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Disuguaglianza, entro 2030 l'1% più ricco avrà i due terzi della ricchezza mondiale

Basandosi su una crescita annua del 6% in termini di ricchezza, avrebbero un patrimonio di circa 305 mila miliardi di dollari ampliando ulteriormente la disuguaglianza.

11 Maggio 2018 09:22
financialounge -  disuguaglianze sociali oxfam private banking ricchezza superricchi USA
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Uno dei problemi più avvertiti oggi è quello della disuguaglianza che in tutto il mondo ha raggiunto un punto di svolta irreversibile. Questo mese la House of Commons Library, con sede nel Regno Unito ha previsto che, se le attuali tendenze fossero confermate, l'1% più ricco della popolazione controllerà quasi i due terzi della ricchezza mondiale entro il 2030.

DA 140 A 305 MILA MILIARDI DI DOLLARI ENTRO IL 2030


Basandosi su una crescita annua del 6% della ricchezza, questo uno per cento di ‘super paperoni’ arriverebbero a possedere asset patrimoniali per circa 305mila miliardi di dollari fra 12 anni, rispetto ai 140mila miliardi di dollari di oggi. Non si tratta affatto di una stima unica nel suo genere. Un recente rapporto pubblicato da Oxfam, la ONG britannica attenta all’economia sociale, ha evidenziato che soltanto 42 multi miliardari a livello mondiale hanno la stessa ricchezza di 3,6 miliardi di persone, la metà più povera del mondo.

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L’1% POSSIEDE PIU’ DEL RESTANTE 99% DELLA POPOLAZIONE


Lo stesso rapporto denuncia che l’1 per cento dei più ricchi al mondo possiede quanto il restante 99 per cento. Non solo. Gli Stati Uniti evidenziano un divario maggiore tra ricchi e poveri rispetto a molti paesi europei per effetto della più grave crisi economico finanziaria del dopoguerra che ha schiacciato il ceto medio globale ma con implicazioni più profonde in America per problemi strutturali.

DIVARIO DI OPPORTUNITA’ E DI RICCHEZZA


Negli States, infatti, c’è un divario di opportunità e un divario di ricchezza, in particolare quando si parla di istruzione. Negli Stati Uniti, su 100 bambini i cui genitori rientrano tra il 10% di percettori di reddito inferiore, soltanto 20 o 30 di loro riescono a frequentare il college. Al contrario, se i loro genitori sono tra i primi 10 percettori di reddito, la percentuale sale al 90 per cento. Inoltre, le ricerche di mercato hanno dimostrato che quando i college di élite aprono le loro porte a studenti provenienti da ambienti poveri, le performance accademiche presso tali istituzioni non diminuiscono affatto: come dire che la provenienza dello studente risulta poco influente sul suo percorso di studi.

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TRASFERIMENTO DEL PATRIMONIO AI FIGLI


Ma c’è di più. Molte delle persone più ricche del mondo stanno già trasferendo i patrimoni ai loro figli. Le persone ultra high net worth trasferiranno 3.900 miliardi di dollari alla prossima generazione entro il 2026, secondo uno studio pubblicato lo scorso anno dalla società di consulenza sulla ricchezza globale Wealth-X. Rispetto ai 4.100 miliardi di dollari stimati nel 2015 significherebbe un 5% in meno di trasferimento ma non bisogna farsi ingannare: il trasferimento del patrimonio ai figli è semplicemente già in corso da anni e procede ad un ritmo spedito.
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