asset allocation

Una gestione che si adegua ai rischi di mercato

15 Giugno 2012 20:00
financialounge -  asset allocation come investire commodities Fondi bilanciati grecia Invesco livello di rischio Scott Wolle
financialounge -  asset allocation come investire commodities Fondi bilanciati grecia Invesco livello di rischio Scott Wolle
A proposito del nuovo approccio di gestione accennato nell’articolo “L’importanza della gestione a rischio controllato” di FinanciaLounge del 14 giugno, e basato sulla ripartizione dinamica delle diverse componenti di rischio all’interno del portafoglio, utilizzando, oltre all’equity e ai bond, anche le materie prime, è intervenuto Scott Wolle, gestore di Invesco Balanced-Risk Allocation Fund. Questo comparto, infatti, si focalizza sul rendimento assoluto e definisce l’asset allocation in base al contributo al rischio di tre asset class: azioni, titoli di stato e materie prime.

“La teoria e l’esperienza sul campo evidenziano che questo approccio innovativo è in grado di offrire protezione nelle fasi ribassiste di mercato e, al contempo, assicura la possibilità di partecipare ai rialzi” tiene a sottolineare Scott Wolle. "Il portafoglio del comparto Invesco Balanced-Risk Allocation Fund è studiato in modo strategico affinchè ognuna delle tre principali asset class contribuisca in modo equo al rischio del portafoglio stesso. Se una di esse dovesse ridursi (ad esempio le obbligazioni), riteniamo che la performance di una o più delle altre asset class dovrebbe nella maggior parte dei casi riuscire a controbilanciare le perdite. Questo tuttavia non è garantito in assoluto. Infatti, per esempio, se contemporaneamente il reddito fisso e le commodity dovessero accusare performance insoddisfacenti, una buona performance dell’azionario potrebbe non riuscire a controbilanciare tali perdite” riferisce Scott Wolle.

A livello tattico, invece, il modello di analisi in base al quale si costruisce il portafoglio del fondo , è progettato per sovrappesare i mercati per i quali sono attesi rendimenti più elevati rispetto alla liquidità ed a sottopesare i mercati per i quali le attese sono meno brillanti. Per esempio, in caso di rialzo delle Borse e di contrazione delle performance dei bond, il modello dovrebbe sovrappesare l’azionario (e potenzialmente alcune materie prime) e sottopesare l’obbligazionario.

Ma come reagirebbe il modello quantitativo nel caso in cui la Grecia uscisse dall’Euro e tornasse alla Dracma?

“Se Atene uscisse dall’Euro, gli investitori farebbero bene a preoccuparsi sia degli effetti diretti che di quelli indiretti. I primi sono rappresentati dalla performance dei titoli azionari e obbligazionari greci ridenominati in Dracme, che probabilmente accuserebbero perdite di valore. Il fondo Invesco Balanced-Risk Allocation Fund non è esposto in titoli greci e la liquidità è principalmente investita in titoli di stato tedeschi. Gli effetti indiretti, invece, deriverebbero dal rischio di contagio su altri paesi europei periferici con un impatto negativo sul sistema bancario ed il generale aumento dell’avversione al rischio. Da un punto di vista strategico, il portafoglio si comporterebbe come in ogni altra fase di shock: le obbligazioni verrebbero sovrappesate rispetto alle azioni (soprattutto quelle dell’Eurostoxx 50) e ad alcune materie prime. Tatticamente, molti degli indicatori (specialmente quelli sul sentiment economico e sul posizionamento degli investitori) sono pensati per far fronte a queste circostanze, prevedendo un aumento del peso obbligazionario a discapito di quello azionario” conclude Scott Wolle.
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