Efficienza energetica, un fattore cruciale per gli investimenti ESG futuri

La componente ambientale dei criteri ESG dipenderà sempre più dalla capacità delle imprese di migliorare l’efficienza energetica: il caso cinese e quello della produzione dell’acciaio.

In base alle previsioni dell’Agenzia internazionale per l’energia (IEA), si stima un incremento del 30% entro il 2040 dell’utilizzo globale di energia. Ma forse in pochi sanno che, senza un miglioramento dell’efficienza energetica, questa percentuale salirebbe al 60%.

Infatti l’efficienza energetica è l’altra faccia della medaglia dell’approccio ESG (ambientale, sociale e di governance aziendale) in ambito energetico.

DOMANDA DI ENERGIA DEI PAESI EMERGENTI

Gran parte dell’aumento nell’utilizzo di energia proverrà dai mercati emergenti, India in testa, dove la rapida crescita della popolazione e il maggiore accesso alla tecnologia faranno aumentare la domanda energetica. Nei mercati sviluppati, i miglioramenti dell’efficienza energetica faranno diminuire la quantità di energia impiegata nonostante il proseguimento della crescita economica”, tiene a sottolineare Andrew Harmstone, Lead Portfolio Manager per la strategia Global Balanced Risk Control di Morgan Stanley Investment Management (MSIM).

L’ESEMPIO DELLA CINA

Un esempio illuminante di come la tendenza a promuovere l’efficienza energetica sia un fattore dirompente e virtuoso nel medio lungo termine è la Cina. Pechino, che sta progettando un mercato per lo scambio del carbonio che potrebbe diventare il più grande al mondo, ha introdotto misure normative più severe in caso di inquinamento, ha istituito ex novo un Ministero dell’Ambiente per concentrare l’attività legislativa in materia energetica, ha chiuso le centrali a carbone e le acciaierie inefficienti e ha posto il divieto di importazione di rifiuti.

DOVE SI PUO’ AUMENTARE L’EFFICIENZA ENERGETICA

“Gli ultimi dati forniti dall’IEA indicano che la crescita della domanda energetica cinese ha continuato a rallentare in misura significativa, passando “da una media dell’8% all’anno dal 2000 al 2012 a meno del 2% all’anno a partire dal 2012”, e si prevede che di qui al 2040 raggiungerà una media dell’1% all’anno”, argomenta Andrew Harmstone. D’altra parte gli ambiti nei quali agire con successo per la riduzione dei gas serra grazie agli investimenti volti a migliorare l’efficienza energetica sono molteplici.

IL SETTORE DELL’ACCIAIO

Per esempio il settore dell’acciaio, responsabile del 6,7% delle emissioni mondiali di CO2, dovrebbe ridurre le emissioni di oltre il 70% per ogni tonnellata di acciaio prodotta per centrare gli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi sul clima entro il 2050. Un sistema semplice per farlo sarebbe passare dai tradizionali forni basici ad ossigeno ai forni elettrici ad arco (Electric Arc Furnaces, EAF), che generano la metà delle emissioni di CO2 per ogni tonnellata di acciaio.

LA GRANDE DISTRIBUZIONE ALIMENTARE

Nell’ambito della grande distribuzione alimentare, alcuni esempi mettono in risalto le potenzialità dell’efficienza energetica. Dal 2005 una catena di supermercati leader nel Regno Unito è riuscita a ridurre i consumi elettrici dell’11,6% a fronte di un incremento del 54,2% della superficie dei suoi negozi. Ancora più illuminante il caso di un altro supermercato, interamente online, che ha un business model basato sulla consegna ai clienti tramite vetture elettriche e senza bisogno di celle frigorifere all’interno di un locale con impianto centralizzato. Dal momento che i consumi energetici rappresentano il 7-10% circa dei costi totali dei supermercati tradizionali, un minor utilizzo di energia genererà verosimilmente vantaggi per la redditività nel lungo termine. Inoltre tale percorso garantisce vantaggi in termini di migliore immagine del marchio e maggior domanda da parte dei consumatori, sempre più attenti alle alternative verdi e a basso costo.

GLI IMMOBILI RESIDENZIALI

Un altro settore dove l’efficienza energetica assicura vantaggi tangibili è quello degli immobili residenziali, soprattutto, ma non solo, tra le popolazioni che vivono in paesi freddi e in abitazioni di vecchia costruzione. In tutti i casi, un‘ottimizzazione energetica in ambito residenziale potrebbe far crescere il reddito disponibile e il valore degli immobili, nonché apportare benefici in termini di posti di lavoro, crescita, innovazione e spesa al consumo. “Lo spostamento verso l’efficienza energetica è in grado di rivoluzionare praticamente tutti i settori economici. Può dimezzare la crescita stimata del consumo energetico, migliorare gli utili societari e promuovere investimenti nei settori dell’industria, del commercio e dell’edilizia residenziale”, precisa Andrew Harmstone.

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I RATING ESG DI OGNI SINGOLA AZIENDA

Nell’ambito del processo di costruzione del portafoglio, l’esperto rivela di tenere conto dei rating ESG di ogni singola azienda utilizzando i dati di Sustainalytics, una società indipendente di ricerca, rating e analisi ESG e di corporate governance.

TENERE CONTO ANCHE DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Inoltre, Andrew Harmstone aggiunge una quarta categoria: il cambiamento climatico. “All’interno del processo ESG, l’efficienza energetica è una tematica che rientra nella categoria ambientale. Il nostro obiettivo è assicurarci che il rating medio delle società in ciascuno dei nostri panieri geografici e settoriali ricada nel quartile superiore di tutte e quattro le categorie”, commenta l’esperto. L’obiettivo, alla luce del fatto che i fattori ESG si stanno rivelando capaci di profonde trasformazione dell’economia mondiale, è sfruttare al meglio i vantaggi dell’efficienza energetica e di altre tendenze dirompenti tenendone costantemente conto nel proprio processo d’investimento.

10255185_880 / iStock / Getty Images Plus


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28 Giugno 2018
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