Wall Street dei record, ma l’Europa non si aggancia

di Chiara Merico

Record per Nasdaq e S&P 500 a New York sulla scia delle trimestrali, ma i listini asiatici ed europei restano contrastati. Sul Vecchio continente pesano le preoccupazioni per il debito italiano

La Borsa statunitense non smette di macinare risultati straordinari: ieri la seduta a Wall Street si è conclusa su livelli record per gli indici S&P 500 e Nasdaq Composite, grazie a una serie di trimestrali migliori del previsto. L’S&P 500 ha guadagnato lo 0,88% a quota 2933,68 punti, mentre il Nasdaq ha fatto ancora meglio, chiudendo a +1,32% a 8.120,82 punti, entrambi nuovi record di chiusura assoluti. Più indietro il Dow Jones, che ha comunque chiuso in rialzo dello 0,55%, zavorrato dalle difficoltà di Boeing.

TRIMESTRALI MIGLIORI DEL CONSENSUS

Il rally di Wall Street è stato sostenuto dai risultati societari migliori del previsto. Da segnalare la performance di Twitter, che con una trimestrale migliore delle attese, grazie all’aumento degli utenti, ha guadagnato il 17,3%. In forte rialzo anche Coca-Cola (+1,7%) grazie al successo di Coca Zero, e United Tecnologies, che ha guadagnato il 2,3%. Bene i titoli della difesa come Lockheed Martin (+5,7%), ma anche quelli dei giocattoli: Hasbro +14,2% dopo i conti. I ricavi di eBay, diffusi a mercato chiuso, hanno battuto le stime degli analisti.

IL TITOLO DEL SECOLO

E viene scambiato sul Nasdaq quello che gli addetti ai lavori hanno definito “il titolo del secolo”: come spiega Il Sole 24 Ore, gli investitori che hanno puntato su Monster Beverage, quotata dal 1995 sul listino tecnologico della Borsa di New York, hanno potuto beneficiare di una performance eccezionale: un rialzo del 55.000%, calcolato prendendo come punto di rilevazione l’anno 2000.

L’ASIA RESTA INDIETRO

Il boom di Wall Street non è però riuscito a contagiare i listini asiatici, ancora cauti in attesa dell’evoluzione dei negoziati sui dazi. L’indice Nikkei, che aveva aperto in rialzo dello 0,4%, a fine seduta ha accusato un calo dello 0,27% (-59,74 punti) a 22.200 punti mentre il più ampio indice Topix è sceso dello 0,67% (-10,92 punti) a 1.612,05 punti. Più marcata la flessione del Kospi di Seul( -0,88%), sul quale ha pesato il rinvio della presentazione dello smartphone pieghevole di Samsung. In calo dello 0,65% anche l’Hang Seng di Hong Kong.

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EUROPA, PESANO LE PREOCCUPAZIONI SULL’ITALIA

Neanche i listini europei hanno seguito la scia di Wall Street, accodandosi piuttosto all’andamento contrastato delle Borse asiatiche. Piazza Affari, zavorrata ieri dallo stacco delle cedole, prosegue anche oggi in calo; ma in generale sulle Borse europee pesa la preoccupazione per i conti del nostro Paese. Ieri è infatti stato confermato che il debito pubblico del nostro Paese è cresciuto nel 2018, in controtendenza rispetto alla media della zona euro: al 132,2% dal 131,4% del 2017, a fronte di un calo all’85,1% medio nella zona euro. Un dato che ha portato il presidente dell’Eurogruppo, il portoghese Mario Centeno, a chiedere al Paese di realizzare i suoi piani di bilancio “in maniera credibile. La grande sfida dell’economia italiana è crescere: è una sfida su cui non possiamo mai abbassare la guardia, ecco perché c’è preoccupazione”.

Nel grafico: S&P 500 e STOXX 600 a confronto
1 aprile 2009 minimi post crisi = 100

 

Kameleon007 / iStock / Getty Images Plus


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24 Aprile 2019
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