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Idee di investimento – Azioni – 1 ottobre 2018
Complici le tensioni politiche alimentate dalla situazione in Italia, l’Europa, pur conveniente, non è la prima scelta dei gestori che preferiscono Wall Street e gli emergenti.
1 Ottobre 2018 08:49
RISCHIO DI FRAMMENTAZIONE EUROPEA
Nei prossimi mesi dovrebbe essere piuttosto bassa la probabilità di un punto di infiammabilità tra l’Italia e l’UE, ma, a più lungo termine, meglio restare cauti sulle dinamiche politiche ed economiche. È quanto sostiene Richard Turnill, Global Chief Investment Strategist di BlackRock, nell’articolo Azionario Europa, gli utili sono in ritardo rispetto al resto del mondo. Lo strategist, tenendo anche conto del fatto che la crescita degli utili europei risulta in ritardo rispetto ad altre regioni, preferisce le azioni statunitensi e quelle dei mercati emergenti mentre, all’interno delle azionario europeo, è orientato soprattutto verso i settori industriale e healthcare. “Riteniamo che l’attenzione del mercato verso il rischio di frammentazione europea si collochi attualmente solo marginalmente al di sopra della media a lungo termine, come mostrato peraltro dal nostro cruscotto geopolitico di rischio BlackRock (un modello di analisi interna proprietario, ndr)” fa sapere Richard Turnill. Secondo il quale, tutto questo significa che sorprese negative potrebbero scatenare una forte reazione del mercato. Anche se, ammette lo strategist, per contro, una tregua nelle tensioni commerciali tra gli Stati Uniti e l’UE ha contribuito ad alleviare una certa pressione sulle aziende europee, in particolare su quelle case automobilistiche.
WALL STREET OK, MA SENZA DIMENTICARE LA DIVERSIFICAZIONE
“In questa fase non vediamo dei settori particolarmente privilegiati rispetto ad altri” fa sapere Marco Orsi, Country Head of Sales Italy di SYZ Asset Management, che poi aggiunge: “La raccomandazione dei nostri esperti è, per gli investitori privati, di affidarsi a gestioni multi-asset professionali in modo da posizionarsi nel migliore dei modi su mercati che, attualmente, non sono facilmente decifrabili. Ovviamente ciò non rappresenta una garanzia di performance, ma offre la possibilità di lenire le perdite nei momenti difficili e raccogliere i frutti quando vanno meglio. La regola aurea, in ogni caso e in particolare in questo momento storico, è diversificare. Noi in questo momento abbiamo una predilezione per l’azionario USA mentre tendiamo a essere meno esposti in termini di duration” puntualizza nell’articolo “Pronti a sfruttare il rally USA, ma senza dimenticare la diversificazione” Marco Orsi.
LA CINA HA VALUTAZIONI ATTRAENTI
Lorenzo Di Mattia, gestore del fondo HI Sibilla Macro, Hedge Invest Sgr, dal canto suo, non esclude un ritracciamento dell’azionario americano che eliminerebbe peraltro la condizione attuale di iper-comprato. Se ciò accadesse permetterebbe ai mercati emergenti di rimbalzare, con l’indice S&P 500 che potrebbero successivamente ritornare sui nuovi massimi. Una ipotesi, questa, che l’esperto reputa praticabile alla luce della stabilità nel credito statunitense (dove non emerge nessun allarme in termini di aumento nei tassi di default degli emittenti obbligazionari societari) mentre, allo stesso tempo, Turchia e Italia sembrano mostrare qualche segnale di temporanea stabilizzazione. A proposito, per Lorenzo Di Mattia, come ha modo di argomentare nell’articolo Le occasioni da sfruttare finché un bear market non diventerà probabile, la Cina costituisce adesso un’opportunità interessante, perché le quotazioni attuali incorporano l’impatto dei dazi sull’intero export verso gli Stati Uniti: di conseguenza, il rischio derivante dalla guerra commerciale tra Washington e Pechino sembrerebbe già assorbito nelle valutazioni correnti.
MERCATI EMERGENTI, RAPPORTI DI BORSA CONVENIENTI
Più in generale, Tim Love, responsabile strategie azionarie paesi emergenti di GAM Investments, è convinto che le azioni emergenti siano generalmente un investimento attraente in termini di valore/crescita a un prezzo ragionevole o in termini di rendimenti. “Pur consapevoli dei rischi, siamo intenzionati a sfruttare le distorsioni dei prezzi e approfittare della volatilità” specifica infatti nell’articolo Valutazioni e crescita: GAM vede possibilità concrete negli emergenti l’esperto. D’altra parte le valutazioni correnti mostrano rapporti di Borsa estremamente attraenti: rapporto prezzo/utili (p/e) di 11,6, rapporto prezzo-valore contabile (p/bv) pari a 1,5, rapporto prezzo/fatturato di 1,2, ROE (return on equity) del 14%, dividend yield pari al 2,9% e rendimento del flusso di cassa all’8,5%.
Un altro aspetto da tenere poi in considerazione è la convinzione, errata, che gli emergenti siano un unico grande insieme indistinto. Al contrario, combinando opportunamente le analisi top-down (macroeconomiche) e quelle bottom-up (selezione rigorosa dei singoli paesi) è possibile ridurre il rischio di errore sfruttando i prezzi di ingresso più convenienti secondo un modello ripetitivo.
C’E’ SPAZIO PER UNA RIPRESA
Infine, come specificano nell’articolo Mercati finanziari, primi segnali di cambio di leadership gli esperti di Euromobiliare AM, sono presenti attualmente tre fondamentali ingredienti in grado di alimentare una fase di propensione al rischio (risk-on). In primo luogo, l’emergere della percezione, da parte degli investitori, che i possibili errori da parte dei policy maker possano essere limitati e circoscritti. In secondo luogo, nei segmenti di mercato a più alto beta, si delineano valutazioni relative attraenti. In terzo luogo, l’andamento dei mercati nel 2018 (con una partenza a razzo delle Borse, una forte correzione a fine gennaio e un andamento tendenzialmente laterale delle asset class più rischiose, con la sola eccezione dell’azionario statunitense) ha reso gli investitori più cauti spingendoli a posizioni di portafoglio più prudenti e meno esposte al rischio. “La nostra sensazione è che ci possa essere ancora un certo spazio di ripresa dai livelli attuali dato il persistere di tutte queste condizioni” puntualizzano i professionisti di Euromobiliare AM.
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