Post elezioni europee, il costo della protezione dal rischio resta elevato

Amundi
di Redazione 31 Maggio 2019 - 14:55

Secondo Amundi continuano a pesare sullo scenario europeo sia la Brexit che la guerra dei dazi, con la conseguenza di un costo elevato del rischio protezione in termini di tassi bassissimi dei titoli di Stato core

Le elezioni del nuovo Parlamento Europeo che si sono tenute dal 23 al 26 maggio hanno eliminato un importante fattore di incertezza che pesava sui mercati finanziari del continente. Anche perché i risultati, pure se sostanzialmente in linea con le previsioni dei sondaggi, hanno fatto emergere una piccola sorpresa “pro-istituzione”, vale a dire il fatto che le forze dichiaratamente europeiste rappresentano circa il 67% dei seggi del Parlamento, poco sotto il 70% pre-elezioni, con i due principali partiti storici, Socialisti e Ppe, che potrebbero costruire una maggioranza coalizzandosi con il centro liberale o con i Verdi, anche se con qualche difficoltà in più di quanto si era abituati nel passato. Ma sull’Europa continuano a pesare altre incertezze fondamentali che si chiamano Brexit e guerra dei dazi, con implicazioni importanti per le prospettive dei mercati.

PREFERENZA PER LE OBBLIGAZIONI GOVERNATIVE SEMI-CORE

Didier Borowski, Eric Brard, Kasper Elmgreen e Tristan Perrier, rispettivamente Head of Macroeconomic Research, Head of Fixed Income, Head of Equities e Senior Economist di Amundi, analizzano lo scenario sia per quanto riguarda i bond che le azioni. Dal punto di vista del reddito fisso, gli esperti di Amundi ritengono che l’incertezza economica e l’aumento dello scenario di rischio manterranno il “costo della protezione” molto elevato e, di conseguenza, il rendimento dei titoli di Stato core rimarrà molto basso. Di qui la preferenza espressa per le obbligazioni semi-core, come quelle di Francia, Olanda e Austria, rispetto al Bund tedesco. Tra i periferici, Amundi vede valore in Spagna e Portogallo, mentre in Italia la pressione per maggiori stimoli fiscali probabilmente metterà sotto stress gli spread dei Btp e le banche che li hanno in portafoglio, aumentando la volatilità. Gli esperti di Amundi non vedono una grave minaccia nel breve periodo, perché Italia e Ue potrebbero trovare un accordo su un orientamento fiscale più flessibile, ma preferiscono adottare un atteggiamento prudente per il momento.

RISCHIO ANCORA FORTE DA BREXIT E GUERRA DEI DAZI

In generale, gli esperti di Amundi ritengono che le divergenze nelle misure fiscali e nei fondamentali a livello di Paese e di settore potrebbero offrire potenziali opportunità per la selezione attiva e per l’allocazione del rischio. Per l’azionario europeo, infatti, aver superato le elezioni dovrebbe di per sé, rimuovere una fonte di incertezza, ma la Brexit e le relazioni commerciali Usa-Cina continuano a rappresentare un rischio ancora forte per il sentiment in Europa. Secondo Amundi sono due incertezze che non sono ancora state risolte, ma ci sono comunque ancora buone opportunità nei comparti più ciclici dell’azionario europeo, in particolare, nei titoli di società più esposte all’economia domestica, che dovrebbero trarre beneficio da una stabilizzazione degli indicatori economici e da una potenziale ripresa nel secondo semestre.

IMPLICAZIONI INTERESSANTI NEL RISULTATO DEI VERDI

Secondo gli esperti di Amundi un aspetto interessante delle elezioni è il risultato dei Verdi nei principali paesi dell’Unione. La consapevolezza delle aziende europee sui temi legati al cambiamento climatico è in aumento e molte aziende hanno adottato misure significative per affrontare la questione. Questo è un settore sul quale Amundi ha forti convinzioni ritenendo che potrebbe offrire interessanti opportunità agli investitori.  Per quanto riguarda invece la Brexit, Amundi vede nel Regno Unito una situazione politica ancora molto aperta, con conservatori e laburisti che sono stati puniti dagli elettori mentre il partito pro-Brexit di Nigel Farage è il grande vincitore. Di conseguenza, Boris Johnson è in posizione favorevole per succedere a Theresa May. Ma non è ancora stato fatto nulla e tutte le opzioni sono sul tavolo. Altrove, secondo gli esperti la buona notizia è che sempre meno partiti populisti in Europa chiedono l’uscita dall’euro ed è probabile che siano influenzati in questo dalle turbolenze britanniche.

Conti alla Rovescia – Fermare i cambiamenti climatici

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BCE IMPEGNATA A EVITARE UN DETERIORAMENTO

Per quanto riguarda in generale gli impatti del voto sugli investimenti, gli esperti di Amundi osservano che il mercato è rimasto tranquillo, con l’attenzione che si concentra ora sui dati economici e sulle implicazioni di un’ulteriore escalation delle controversie commerciali, poiché l’economia europea è aperta e sensibile al ciclo globale. In ogni caso, aggiungono gli esperti, la componente della domanda interna è ancora resiliente, le condizioni finanziarie sono molto accomodanti e la Bce si impegna ad attuare tutte le misure necessarie per evitare un ulteriore deterioramento economico.