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News & Views – 12 marzo 2018

Insight dalla redazione di FinanciaLounge su quello che si muove nelle economie e nei mercati.

12 Marzo 2018 - 8:25
financialounge - news
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Il Toro soffia 9 candeline
Venerdì scorso il mercato Toro, iniziato il 9 marzo 2008 a Wall Street quando lo S&P 500 iniziò la risalita dopo aver toccata il livello ‘satanico’ intraday di 666, ha compiuto 9 anni, un compleanno che sono stati in pochi a prevedere. Ora non ha più il passo lento e costante in salita che ha tenuto fino a gennaio, l’andamento è diventato mosso. Dal record del 26 gennaio, per ben 16 volte in 25 sedute si è mosso su o giù di oltre l’1%, il doppio dell’intero 2017. Il Savvy Investor di Seeking Alpha vede nelle condizioni attuali una similitudine con il 1996, quando il Toro fece una correzione al ribasso dell’11% per poi partire in rally fino a raddoppiare a 1.120 a luglio 1998, poi un'altra pausa e infine un’altra corsa del 38% a scalare i massimi di marzo 2000. Una visione forse un tantino ottimista, ma bisogna anche ricordare che il trend del Toro non muore per forza di vecchiaia. Per restare alle serie storiche, febbraio di solito è un mese piatto mentre marzo-aprile costituiscono in media il miglior periodo dell’anno.

Per Amazon & Co ora di spezzatino?
I colossi dell’high-tech americano continuano a crescere, sia in termini di capitalizzazione di Borsa sia in termini di ampliamento del business, soprattutto Amazon, che più ancora degli altri, si sta spingendo all’invasione di territori nuovi, come il credito e la finanza, mentre domina sempre più l’e-commerce. Google ha praticamente il monopolio delle ricerche su internet con l’89% del totale, Amazon ha il 75% delle vendite di libri online, Apple e Microsoft forniscono il 95% dei sistemi operativi. Sono monopolisti o duopolisti, come lo erano i colossi del secolo scorso, da Standard Oil ad American Telephone and Telegraph. E sono sempre di più quelli che pensano che potrebbero fare la stessa fine, uno spezzatino imposto dalle autorità per rompere i monopoli, come successe ad AT&T che fu frantumata nelle sette Baby Bells. Finora manca l’argomento principe, i prezzi di carburante e telefono tenuti artificialmente alti dai monopoli a danno dei consumatori. Ma i sostenitori dello spezzatino puntano ai limiti che i monopoli pongono per loro natura alla crescita di innovazione e competizione.

Siria come la Spagna 80 anni dopo?
Il parallelo è inquietante, la guerra civile spagnola del 1936-39 fu il grande laboratorio per la sperimentazione di nuove armi e nuove strategie offensive che sarebbero poi utilizzate su scala globale nella seconda Guerra Mondiale. Nella sua Nota Diplomatica James Hansen, un osservatore acuto di trend e geopolitica, ha analizzato di recente questo possibile ricorso storico. Hansen osserva che le due guerre civili, siriana e spagnola, sono state internazionalizzate sin dall’inizio, con una massiccia partecipazione di potenze e volontari esteri, da italiani e tedeschi da un lato a sostegno dei camerati franchisti, ai sovietici dall’altro schierati insieme ai britannici e francesi con i repubblicani di sinistra, mentre i baschi interpretavano il ruolo oggi giocato dai curdi. Il parallelo che sottolinea Hansen è il coinvolgimento di potenze estere interessate ad usare la guerra come banco di prova per nuovi armamenti e nuove modalità come i primi bombardamenti aerei a tappeto sulla popolazione civile, sperimentati prima in Spagna e poi utilizzati su larga scala nella Guerra Mondiale. I carri armati leggeri dei volontari mussoliniani si rivelarono inadeguati, ma i tedeschi impararono proprio in Spagna la lezione per le successive generazioni di Panzer pesanti. Nel laboratorio siriano sono usciti bocciati i moderni carri pesanti tedeschi Leopard 2, utilizzati dai turchi, mentre gli americani hanno affinato l’impiego bellico dei droni e i russi hanno testato ben 215 tipi di nuovi armamenti.
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