziari, ma secondo Giordano Beani di Amundi Sgr questo stato non è destinato a durare

di Chiara Merico 18 Giugno 2019 - 10:14

Dalla letteratura ai mercati, passando per la musica: la chiave di lettura della scorsa settimana è la noia. Uno stato psicologico che ha intrappolato i mercati finanziari, sospesi tra la spinta positiva delle banche centrali e i timori di un rallentamento, causato dagli effetti della guerra commerciale tra Usa e Cina.

DUE TESTI SULLA NOIA


Nella sua newsletter settimanale Giordano Beani, head of multi asset fund solutions Italy di Amundi Sgr, richiama alla mente dai ricordi del liceo due testi dedicati alla noia. Il primo è l’omonimo romanzo di Alberto Moravia; l’altro è la canzone di Vasco Rossi, che proprio la scorsa settimana è tornato a riempire gli stadi con i suoi concerti.

LA TRAPPOLA DI TUCIDIDE


E sui mercati la noia rappresenta la situazione di stallo che si è creata nei giorni scorsi, causata dal “sottile equilibrio tra due forze contrastanti, la politica monetaria accomodante e la politica internazionale minacciosa, in aggiunta a una settimana povera di dati macroeconomici significativi”. In particolare, sul fronte della guerra commerciale gli Usa si trovano intrappolati nella cosiddetta “trappola di Tucidide”, immagine usata per descrivere la tendenza di una potenza dominante a usare la forza per contenere una potenza emergente, in questo caso la Cina.

DUE MEGA OPERAZIONI IN USA


Sui mercati azionari internazionali, sottolinea Beani, “gli Stati Uniti chiudono con un lieve rialzo (+0,47% per l’Indice S&P500), in una settimana che ha comunque visto l’annuncio di due importanti operazioni societarie: la mega fusione da 121 miliardi di dollari tra la United Technologies e la Raytheon nel settore della difesa, e l’acquisizione nel settore del cloud software e big data, annunciata da Salesforce.com su Tableau Software per 15 miliardi di dollari”.

I mercati chiamano, le banche centrali rispondono


I mercati chiamano, le banche centrali rispondono






AREA EURO ANNOIATA


Un’area euro, tanto per cambiare, annoiata chiude la settimana invariata, con l’unica eccezione del mercato italiano, in risalita dell’1,24%. In Gran Bretagna le attese sono per il nome del successore di Theresa May alla guida del partito conservatore, e quindi del governo: la nomina è attesa per il 22 luglio.

REDDITO FISSO, POCHI MOVIMENTI


Anche sul fronte dei mercati obbligazionari Beani registra “pochi movimenti di rilievo, ma rendimenti governativi stabili sui minimi di periodo, con il Bund decennale che rende il -0,255% e il Treasury per pari scadenza ancorato al 2,08%. Pressoché invariato il differenziale italiano con la Germania a 260 punti base”.

FUOCO DI PAGLIA PER IL PETROLIO


Per quanto riguarda le commodity, da segnalare il provvisorio rialzo del petrolio, “poi parzialmente rientrato nella giornata di giovedì 13, dopo l’attacco a due petroliere nel golfo dell’Oman, di cui gli Usa ritengono responsabile l’Iran”. Sull’arco della settimana, spiega Beani, il Brent cede il 2% a 62 dollari al barile.

NOIA PAZIENTE


In attesa delle prossime mosse della Fed, che mercoledì chiarirà se le aperture del presidente Powell possano concretizzarsi in qualche indicazione più precisa su un probabile nuovo taglio dei tassi, gli investitori si “annoiano pazientemente, consapevoli che questo stato per i mercati finanziari non è mai destinato a perdurare a lungo, e per dirla con il Blasco, ‘soffrirò di nostalgia, ma devo uscire fuori da qui’”, conclude Beani.
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