BlackRock

Nessuna bolla in borsa, nemmeno al Nasdaq

4 Dicembre 2013 - 20:00
financialounge - news
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Sebbene le valutazioni del mercato azionario statunitense siano meno attraenti rispetto a 12 mesi fa, restano più interessanti rispetto alle obbligazioni e agli strumenti di liquidità. Inoltre, nonostante gli indici continuino a segnare nuovi record, non c’è alcun pericolo bolla nell’equity nemmeno nel caso dell’indice Nasdaq che 13 anni dopo ha ritoccato quota 4.000.

Sono questi i punti di maggiori rilievo per gli investitori che si possono desumere dalla lettura del commento settimanale ai mercati a cura di Russ Koesterich, Global Chief Investment Strategist di BlackRock, che comincia dai dati economici degli Stati Uniti che proseguono con continui stop and go.

“Alcune aree mostrano segnali di sano miglioramento mentre altre restano bloccate in folle. Sul versante positivo, il mercato immobiliare rimane una fonte importante di forza e sta trainando il recupero. I permessi di costruzione sono balzati in ottobre al livello più altro da giugno. Inoltre, sono in aumento anche i prezzi delle case: in base all’S&P / Case- Shiller Composite Index ( una misura generale dei prezzi delle case nazionali ) il rialzo è del 13% rispetto all’anno scorso, il dato migliore dal 2006” dice Russ Koesterich.

Con le nuove case in costruzione e prezzi delle abitazioni in aumento, sarebbe naturale attendersi anche un incremento della fiducia dei consumatori. Tuttavia, la scorsa settimana, l'indice Conference Board sulla fiducia dei consumatori è sceso a 70,4, ben al di sotto delle aspettative e al livello più basso dalla primavera. Come mai questa divergenza tra il mercato immobiliare e la fiducia dei consumatori?

“Sebbene il debole mercato del lavoro abbia una parte della colpa, il vero responsabile è da ricercarsi nella politica di Washington, DC e cioè allo shutdown di ottobre deciso dal governo e le successive battaglie di bilancio e sul tetto del debito, che sembrano aver avuto (e continuano ad avere) un effetto profondo e negativo sulla fiducia. Un modo per misurare questo disagio è quello di guardare L’Economic Policy Uncertainty Index (EPUI) che a quota 100 indica un peso neutrale dell’incertezza politica sulla fiducia. L'indice, che a luglio ara a quota, ha raggiunto quota 174 nel mese di ottobre durante il culmine della crisi politica” precisa Russ Koesterich.

Una maggiore incertezza politica tende a tradursi in minori livelli di fiducia delle imprese e dei consumatori e un riacutizzarsi delle tensioni politiche nei primi mesi del 2014, potrebbe rappresentare un vento contrario per la fiducia e la spesa dei consumatori. Guardando al mercato azionario, invece, molti investitori continuano a chiedersi se l’equity sia in una bolla finanziaria.

“A nostro avviso, la risposta è "no". Mentre le valutazioni attuali risultano meno convenienti di un anno fa , offrono comunque un valore ancora interessante: le azioni rimangono valide alternative a obbligazioni e liquidità” puntualizza dice Russ Koesterich che poi aggiunge:

“Anche guardando all’indice Nasdaq che da poco ha superato i 4.000 punti, quota che non toccava da 13 anni, si nota che il suo rapporto prezzo/utile (p/e) prospettico 2013 si attesta 24 . Sebbene non si tratti di un rapporto conveniente, resta comunque al di sotto del p/e mediano a 18 anni (pari a 30) e molto al di sotto del p/e di 150 che segnava nel 1999 quando toccò per la prima quota 4.000 punti. Inoltre il settore della tecnologia, che oggi pesa nell’indice Nasdaq meno di 13 anni fa, evidenzia un p/e intorno a 17, sostanzialmente in linea con la media dell’intero mercato e decisamente meno rispetto al p/e di 67 visto nel 1999”.

Quindi, in estrema sintesi, mentre alcune aree del mercato risultano un po’ tirate nelle quotazioni (come nel caso delle small cap USA e le società di social media, indicate la scorsa settimana), oggi non ci si trova in un nuovo 1999 per l’equity USA e non c’è traccia di una vasta bolla del mercato.
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