Azad Zangana

Elezioni in Francia, ora i rischi politici europei passano in secondo piano

La vittoria di Macron in Francia ha raffreddato, ma solo momentaneamente, le preoccupazioni politiche europee: adesso il focus si sposta sulle elezioni in Italia.

9 Maggio 2017 09:37
financialounge -  Azad Zangana Brexit David Lafferty elezioni Emmanuel Macron francia italia Joachim Fels Natixis Investment Managers Philippe Lespinard
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“L’esito delle elezioni presidenziali in Francia francesi rappresentano una vittoria per la continuità e l’integrazione dell’Unione Europea. Passato il rischio Le Pen, il prossimo ostacolo per il progetto della UE saranno probabilmente le banche italiane ancora penalizzate dai non performing loans e da bassi livelli di capitale la cui limitata stabilità politica del paese non è in grado di risolvere” commenta Dave Lafferty, Chief Market Strategist di Natixis Global Asset Management all’indomani della vittoria di Emmanuel Macron. In ogni caso, per Dave Lafferty, sebbene sia difficile affermare che la vittoria di Macron sia il segnale che in Europa ora tutto vada bene, con l’allontanamento della possibile disgregazione dell’Unione Europea (sbandierata da Marine Le Pen che aveva invocato un referendum sull’euro in caso di vittoria), il futuro per una crescita globale sincronizzata fa maggiormente affidamento sulla riuscita della Trumponomics (ovvero sulla capacità del presidente americano di mettere in pratica le promesse fatte in campagna elettorale, in particolare in tema di tagli fiscali ed investimenti in infrastrutture).

“Mentre i fondamentali sottostanti dell’economia globale rimangono solidi, la mancata attuazione del tanto anticipato pacchetto fiscale potrebbe portare a una correzione delle azioni americane che hanno già ottenuto un certo successo. Più importante, mentre la Francia per il momento ha evitato sconvolgimenti, un fallimento del governo statunitense o una deblace del tetto del debito possono rappresentare le prossime ferite economiche auto inflitte” puntualizza Dave Lafferty, mentre per Joachim Fels, Consulente economico globale di PIMCO, la sconfitta di Marine Le Pen alle elezioni presidenziali non significa che il problema della polarizzazione politica tra i nazionalisti (populisti) e gli internazionalisti sparirà presto. Il tema, secondo Joachim Fels, si ripresenterà probabilmente durante le prossime elezioni (la cui prossima tappa a rischio è quella italiana) e manterrà l'elevata incertezza economica.

“E’ necessario, inoltre, considerare i due volti del populismo: quello dannoso che solitamente porta a risultati economici negativi (come in passato in Argentina o in Venezuela), che a loro volta innescano una reazione che riporta in auge forze orientate alla riforma; e il volto più amichevole che affronta i problemi come l'eccessiva disuguaglianza, la mancanza di crescita e l'alta disoccupazione e porta a risultati economici migliori. Gli scenari economici cambiano notevolmente a seconda di quale populismo prevale” argomenta Joachim Fels.

Anche gli esperti di Vontobel Asset Management, nel loro commento dedicato ai risultati delle elezioni francesi suggeriscono di orientarsi a tempo debito verso l'Italia, dove le elezioni generali dovranno avvenire prima del maggio 2018. “Come la Francia, l'Italia soffre di una economia stagnante e di disoccupazione endemica. Come la Francia, finora non ha riformato decisamente l'economia e il paesaggio politico ha visto l'emergere di un grande partito anti-istituzione - il Movimento 5 Stelle. Tutto il resto è uguale, ci aspetteremmo che le attività correlate all'area dell'euro continueranno a beneficiare di flussi di investitori positivi, anche se la forza recente si attesta quasi a un potenziale di rialzo” specifica Vontobel AM secondo cui i beni ritenuti più sicuri dagli investitori, come i titoli di Stato tedeschi o l'oro, dovrebbero continuare ad affrontare una certa pressione di vendita.

Infine, due esperti di Schroders, si sono espressi sul significato della vittoria di Macron per la Brexit. ”Macron finora non ha svelato tutte le sue carte nei confronti della Brexit. Detto questo, è probabile che cerchi di rafforzare le istituzioni dell’Europa. Pensiamo che prenderà atto dell’importanza della relazione economica tra Francia e Regno Unito e riteniamo che sia improbabile che faccia ricorso al protezionismo” ha commentato Azad Zangana, Senior European Economist & Strategist di Schroders mentre il suo collega Philippe Lespinard, Co-Head of Fixed Income di Schroders, ha aggiunto: “Dal momento che il nuovo presidente francese è affiancato da consiglieri molto esperti in termini di politiche europee, dovrebbe essere ben preparato su questi argomenti. Francia e Regno Unito hanno una relazione particolarmente consolidata per quanto riguarda l’energia e la difesa. Sebbene i negoziati del Regno Unito siano con l’Unione Europea, un legame così stretto con Parigi su tematiche tanto significative dovrebbe contribuire a evitare eventuali ‘incidenti’ sulla Brexit”.
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