Diversified Alpha Plus Fund

Diversified Alpha Plus Fund - 31 dicembre 2013

16 Gennaio 2014 - 13:55
financialounge - news
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1. Le ultime due settimane del 2013 sono state caratterizzate da un sostenuto rally azionario di fine anno, supportato dalla diffusione di dati congiunturali ancora positivi sia negli Stati Uniti che in Europa. Le borse globali hanno guadagnato il 4,3%, trainate dalla periferia europea (indici Msci di Spagna e Italia in rialzo del 7%), mentre i mercati emergenti sono rimasti relativamente indietro (1,8%).

2. I rendimenti obbligazionari hanno fatto segnare forti incrementi, guidati dai Treasury Usa decennali, che hanno violato la soglia del 3% per terminare l’anno su livelli pari a più del doppio rispetto ai minimi 2012. Tale sviluppo è da ricondurre all’annuncio dato dalla Fed in occasione della riunione di dicembre del Fomc e relativo all’avvio della riduzione nel livello di acquisto di titoli, nonché al miglioramento dell’attività economica e alla crescente probabilità che nel 2015 la Fed procederà al primo rialzo dei tassi in nove anni.

3. Gli indici Pmi flash di dicembre relati vi al settore manifatturiero, pubblicati prima della fine dell’anno, hanno confermato il trend al rialzo in atto nell’economia: l’Eurozona ha archiviato il rallentamento registrato a settembre-ottobre toccando nuovi massimi, così come gli Stati Uniti, che hanno raggiunto i livelli più alti degli ultimi tre anni. I mercati emergenti hanno continuato a non tenere il passo con la ripresa dei paesi sviluppati, e il Pmi flash cinese di dicembre ha mostrato una flessione.

4. Uno dei principali eventi negativi di fine dicembre è stato il secondo aumento nel corso dell'anno dello Shibor: il tasso interbancario cinese ha raggiunto, infatti, nuovi massimi, superando la soglia del 9%. Le motivazioni di tale rialzo sono state discordanti, tuttavia restiamo dell’idea che esso sia dimostrazione della crescente carenza di liquidità in Cina, dovuta all’orientamento moderatamente restrittivo della Banca popolare cinese nonché ai livelli estremamente elevati di indebitamento che caratterizzano numerose entità cinesi a corto di liquidità (tra cui enti locali iperindebitati e imprese a controllo statale operanti in settori in sovracapacità).

5. Nella seconda metà del mese, il portafoglio ha archiviato una performance pari all'1,5%, sospinto dalle nostre posizioni lunghe nelle azioni europee, in particolare nel settore bancario, (rispetto alle azioni statunitensi e globali) e nelle obbligazioni dei paesi periferici dell’Eurozona. Ulteriori contributi positivi alla performance sono giunti dalle posizioni corte legate al alla nostra teoria di una bolla dei rendimenti (esposizioni corte nei Reit e nei titoli ad elevato dividend yield statunitensi) e da quelle ribassiste nelle attività associate al rallentamento in Cina e nei mercati emergenti e alla contrazione della domanda di materie prime (posizioni corte sulle azioni immobiliari e bancarie cinesi, sui titoli bancari indiani, sul dollaro australiano e sul paniere di valute dei “Fragili cinque”, ossia i paesi emergenti con ampi disavanzi delle partite correnti). Tra i pochi contributi negativi figurano la posizione lunga di lieve entità nei Treasury Usa decennali e quella sullo spread Bond-Bund (lunga sui Treasury Usa decennali e corta sui titoli tedeschi di pari durata), che ha risentito di un modesto ampliamento del differenziale.

6. In aggiunta ai nostri attuali temi d’investimento, stiamo monitorando 1) i crescenti problemi che il debito della Cina sta creando a livello della crescita, della politica e della stabilità finanziaria, 2) la divergenza sempre più profonda tra il clima di fiducia che caratterizza il mercato azionario e quello obbligazionario negli Stati Uniti (in forte ipercomprato il primo e in forte ipervenduto il secondo), 3) la sempre maggiore probabilità che la crescita americana raggiunga un ritmo di crescita stabile e sostenuto, e, di conseguenza, 4) la possibilità che la Fed sia costretta ad alzare i tassi molto prima di quanto vorrebbe.


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