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USA-Cina, i dazi sono una scusa. Il vero scontro è sul dominio tecnologico

L’indicatore di rischio geopolitico di BlackRock mostra che l'attenzione del mercato rispetto al riacutizzarsi delle tensioni tra i due paesi è elevata

29 Novembre 2018 07:00
financialounge -  BlackRock cina dazi Richard Turnill USA
financialounge -  BlackRock cina dazi Richard Turnill USA

Le speranze di una distensione nei rapporti tra Cina e Stati Uniti sono aumentate in vista dell’incontro tra il presidente americano Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping a margine del vertice del G20, previsto 30 novembre e primo dicembre a Buenos Aires. Le attività rischiose più sensibili agli sviluppi commerciali internazionali (e in particolare alle relazioni tra Washington e Pechino) la scorsa settimana si sono riprese ed hanno mostrato un andamento migliore rispetto ai mercati globali.

NON RINCORRERE I RIMBALZI


“Tuttavia, siamo cauti nel rincorrere qualsiasi rimbalzo a breve termine. La competizione tra i due paesi si estende ben oltre le questioni commerciali ed è probabile che possa prolungarsi” ha specificato Richard Turnill, Global Chief Investment Strategist di BlackRock nel suo commento settimanale ai mercati dal titolo “China in the spotlight”.

L’INDICATORE GEOPOLITICO DI BLACKROCK


L’indicatore di rischio geopolitico di BlackRock (BGRI) sulle relazioni USA/Cina mostra che l'attenzione del mercato verso i rischi di un riacutizzarsi delle tensioni tra i due paesi è elevata. Eppure i segnali costruttivi provenienti dalle autorità di entrambi i paesi in vista dell'incontro Trump-Xi a Buenos Aires hanno ridimensionato l’indice BGRI in modo significativo rispetto ai suoi picchi del 2018.

RISCHI POLITICI INFLUENTI NEL BREVE TERMINE


Tra i numerosi fattori che determinano i prezzi delle attività, i rischi politici hanno un impatto maggiore quando l'attenzione del mercato si sposta rapidamente su di essi. “Tuttavia, possiamo notare come questa relazione tenda ad essere più forte su orizzonti temporali più brevi. Su finestre di osservazione più lunghe, i fattori che non rientrano nella geopolitica si riaffermano nel guidare i rendimenti del mercato” tiene a sottolineare Richard Turnill.

LA CINA SI DISTINGUE


Al momento, però, la geopolitica è sotto i riflettori e il mercato ne segue le evoluzioni. In quest’ottica, spicca la differenza sempre più evidente della situazione della Cina. Infatti, mentre una serie di aperture da parte degli Stati Uniti verso diversi partner commerciali (l’incontro tra Trump e Jean-Claude Juncker, l’accordo commerciale rivisto con Messico e Canada, il negoziato portato a termine con il Giappone e quello commerciale con la Corea del Sud) ha rasserenato gli osservatori, la Cina si distingue. La controversia statunitense con Pechino si è finora focalizzata principalmente sui dazi. L'attuale prelievo del 10% su 200 miliardi di dollari di merci cinesi importate negli Stati Uniti salirà al 25% a gennaio, a meno che non venga firmato un accordo. Inoltre l’amministrazione Trump minaccia ancora di estendere le tariffe a tutte le importazioni cinesi.

Crescita globale, la minaccia più importante resta la guerra dei dazi


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UNA LUNGA FASE COMPETITIVA TRA USA E CINA


“In ogni caso, riteniamo che le tensioni commerciali siano solo il primo capitolo di una fase competitiva nei rapporti tra Cina e Stati Uniti che si annuncia lunga” puntualizza Richard Turnill. L’esperto, guardando alla riunione del G20 prevista a fine settimana a Buenos Aires ritiene che il miglior risultato per le attività di rischio possa essere una pausa nelle escalation tariffarie e l'impegno congiunto USA-Cina a lavorare per un quadro più ampio per il commercio.

UNA TREGUA TEMPORANEA


“Tuttavia, si tratterrebbe soltanto di una tregua temporanea non sufficiente a cancellare le nuvole a più lungo termine. La fiducia delle imprese in Cina e nelle tasche degli Stati Uniti ha già preso piede, potenzialmente stimolando la prudenza nei piani di spesa aziendale a lungo termine” precisa l’esperto. Per i quale il rischio al ribasso è forte: la mancanza di progressi nei colloqui potrebbe riaccendere i timori di una svalutazione dello yuan cinese. Le attività sensibili ai rischi di un peggioramento delle relazioni, come le large cap cinesi, i titoli asiatici della catena di approvvigionamento tecnologico e le small cap, potrebbero registrare un ulteriore calo.

Tecnologia, una tigre cinese nel motore americano


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DOMINARE LE TECNOLOGIE E LE INDUSTRIE DEL FUTURO


“Il vero problema per entrambe le parti è la competizione per dominare le tecnologie e le industrie del futuro” sostiene Richard Turnill. Le relazioni spinose tra le maggiori economie del mondo sono fonte di macro-incertezza e, secondo l’esperto, una valida ragione per cercare una maggiore capacità di tenuta del portafoglio.

COME DIFENDERE IL PORTAFOGLIO


“Vediamo nei titoli azionari di qualità e nei titoli di stato (Treasury) statunitensi a breve scadenza due modi per aumentare le difese all'interno dei portafogli. Cerchiamo anche di identificare le aree del mercato che ora incorporano rischi al ribasso significativi, come le azioni cinesi e di altri mercati emergenti, dove il deprezzamento nel 2018 sembra aver creato un interessante punto d'ingresso per gli investitori a lungo termine” conclude Richard Turnill.
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