Donne e finanza sostenibile, un connubio sempre più stretto

ESG
28 Novembre 2018 - 14:43

L’indagine di Etica Sgr e Doxa presentata alla Settimana SRI esamina le attitudini e le scelte delle risparmiatrici italiane rispetto alla finanza sostenibile: ecco le principali evidenze emerse 

Il tema relativo a donne e finanza sostenibile vede Etica Sgr in prima linea per una serie di fondate ragioni. Innanzitutto quello tra donne e finanza sostenibile si conferma un connubio sempre più solido, così come lo è per i giovani: secondo Etica Sgr l’inclinazione alla finanza sostenibile non si limita ai pur rispettabili principi etici ma evidenzia un approccio più smart ai propri investimenti.

PER IL PROPRIO FUTURO E PER IL FUTURO DEL PIANETA

“Chi impiega i risparmi in fondi sostenibili e responsabili investe per sé, per il proprio futuro e per il futuro del pianeta. Per questo siamo convinti che donne e giovani continueranno a scegliere i nostri prodotti e essere i nostri ambasciatori” fanno sapere da Etica Sgr.
Inoltre, questo tema rappresenta anche l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile numero 5 (Parità di genere), che Etica Sgr ha ampiamente illustrato nel proprio recente Report di Impatto. Infine, ma non certo per importanza, le donne costituiscono il primo target di Etica Sgr dal momento che il 52% dei clienti è rappresentato dalle risparmiatrici.

INDAGINE DOXA E ETICA SGR

Appare pertanto piuttosto naturale che Etica Sgr abbia ritenuto interessante partecipare alla realizzazione dell’indagine “Donne e finanza sostenibile”. Presentata alla Settimana SRI e frutto della collaborazione tra il Forum per la Finanza Sostenibile e Doxa, con il sostegno di Etica Sgr, l’indagine si propone di esaminare le attitudini e le scelte delle risparmiatrici italiane rispetto all’SRI (investimento sostenibile e responsabile).

IL RISCHIO, UN FATTORE IMPORTANTE

Un’indagine che ha raccolto molti dati e che offre tanti spunti di riflessione. Nell’ambito delle abitudini di investimento, per esempio, se i risparmiatori italiani mostrano in generale di essere molto prudenti, le donne lo sono ancora di più: il 59% di esse opta per investimenti a basso rischio, sebbene meno remunerativi, contro una percentuale del 49% degli uomini. Inoltre mentre il 65% delle donne reputa la rischiosità un aspetto di assoluto rilievo per le scelte d’investimento, per gli uomini non si va oltre il 53%.

LE FINALITÀ DEGLI INVESTIMENTI

Per quanto riguarda invece le principali finalità degli investimenti, le donne risparmiatrici mettono al primo posto la tutela del nucleo familiare (circa il 60%), seguito dal rendimento: nello specifico, far fruttare il capitale (43%) e non lasciare liquidità sul conto corrente (35%). Una differenza rispetto agli uomini emerge in ottica di risparmio per se stesse e per la vecchiaia: la percentuale è al 35% rispetto al 28% degli uomini. Altre due differenze tra donne e uomini che risparmiano si evince nella scelta di affidarsi alla propria banca – assicurazione (48% per le donne e 37% per gli uomini) e nella ricerca di informazioni su siti internet e blog online (26% vs 40%). Le donne risparmiatrici, inoltre, dichiarano di affidarsi al parere di familiari ed amici per le proprie decisioni finanziarie nel 22% dei casi contro il 12% degli uomini.

Investimenti ESG, i risultati di Etica Sgr nel Report di Impatto 2018

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DONNE E SRI

Entrando più nello specifico con la finanza sostenibile, il connubio tra donne e SRI viene confermato dall’indagine: le tematiche ESG (ambientali, sociali e di governance) rivestono una grande importanza per il 77% del campione femminile (otto punti percentuali in più rispetto a quello maschile). Importante divergenza di gradimento anche nell’ambito della presenza di programmi contro la disparità salariale e dedicati alla conciliazione lavoro/famiglia: il 76% delle donne risparmiatrici ammette che influenza le proprie scelte di investimento contro una percentuale del 57% per gli uomini.

PARI OPPORTUNITÀ

Stesso discorso per la presenza di politiche del personale volte a garantire le pari opportunità giudicate di rilievo dal 76% delle donne (60% degli uomini) e la presenza di donne nei Consigli di Amministrazione e tra i vertici aziendali: in questo ambito la rilevanza per le donne risparmiatrici si attesta al 66% contro il 44% espresso dagli uomini. Forbice leggermente meno ampia relativamente alla pubblicazione dei bilanci di sostenibilità da parte delle aziende in cui investire attraverso i fondi: per il 75% delle donne risparmiatrici è un aspetto rilevante mentre si ferma a quota 68% per gli uomini. L’unico dato in ‘apparente controtendenza’ riguarda invece l’opportunità di aumentare i profitti dell’investimento tramite l’integrazione dei temi ESG: in questo ambito le donne (44%) sono meno positive rispetto al parere espresso dagli uomini (50%).

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