L’economia europea tifa per le misure monetarie e fiscali di Pechino 

Il miglioramento delle condizioni di credito in Cina indica che le misure di allentamento monetario cominciano a produrre risultati: l’economia europea potrebbe essere uno dei maggiori beneficiari di questi sviluppi

Come tutti gli osservatori hanno potuto notare, i dati degli ultimi mesi hanno continuato a mostrare un’economia europea in forte rallentamento, ai confini della stagnazione. Ma forse quello che non tutti sanno è che un sensibile contributo al miglioramento della situazione potrebbe derivare dalle misure monetarie e fiscali messe in campo dalle autorità cinesi, con l’obiettivo di contrastare sia il rallentamento dell’economia e sia le implicazioni delle dispute commerciali tra Washington e Pechino.

UNA RIPRESA NEL SECONDO SEMESTRE

Di questo è convinto il team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management, che reputa potenzialmente efficaci le misure di allentamento adottate dalla Cina al punto che dovrebbero essere in grado di spronare l’economia interna e, vista l’importanza che ricopre la Cina nello scacchiere economico internazionale, anche quella mondiale. Certo, ammette il Team, nel breve termine occorrerà fare ancora i conti con i dazi imposti nel 2018 che continuano a pesare sulla fiducia e sul comportamento di acquisto dei consumatori. Tuttavia, sulla scia del miglioramento delle condizioni creditizie ci sono le premesse affinché nel secondo semestre possa materializzarsi una ripresa sostenuta dell’attività, con l’economia europea candidata ad essere uno dei maggiori beneficiari di questi sviluppi.

MIGLIORANO LE CONDIZIONI CREDITIZIE IN CINA

Il miglioramento dello stato di salute del credito in Cina indica che le misure di allentamento monetario, in particolare i quattro tagli del coefficiente di riserva obbligatoria attuati lo scorso anno per incentivare le banche a sostenere il settore privato, hanno cominciato a trasmettersi all’economia reale. In parallelo, si può constatare come siano cresciute pure le voci dei finanziamenti sociali, all’interno delle quali figurano pure tipologie di credito esterne al sistema bancario tradizionale. Inoltre, mentre le importazioni di materie prime hanno registrato un significativo incremento, sono migliorate le aspettative anche per gli investimenti fissi.

IL PESO DEGLI INDICATORI CINESI

“L’andamento degli indicatori cinesi è di assoluto rilievo per l’economia europea, che a causa della forte esposizione all’export ha probabilmente risentito più di altre regioni della debolezza di Pechino” puntualizza il Team. Il quale, se da un lato segnala che le esportazioni cinesi a febbraio potrebbero subire un rallentamento (visto che il rialzo di gennaio era probabilmente imputabile all’anticipazione degli ordini in previsione dell’entrata in vigore delle tariffe doganali), dall’altro si dice fiducioso dopo il prolungamento della tregua sui dazi.

Obbligazioni, meglio ridurre la dipendenza dal ciclo economico

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LO STIMOLO ALL’ECONOMIA INTERNA

Da notare che a supporto delle tesi del Team ci sono anche valutazioni quantitative e tecniche di mercato. Per esempio, il recupero degli attivi più rischiosi, compreso anche il settore high yield globale, è senz’altro spiegato dall’approccio più accomodante delle Banche Centrali, in particolare la Fed, attenta a non far deragliare il ciclo statunitense, e la Bce, pronta ad intervenire per sostenere le flebile fiammella dell’economia europea. Ma non c’è dubbio che un contributo non secondario lo abbiano fornito anche le misure di allentamento varate dalle autorità di Pechino, che evidenziano il successo nello stimolare l’economia interna. A questo proposito, il Team ammette che le valutazioni non sono più allettanti come alla fine dell’anno scorso.

EVITATO UN AUMENTO GENERALIZZATO DEL DEBITO

Sul fronte dei fattori tecnici, invece, il consistente aumento dei volumi dei collocamenti dei bond speciali emessi dalle autorità locali cinesi a gennaio per 400 miliardi di yuan, rispetto a meno di 200 miliardi nei precedenti tre mesi, conferma le previsioni di un prossimo aumento degli investimenti fissi dal momento che tali emissioni sono destinate prevalentemente a finanziare progetti infrastrutturali e di natura similare. Con un aspetto di rilievo, come puntualizzato dal Team: “Le autorità cinesi si sono focalizzate per stimolare gli interventi a favore delle grandi aziende e del settore delle infrastrutture, invece di promuovere un aumento generalizzato del livello del debito in tutti i settori dell’economia nazionale”.

**  Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge. Una parte dei contenuti e dei dati sono stati gentilmente concessi da J.P. Morgan Asset Management

Xiansheng Dai / Royalty-free / Getty Images


FinanciaLounge
28 Febbraio 2019
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