Amsterdam

News & Views – 07 agosto 2017

Insight dalla redazione di FinanciaLounge su quello che si muove nelle economie e nei mercati.

7 Agosto 2017 09:53

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I metalli piacciono ai predatori
Come ai tempi dei dinosauri, i grandi predatori escono di scena e piccoli rapaci prendono il loro posto. Il terreno di caccia è quello selvaggio delle commodity, che ha dato ben poche soddisfazioni al trading dei big nell’ultimo trimestre, complice il prezzo del petrolio entrato in territorio Orso a giugno, quando il Bridge Alternatives Commodity Hedge Fund equally weighted index ha segnato un pesante -4.9%. Il trading sulle commodity è stato il neo principale delle trimestrali dei big di Wall Street. E infatti i piccoli rapaci che stanno entrando sul mercato non puntano sul trading, ma sugli arbitraggi, alla ricerca di discrepanze nei prezzi dei futures soprattutto per i metalli. È il caso della londinese Arion Investment Management che si prepara a lanciare a ottobre un hedge fund che non a caso si chiama Raptor Commodities Fund. Il WSJ riporta che la gestione verrà affidata all’ex Morgan Stanley Gerardo Tarricone e avrà come obiettivo la raccolta di qualche centinaio di milioni, non miliardi, perché vuol sfruttare al massimo l’agilità e non essere costretto dalla dimensione a prendere per forza posizione. Il focus dei piccoli predatori sono i metalli, soprattutto il rame, i cui prezzi ora si sono stabilizzati a causa di attese di un rallentamento cinese dopo il rally messo a segno dopo l’elezione di Trump. La strategia di Raptor non esclude qualche trading direzionale, ma si concentrerà sulle divergenze tra i prezzi dei futures e quelli spot del London Metal Exchange.

Tutti ad Amsterdam
Non Francoforte e neppure Parigi, con grande scorno di Napoleone Macron e di mamma Merkel. La meta preferita della finanza in fuga dalla City di Londra causa Brexit sembra essere infatti diventata la Venezia del Nord. Il FT riporta che nelle ultime due settimane c’è stata una vera e propria corsa delle società di servizi finanziari a cercare casa tra i canali della città olandese, finora meta preferita degli hippies con i capelli bianchi nostalgici degli anni Settanta. Il giornale londinese fa i nomi di MarketAxess e Tradeweb, due dei principali operatori globali nel trading sul reddito fisso, insieme a quelli della giapponese MUFG e della divisione NatWest Markets di Royal Bank of Scotland. Si parla per ora di qualche migliaia di posti pronti al trasloco. Ma perché Amsterdam? Infrastrutture, digitalizzazione fantastica, lunga storia nel trading sono le risposte degli interessati. Soprattutto la nuova frontiera del trading automatizzato vede la città dei tulipani all’avanguardia. E vale la pena di ricordare che la prima grande bolla speculativa di cui si abbia memoria si gonfiò proprio ad Amsterdam, quella appunto dei tulipani che negli anni 1630 vennero trasformati in derivati finanziari.

Si alza l’asticella per lo S&P 500?
Trump è in vacanza, il Congresso anche. Per ascoltare le parole di Mario Draghi e Janet Yellen bisogna aspettare il simposio di Jackson Hole, in Wyoming, che comincia il 24 agosto. La settimana che inizia oggi offre decisamente poco. Tra giovedì e venerdì arrivano i dati sull’inflazione americana, prima i prezzi alla produzione e poi quelli al consumo. Un altro tassello, dopo il PIL e il Job Report, per comporre il quadro che la Fed dovrà considerare a settembre, prima occasione per il terzo rialzo dei tassi quest’anno. Poi c’è la banca centrale messicana, che si riunisce giovedì e dovrebbe lasciare i tassi al 7%. Infine c’è Macy, i grandi magazzini americani che conosce chi è stato almeno una volta a New York, minacciata dall’avanzata di Amazon, che inaugura sempre giovedì la stagione delle trimestrali dei department store americani. Il loro business è in declino, solo da capire quanto veloce. A un certo punto saranno abbastanza a buon mercato perché Jeff Bezos e compagni se li comprino tutti. Visto che non c’è molto sul fronte macro, Jeff Miller, di NewArc Investments, suggerisce su Seeking Alpha di tenere d’occhio le raccomandazioni dei broker: dopo la raffica di trimestrali migliori delle attese c’è da aspettarsi qualche revisione dei rating assegnati ai singoli titoli, possibilmente al rialzo. Così a ottobre lo S&P 500 dovrà misurarsi con un’asticella più alta.

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