Cédric Le Berre

Wall Street, il posto migliore e più sicuro per investire

3 Novembre 2014 - 8:40
financialounge - news
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Per Cédric Le Berre, Multi-Management & Fund Research di Union Bancaire Privée (UBP), al momento non c’è alcun segnale che indichi un’imminente recessione negli USA, né una bolla che possa causare un crollo della Borsa. Il manager di UBP, pur essendo consapevole che la debolezza economica presente in Europa e in Asia e il rafforzamento del dollaro siano tutti fattori sfavorevoli per gli utili societari statunitense, ritiene al momento, a livello globale, il mercato USA il migliore in termini di opportunità d’investimento nel lungo periodo, in base al rendimento aggiustato per il rischio.

“I tassi d’interesse statunitensi, infatti, sono ancora bassi, i disavanzi pubblici stanno diminuendo, il tasso di disoccupazione è in calo e, al momento, si attesta sotto la media di lungo periodo. Inoltre, gli utili societari, i flussi di capitale e i bilanci sono ancora fermamente solidi” sottolinea Cédric Le Berre che poi aggiunge: “Riteniamo, poi, che il recente crollo dei prezzi del petrolio sia legato al conflitto tra l’Arabia Saudita e l’Iran, piuttosto che a un aumento della produzione USA di petrolio di scisto o alla debole domanda da parte di Europa e Asia. Tuttavia, secondo noi, i prezzi bassi del petrolio più che un aspetto negativo, rappresentano un vantaggio complessivo per l’economia americana”.

Per Cédric Le Berre, le valutazioni del mercato azionario statunitense sono piuttosto ragionevoli con l’indice S&P 500 che tratta ad un p/e (rapporto prezzo / utili) stimato di 14,5 per il 2015, ed è convinto che un rialzo dei prezzi del petrolio costituisca un rischio economico nettamente maggiore rispetto a un calo degli stessi. Di conseguenza, il fatto che gli Stati Uniti si stiano incamminando verso l’indipendenza energetica li rende meno esposti a tale rischio, di quanto non lo siano Europa, Asia o i Paesi BRIC.

Il manager ricorda come, nelle altre aree geografiche del mondo, permangano problematiche importanti. Per esempio, la contrapposizione tra l’unione economica, da un lato, e divergenza politica con un crescente nazionalismo, dall’altro, sta creando una serie di incertezze di lungo termine nella struttura della moneta unica europea. L’Asia, invece sta chiaramente rallentando mentre la Russia non è una democrazia vera e propria: il Medio Oriente, infine, sembra impantanato in un conflitto settario che si sta diffondendo senza che si intraveda una fine precisa.

“Tutte queste problematiche avvalorano la nostra tesi sul fatto che gli Stati Uniti siano il posto migliore e più sicuro in cui investire. Inoltre, siamo dell’idea che le elezioni imminenti negli USA e l’eventualità di una riforma societaria, creino un ulteriore potenziale al rialzo per i mercati americani. Attualmente, il sistema finanziario degli Stati Uniti è in ottima forma e non vediamo all’orizzonte nessuna bolla speculativa che possa minare il sistema finanziario in generale” conclude Cédric Le Berre.
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